Consigli di Lettura

Wilhelm Genazino
La stupidità dell'amore

Il protagonista maschile della storia è un uomo colto di mezza età; al suo fianco si alternano le sue due amanti, entrambe più giovani di lui, ma assai diverse l'una dall'altra: la prima è colta e intelligente, la seconda possiede invece tutto il fascino della bellezza e della semplicità. Ma dividere costantemente la propria vita e il proprio cuore tra due donne produce nel protagonista una sorta di stallo, un blocco che lo obbliga a riflettere su se stesso e sulla propria fragilità. E la conclusione è ovvia e sorprendente al tempo stesso: è l'amore che rende deboli e vulnerabili, è l'amore che ci induce ad azioni assurde e stupide di cui altrimenti non saremmo mai stati capaci.





Neira Hernán
L'isola

Un'isola remota, un luogo imprecisato nei mari del Sud, un faro che la domina e un clima di eterna attesa e sospensione, mentre solo le maree riescono a far percepire il passare lento e inesorabile del tempo. Il protagonista vi giunge ancora giovanissimo, con l'incarico di guardiano del faro: e da lì inizia la sua misteriosa avventura, prima felice, quando si inanmora di Mareika e decide di fuggire via dall'isola con lei, poi via via sempre più angosciosa, mentre scopre le origini e le crudeltà degli abitanti di quel luogo e il passato oscuro della sua stessa amata. In un crescendo di tensione e ossessioni metaforiche, la parabola dell'isola diventa lo specchio di un mondo invivibile e incomprensibile.



John Murray
Brevi note sulle farfalle tropicali

Una raccolta di racconti nei quali l'occhio scientifico dello scrittore compie una ricognizione del globo terrestre, dall'India all'Africa, all'America: luoghi che, privati dell'alone esotico consueto, diventano il palcoscenico straniante di uno scacco esistenziale. Le storie riguardano il mondo interiore dei sentimenti osservati nell'istante in cui i personaggi avvertono con nettezza la loro realtà, il loro passato, il significato della loro esistenza. Un medico della Croce Rossa costretto dalla guerriglia ad abbandonare le popolazioni che intendeva aiutare; una scienziata che lascia i comodi e asettici laboratori americani e approda a Bombay, dove la malattia vive la sua vita autentica...



Miranda Beverly-Whittemore
L'estate del bene e del male

Dopo aver vinto una borsa di studio per un college prestigioso dell'East Coast, l'intelligente ma ordinaria Mabel Dagmar si trova a essere compagna di stanza della ricca e capricciosa Genevra Winslow. Mabel viene subito stregata dal mondo aristocratico di Ev e, contro ogni previsione, tra le due ragazze nasce una forte amicizia. Così quando Ev invita Mabel a passare l'estate a Winloch, la centenaria proprietà di famiglia affacciata su un lago del Vermont dove il potente clan Winslow ama radunarsi, Mabel accetta senza pensarci due volte. Lì, tra bagni di mezzanotte, gite in barca, feste e fuochi d'artificio, Mabel si rende conto di avere trovato tutto ciò che ha sempre desiderato: l'amicizia, l'amore, il lusso e, soprattutto, per la prima volta nella sua vita, la sensazione di far parte di qualcosa di bello e felice. Tuttavia, a mano a mano che l'estate avanza, Mabel avverte che sull'abbagliante perfezione dei Winslow si allungano ombre inquietanti che affondano le radici in un tempo lontano. Mentre indaga sui loro segreti, Mabel si ritrova a lottare con i demoni del suo stesso passato e scopre che a volte il Bene non è altro che una maschera. E che nell'eden di Winloch si nasconde un Male che forse solo lei è in grado di fermare. La ragazza dovrà scegliere: affrontare l'orrore che batte nel cuore del clan e farsi cacciare da quel paradiso, oppure lasciarsi sedurre dallo splendente futuro che le viene offerto.

Clara Sereni
Eppure

Ogni vita è attraversata da aree grigie, attimi in cui un dettaglio mancante incrina la routine e dà inizio alla trasformazione. A volte è poco più di un piccolo slittamento, da isolare e dimenticare. Altre volte è il principio di un crollo senza fine. Questo libro racconta undici piccole o grandi tragedie lette attraverso le sfumature di una quotidianità crudele per silenzio, violenza, mancanza di ascolto. Una nonna rivive un trauma della propria infanzia attraverso la nipote. Una coppia in luna di miele vede infrangersi il proprio sogno di felicità al check-in di un aeroporto. Eppure anche in un mondo tanto desolato riesce a filtrare la luce calda di una buona speranza. Lieve come il ballo di un vecchio clochard che, calzando le sue scarpe nuove, trova la forza di riabbracciare l'amore della propria vita.



Szilárd Rubin
Breve storia dell'amore eterno

Quando iniziano ad amarsi, Till e Orsolya sono ancora due bambini. Bruno e povero, lui. Bionda e aristocratica, lei. Mondi distanti che si attraggono, nell'Ungheria sottosopra del secondo dopoguerra. L'amore infantile cresce e li segue fino all'università, dove le rispettive differenze incrinano fatalmente la superficie del sentimento. Inizia così una vertiginosa discesa nell'abisso: di umiliazione in litigio, di rottura in rappacificazione, i due si sposano, si odiano, scendono a improponibili compromessi, si avvelenano l'esistenza, si lasciano. Ma l'amour fou che ha segnato a fuoco la loro giovinezza sarà per Till una condanna senza appello. Pubblicata nel 1963 in pieno socialismo reale, questa storia che tesse colpa e sentimenti fu presto soffocata dal clima austero del regime comunista. Postfazione di Péter Esterházy.

Diana Athill
Sarebbe bastata una lettera

Un'infanzia privilegiata, nel cuore dell'Inghilterra delle vaste tenute e delle battute di caccia. Un'adolescenza vivace e senza pensieri, tra feste, poesie e fantasticherie romantiche. Poi Oxford, la libertà, l'amicizia, i flirt con il loro strascico di pianti e risate. Fino al grande amore, che ha il volto di un amico di famiglia di qualche anno più grande, un pilota militare bello e sfrontato con cui scoprire il sesso, l'intimità, il piacere di progettare un futuro comune. Questa è stata la giovinezza perfetta di Diana Athill, finché la guerra non è arrivata a macchiare il mondo con la sua plumbea tristezza. Perdere l'amore e la fiducia - in se stessi e negli altri è sempre un'esperienza devastante. Per la giovane Diana fu la brusca interruzione di un lungo sogno, l'inizio di un inconsapevole, lentissimo percorso di guarigione e rinascita. Nel suo primo memoir, scritto all'età di quarantatre anni, la Athill racconta una storia onesta e coraggiosa, quella del suo amore burrascoso e intenso per la vita.

Christine Balint
Lettere salate

1854, porto di Birkenhead: è l'alba. Sarah, sedici anni, è scappata di casa, sta per salire a bordo di un veliero. Alla volta dell'Australia. Apparentemente sola. Il viaggio è infinito, le condizioni di vita sulla nave sono proibitive, anche se alle difficoltà si susseguono attimi magici: le gare di canto sul ponte nelle notti serene, i racconti delle compagne di viaggio, i balli con gli irlandesi. Sarah tenta di scrivere alla madre ma è continuamente interrotta: dai bagliori della tempesta, dalla potenza immane dell'oceano che incanta, o, ancora, dai duri precetti della Signora che sorveglia le ragazze che viaggiano. E, a poco a poco, si fa strada l'inquietante storia di famiglia di Sarah.




Elaine Dundy
Il dolce frutto
Sono gli anni Cinquanta e Parigi è "la più grande fabbrica di champagne del mondo", brulicante di scandalosa vitalità: l'ideale per perfezionare un'educazione sentimentale. Ne è certa Sally Jay Gorce, neodiplomata del Missouri, in visita premio all'ombra della Tour Eiffel. Si aspetta l'amore, la follia, il vizio. E troverà un uomo pronto a esaudirla. Più o meno. "Dolce frutto" porta in scena Sally Jay, alter ego della romanziera Elaine Dundy, amica di Orson Welles, Tennessee Williams e Gore Vidal che, giovanissima, scappò da casa per esplorare il Vecchio continente. Qui conobbe e sposò il critico teatrale Kenneth Tynan, che per tredici anni le avvelenò la vita con violenze e tradimenti. Ma Sally Jay, a differenza di Elaine, può sempre contare sulla dolcezza dell'happy end.


Pearlman Edith
Visione binoculare

Una raccolta di ventuno racconti, ambientati da Gerusalemme all'America centrale, dalla Russia zarista alla Londra dei bombardamenti nazisti, dall'Europa fino a Manhattan, alle coste del Maine e ai sobborghi di Boston. In essi emerge lo sguardo profondamente umano dei grandi osservatori del nostro tempo. Non importa in quale situazione si trovino questi personaggi ­ un imprevisto rapporto amoroso tra due cugini adolescenti, un'anziana coppia che decide di darsi a piccoli furti nei negozi, il pericolo che incombe sul figlio di una coppia benestante - Edith Pearlman racconta le loro esperienze con straordinaria acutezza di spirito e totale padronanza di linguaggio, ma anche con instancabile e lucido ottimismo. Sentimenti veri si piegano alle sinuosità della sua prosa, una tavolozza di colori che sfumano l'uno nell'altro con sorprendente continuità.


Sarah Blake
L' ultima lettera

È il 1940 e la Seconda guerra mondiale sta dilagando nell'Europa intera. Mentre le bombe cadono su Londra, una voce attraversa l'oceano: è quella di Frankie Bard, giovane e audace reporter americana, che rischiando in prima persona decide di raccontare il conflitto dalla sua postazione radiofonica, portandolo così nelle case dei suoi connazionali. Ad ascoltarla a Franklin, una cittadina sulla costa del Massachusetts, ci sono tra gli altri Iris e Emma. Iris è una donna sola un po' eccentrica e sognatrice a capo dell'ufficio postale, che si sente in qualche modo responsabile e custode discreta dei destini altrui, convinta che nella corrispondenza si intreccino i fili delle vite delle persone. Emma, giovane sposa del medico condotto, invece non desidera altro che un futuro luminoso fatto di bambini e affetti familiari. Quando però suo marito, sconvolto per la morte di una paziente di cui si ritiene responsabile, decide di partire come volontario per lavorare in un ospedale di Londra, lei non può fare altro che attendere impotente giorno dopo giorno una sua lettera e il suo ritorno a casa. Sullo sfondo di un'Europa lacerata dalle persecuzioni naziste e martoriata dai bombardamenti, e di un'America ancora al sicuro dal dramma epocale che si sta compiendo dall'altra parte dell'oceano, in un mondo in cui le notizie viaggiano per posta, con il rischio di non giungere mai, è proprio una lettera a segnare le vite delle tre donne, legandone indissolubilmente i destini.


Rachel Hore
Il giardino dei ricordi

Lamorna Cove, una piccola, incontaminata baia in Cornovaglia, nel secolo scorso era il ritrovo di una colonia di artisti. Oggi, Mei spera che possa essere il luogo per sfuggire al dolore della morte della madre e per riprendersi dalla fine della sua storia d'amore. Affitta un cottage nella suggestiva tenuta di Merryn Hall, dove dopo qualche giorno arriva Patrick, il nipote del vecchio proprietario, anche lui reduce dal fallimento di una relazione sentimentale. I due iniziano insieme una lunga opera di ricostruzione del giardino della villa per riportarlo all'antico splendore e, contemporaneamente, indagano sull'identità dell'artista di alcuni quadri ritrovati da Mei. Scopriranno così a poco a poco la vicenda di Pearl, una delle cameriere di Merryn Hall all'inizio del novecento, divenuta l'amante del nipote del proprietario ma allontanata una volta rimasta incinta. Mei e Patrick si avvicinano sempre più fino a innamorarsi, ma la completa felicità sembra irraggiungibile...

Alfred Hayes
Una forma di amore
Manhattan, 1940. Hall semideserta di un grande albergo. Al bancone del bar, un uomo di mezz'età parla con una giovane sconosciuta appena incontrata. La storia che vuole raccontarle è quella della sua ultima relazione sentimentale, se di sentimenti si può davvero parlare. Una storia di desiderio mal diretto, emozioni mal comprese, intenzioni mal espresse; una storia i cui protagonisti sono, a turno, imprevedibili o inafferrabili. Il loro amore inizia in sordina e dura un anno, senza grandi scosse: un ménage incostante, a volte infelice. Finché l'intervento di un ricco intruso senza scrupoli con la sua proposta indecente - mille dollari per una notte di passione - fa saltare drammaticamente gli equilibri della coppia. Magistrale fenomenologia dell'amore in dissolvimento, il libro di Hayes è una love story più complessa e sfumata, un tessuto di voci che si intrecciano trasformando il testo in un gioco di specchi e di rimandi. Non solo la storia di due amanti infelici, ma, davvero, di un amore.

Anne Enright
Il valzer dimenticato
A Terenure, un grazioso sobborgo di Dublino, sta nevicando. Gina Moynihan, trentenne sveglia e smaliziata, la tipica "altra donna", ripercorre i momenti che l'hanno portata a innamorarsi dell'uomo della sua vita, Seán Vallely. Mentre fuori la città si paralizza sotto una coltre bianca, Gina ricorda i giorni trascorsi tra una camera d'albergo e un'altra, i lunghi pomeriggi divisi tra estasi e rifiuto. Ora, mentre le strade silenziose e il vorticare della neve rendono la giornata luminosa e piena di possibilità, Gina decide di uscire e incontrare una bambina, un "bellissimo errore" come la chiama lei: è Evie, la figlia dodicenne di Seán, la testimone involontaria del loro amore. In questo romanzo, una sorta di libro dei segreti, Anne Enright si rivolge direttamente ai suoi lettori che, come in "La veglia", trovano, tutta l'improvvisa emozione della vita quotidiana, i fragili legami tra le persone, gli sguardi pronti a cogliere ogni minimo gesto, ogni battito di ciglia, e come sempre l'autentico, spietato ritratto di famiglie, matrimoni, individui.
   
Jenny Downham
Tu contro di me

Due normali famiglie inglesi, una povera, i McKenzie, l'altra ricca, i Parker. Michael McKenzie è un ragazzo mite e sensibile. Lavora in un pub, ha due fratelli, una madre depressa e alcolizzata e un problema da risolvere: sua sorella Karyn è stata violentata da Tom Parker, che è stato arrestato ma subito messo in libertà vigilata grazie ai soldi e alle conoscenze del padre. Tom vuole vendicarsi, come minimo riempire Tom di botte facendosi aiutare da Jacko, il suo amico del cuore. Ma a casa dei Parker si festeggia il rilascio di Tom: non c'è nulla da fare. Eppure no, qualcosa ce: lo sguardo che Michael scambia con Ellis, la sorella minore di Tom. E amore a prima vista, anche se Ellis non sa nulla di Michael, e lui nulla le rivela di sé. Cerca piuttosto di carpire informazioni su Tom, mentre Ellis deve fronteggiare la cattiveria delle compagne di scuola e Karyn va in crisi. Ma alla fine Ellis scopre chi è veramente il suo innamorato. Non c'è più tempo, è lei ora a dover prendere una decisione: quella di dire finalmente la verità, tutta la verità su quella maledetta storia che ha rovinato la sua famiglia e quella di Michael.

Zhang Ailing
L' amore arreso
Esistono sentimenti devastanti che lasciano una sola possibilità: arrendersi, senza condizioni. Una lunga schermaglia che sfocia in un amore disperato sullo sfondo dei bombardamenti di Hong Kong; un incontro travolgente che spinge il protagonista a minare pregiudizi e convenzioni sociali. Due racconti folgoranti che descrivono, con rarefatta precisione, quello che accade tra un uomo e una donna quando irrompe la passione a sconvolgere l'esistenza e ogni suo ordine stabilito. Con una prosa lucida e disincantata e una grazia superba, Zhang Ailing, la "conturbante signora delle lettere", torna a parlare di seduzione, gelosia e tradimento, evidenziando al tempo stesso la frattura insanabile che percorre la cultura cinese, eternamente divisa tra modernità e tradizione.




Alessandro Perissinotto
Semina il vento
Braccio 6, nel reparto di massima sicurezza di un carcere del Nord Italia. Sulle labbra, la dichiarazione di innocenza; tra le mani, il giornale che ritrae in prima pagina il corpo senza vita di sua moglie. Su consiglio del proprio avvocato, Giacomo decide di raccontare la propria vicenda, l'inevitabile serie di eventi che lo ha condotto in quella cella. E così torna all'epoca in cui, per riuscire a sopravvivere a Parigi, alternava il lavoro di curatore di mostre per bambini, a quello di cameriere. Era in quel periodo che aveva conosciuto Shirin. Non l'aveva trovata subito bella, almeno non nel senso consueto del termine; era stato attratto piuttosto dalla storia che i suoi occhi sembravano celare, da quel profondo distacco verso chi le stava accanto, come se per lei la vita vera fosse altrove. Ci sono amori che iniziano all'improvviso, con notti memorabili, il loro invece era nato con la lentezza inesorabile delle cose fatte per durare. L'innamoramento, il matrimonio e poi la decisione che avrebbe cambiato le loro vite per sempre: lasciare Parigi per trasferirsi a Molini, sulle montagne piemontesi, nel paese dove lui era nato. Ma nessun luogo è al riparo dal vento dell'odio, dal fanatismo delle religioni, dall'arroganza del potere, dall'intolleranza strisciante. Così il paradiso aveva cominciato a scivolare verso l'inferno, prima piano, poi sempre più rapidamente, fino ad arrestarsi lì, in quella cella, con il tormento del ricordo d'un amore reso perfetto dalla morte.

Domenico Starnone
Lacci
“Se tu te ne sei scordato, egregio signore, te lo ricordo io: sono tua moglie". Si apre cosi la lettera che Vanda scrive al marito che se n'è andato di casa, lasciandola in preda a una tempesta di rabbia impotente e domande che non trovano risposta. Si sono sposati giovani all'inizio degli anni Sessanta, per desiderio di indipendenza, ma poi attorno a loro il mondo è cambiato, e ritrovarsi a trent'anni con una famiglia a carico è diventato un segno di arretratezza più che di autonomia. Perciò adesso lui se ne sta a Roma, innamorato della grazia lieve di una sconosciuta con cui i giorni sono sempre gioiosi, e lei a Napoli con i figli, a misurare l'estensione del silenzio e il crescere dell'estraneità. Che cosa siamo disposti a sacrificare, pur di non sentirci in trappola? E che cosa perdiamo, quando scegliamo di tornare sui nostri passi? Perché niente è più radicale dell'abbandono, ma niente è più tenace di quei lacci invisibili che legano le persone le une alle altre. E a volte basta un gesto minimo per far riaffiorare quello che abbiamo provato a mettere da parte. Domenico Starnone ci regala una storia emozionante e fortissima, il racconto di una fuga, di un ritorno, di tutti i fallimenti, quelli che ci sembrano insuperabili e quelli che ci fanno compagnia per una vita intera.

Nicola Lagioia
Riportando tutto a casa
Premio Viareggio Narrativa 2010. Giuseppe ha i capelli rossi, i brufoli e un'inesauribile riserva di denaro nel portafoglio. Vincenzo invece è bello e tenebroso, come ogni antagonista che si rispetti. Il terzo amico è quello che racconta: l'occhio inquieto che registra con caustica, millimetrica precisione la vertigine dei loro quindici anni, la lunga inerzia del liceo, il precipizio dentro l'età adulta. Siamo a Bari, e sono gli anni Ottanta. Assassinata l'era delle ideologie, le strade sono piene di ottimismo, le televisioni commerciali stanno ridisegnando la mappa dei desideri, "qualcosa di molto simile alla follia meteorologica percorre l'economia del nostro piccolo paese". Il tempo è rapido, vorticoso, illuminato dal bagliore non del tutto estinto dei tanti risparmi inceneriti. Ma sotto quelle ceneri ci sono altri soldi che bruciano dalla voglia di passare di mano in mano. Eppure, via via che i tre ragazzi affrontano la vita, risulta evidente che le cose non sono così semplici. A dispetto delle loro case sempre più lussuose, a dispetto dell'ascesa dei padri (un imprenditore ossessionato dalla scalata sociale, un principe del foro, un ex meccanico dai molti talenti che ha preso denaro in prestito dalle persone sbagliate), a dispetto delle madri - o delle matrigne - che consumano i tacchi davanti alle vetrine, il radar dei loro occhi adolescenti registra vibrazioni inaspettate.

Ugo Cornia
Animali (topi gatti cani e mia sorella)
Una casa di famiglia, sull'Appennino bolognese. Una vecchia casa. Gli animali sono una presenza nota. Non si tratta sempre di animali domestici, o quantomeno la loro domesticità è lontana dalla nozione tradizionale. Se nell'annus mirabilis 1992 quella di topi, arvicole e ratti era stata una vera e propria invasione, il dibattito si riapre quando arrivano i piccioni con il vaiolo: la sorella del narratore, dolce animalista, si fa in quattro per curarli, e nondimeno cura, almeno idealmente, i topi, anzi i ratti che turbano la quiete della magione. Uno in particolare, piuttosto abitudinario, compare sempre sullo stesso ripiano della libreria, dal che sorge spontaneo il sospetto che il topo sia un osservatore consapevole delle cose umane. Ugo Cornia parte da qui per una scorribanda dentro tutte le convivenze che hanno a che fare con figure animali. Alle derattizzazioni e alle stragi di volatili innocenti fan seguito storie di gatti (il cacciatore di prede Cito, l'avventuroso Cionci, la depressa Pinzia), e di cani (il setter cieco Billo e Tobi, il cane pazzo della sorella). Attraverso gli animali Cornia ricostruisce la storia di famiglia, dove con le bestie si parla, si confligge, si fanno patti, si stabiliscono confini, dove attraverso le bestie si dispiegano il labirinto emotivo degli affetti, le stagioni di un'esistenza, lo spazio delle assenze e la sequenza delle morti.

Ermanno Cavazzoni
Guida agli animali fantastici
In questa "Guida agli animali fantastici" ci sono i prodigiosi esseri che circolavano liberamente nel mondo antico, ippocentauri, manticore, remore, sirene, ircocervi, e che oggi non circolano più, né lo potrebbero, con tutte le regole autostradali, la coltivazione industriale delle campagne, la deforestazione, gli antiparassitari, il traffico marittimo e altro ancora. Ma in mezzo a loro, altrettanto fantastici, ci sono gli animali che sono rimasti e si incontrano comunemente, il pollo, ad esempio, con il suo sguardo sospettoso e un po' sprezzante, o le formiche, sempre di corsa e preoccupate per la crisi economica, o le api, socialiste imperterrite fin dalla nascita, o la mucca che rumina e riflette. Che idee avranno su di noi? Sulla vita e sulla morte? Ne sapranno qualcosa o faranno finta di niente? Questi esseri molto prossimi, nostri parenti stretti, però anche distanti come gli extraterrestri, li si può stare a guardare in un prato, o veder traversare come apparizioni una strada, o passare in cielo mentre migrano in Africa: esseri meravigliosi e misteriosi quanto le specie fantastiche e inesistenti. E da ultimo c'è l'animale forse più fantastico di tutti, senza piume, a due gambe, spettatore del grande spettacolo dell'universo. "Quell'animale che guarda in cielo e dice: cosa sono quei lumini sospesi? E risponde: le stelle. Perché nessun altro animale le ha mai notate, nel corso di tanti milioni di anni e di tante notti stellate che sono passate su questo pianeta." L'animale chiamato uomo.

Friedrich Dürrenmatt
La panne. Una storia ancora possibile
Quattro pensionati - un giudice, un avvocato, un pubblico ministero e un boia - ammazzano il tempo inscenando i grandi processi della storia: a Socrate, Gesù, Dreyfus. Ma certo è più divertente quando alla sbarra finisce un imputato in carne e ossa: come Alfredo Traps, rappresentante di commercio, che il fato conduce un giorno alla villetta degli ex uomini di legge. La sua automobile ha avuto una panne lì vicino, ma lui non se ne rammarica, anzi: pregusta già il lato piccante della situazione. Si ritrova invece fra i quattro vegliardi, che gli illustrano il loro passatempo. L'ospite è spiacente: non ha commesso, ahimè, nessun delitto. Come aiutarli? Niente paura, lo rassicurano: "un crimine si finisce sempre per trovarlo". E se la colpa non viene alla luce, la si confeziona su misura: "bisogna confessare, che lo si voglia o no, c'è sempre qualcosa da confessare". Tra grandi abbuffate e abbondanti libagioni, il gioco si fa sempre più pericoloso, finché il piazzista si avvede d'essere non già un tipo banale, mosso solo da meschine aspirazioni di carriera e sesso, bensì un delinquente machiavellico, capace di usare la sua amante come un'arma infallibile contro il superiore cardiopatico.

Edmond Jabès
Uno straniero con, sotto il braccio, un libro di piccolo formato
"Che cos'è uno Straniero? Ecco la domanda posta in questo libro. Quale responsabilità abbiamo verso di lui? Ecco la seconda domanda posta in questo libro. Ma questo libro non è un saggio. Questo libro è invece la storia di una vita, di cui non si può dire, con certezza, dove incominci e dove finisca. A lungo sono stato abitato da questo libro, prima di abitarlo a mia volta e di condurlo, così, a leggermi là dove io stesso lo leggo. Libro di un incontro essenziale che mi ha segnato nel profondo. Ma, soltanto, ha avuto luogo? Ritratto, in un certo modo, di uno Straniero di cui un giorno ho perso le tracce, ma che, sebbene immaginario, potrebbe anche essere, senza che io lo sappia, il mio." Edmond Jabès






Vernon Lee
Dionea e altre storie fantastiche

Vernon Lee dà vita a una serie di ritratti di luoghi in cui città e scampoli di paesaggio rivelano la fisionomia di esseri viventi, si animano, traggono linfa vitale da leggende lontane, storie popolari, cronache dimenticate. Gli antichi dei e i miti ritornano messaggeri di un'antica carica istintuale, di un ineludibile senso del destino che fatalmente li porta a entrare in collisione con il mondo regolato da leggi ispirate da più recenti religioni. Come Dionea che, riemergendo dagli abissi del tempo, fa affiorare negli uomini quella libertà pulsionale del trasporto amoroso che il vivere civile ha represso.








Emmanuel Bove
I miei amici
"Certi uomini forti non sono soli nella solitudine, ma io che sono debole, sono solo quando non ho nessun amico," dice il protagonista di "I miei amici", Victor Baton, un eroe dostoevskiano, eterno adolescente, mediocre, inetto, pusillanime, che cerca disperatamente l'amicizia e l'amore facendo di tutto per ispirare compassione e tenerezza. Le varie amicizie, di donne e di uomini, sulle quali viene scandito in capitoli il libro, sono storie di fallimenti. Baton, reso invalido dalla Grande guerra, nel suo vagabondare per una Parigi poetica e marginale immagina rapporti bellissimi e grandi amicizie, irreparabilmente votato alla sconfitta e alla delusione. Un "eroe" moderno che soffre proprio perché si ostina, nonostante tutto, a sperare e a illudersi. Lo stile personalissimo di Bove consiste nell'accanirsi ossessivamente nella descrizione delle piccole cose e dei gesti apparentemente insignificanti. Per questo lo ammirava Samuel Beckett che sosteneva: "Nessuno come lui ha il dono del dettaglio che colpisce".

Constance F. Woolson
Via del Giacinto
Constance Fenimore Woolson (1840-1894) scrisse questi due racconti, che recano in filigrana tracce autobiografiche, durante il soggiorno italiano che si concluse forse con il suicidio la sua vita inqueita: in "Via del Giacinto" una pittrice è costretta a rinunciare alla sua faticosa indipendenza esistenziale; in "Miss Grief" una scrittrice deve sacrificare la propria indipendenza creativa.

 







Antonio Saraba
Le arance amare di Siviglia
È il 1500. Sono passati otto anni dalla scoperta del nuovo mondo e la Spagna è divorata dalla febbre delle Indie. Il porto di Siviglia è diventato il centro della vita pubblica e sociale: sulle sue banchine la gente si ritrova per ammirare il via vai delle navi che tornano da quelle terre lontane e misteriose. Ma non tutti sono animati dalla sola euforia. È la tensione mistica quella che arde nel cuore del giovane Bartolomé de Las Casas che vede nelle recenti colonizzazioni della corona di Spagna soprattutto il mezzo per esportare la religione cattolica. È invece la realizzazione di un ideale quella che spinge Alonso Alvarez, apprendista tipografo, a perdersi nelle pagine dei suoi romanzi per riviverne le gesta.




Neige De Benedetti
Tubì, tubì
Layla e Andrea, una bambina senza amici, una ragazza che non vuole vivere: il romanzo è raccontato da queste due voci ed è la storia, con tutte le peripezie e i personaggi d'intorno, del reciproco salvataggio, di come la bambina potè riportare la ragazza che non voleva nulla sulla riva dell'essere. Tubì, to be. Neige De Benedetti ha pubblicato finora libri di fotografia ("La notte di Mattia" e "Doppio rosso") ed ha una prosa che riesce a dare il senso della incantata profondità e delia quieta disperazione.









Simone Perotti
L' estate del disincanto
Sicilia, giugno 1943. Notte. Il libeccio sembra voler sradicare il soffitto della taverna. Il vecchio Altomare pronuncia tra sé vaticini tempestosi mentre, senza neanche toccarlo, muove un bicchiere sul tavolo, sotto lo sguardo incredulo dei ragazzi. La bella Maria, mezzo svestita, passa tra i tavoli in preda allo sguardo dei marinai. Le scariche elettriche del cielo si mescolano ai boati dei cannoneggiamenti. Gli Alleati stanno attaccando? L'aria è elettrica. Qualcosa sta per compiersi. Come emerso dal nero del fortunale, appare il Corsaro. La sua barca misteriosa è giunta dunque all'ormeggio! Si racconta che quel contrabbandiere nasconda nella sua stiva le teste mozzate dei propri nemici... Nino e Garbo decidono di rompere il muro della paura, ma salendo a bordo andranno incontro al loro tragico destino... Quel che segue è prigionia, fuga, ritrovamento, assalto, terrore. Uno dei protagonisti, al compiersi di quella lunga rotta verso l'ignoto, troverà ad attenderlo la morte. Altri incontreranno l'amore. Nessuno salverà l'incanto della propria fanciullezza.

Giulio Messina
Domani non sarò qui
Nel corso di un'estate che sembra senza fine, Lorenzo, brillante ventiquattrenne romano neolaureato in economia, esplora la periferia della città, cominciando un viaggio di violenza e sesso in cui lo condurrà Diana, transessuale colombiana e prostituta conosciuta una notte sulla strada. Tra il ragazzo, proveniente dalla Autore    Zhang AilingRoma borghese, e la sudamericana nascerà un'attrazione fisica e un ambiguo rapporto d'amore, che porterà Lorenzo alla scoperta di un mondo a lui finora sconosciuto, un'isola dentro la città, popolata da sfruttatori, piccoli criminali, spacciatori, travestiti, poliziotti corrotti, clienti cocainomani, prostitute, in cui ogni perversione sembra potersi realizzare. Un'esperienza che metterà a rischio i progetti di carriera accademica del protagonista, le sue amicizie, il legame con i genitori e con la sua ragazza, le certezze su cui aveva basato tutta la sua vita. In bilico tra due realtà tanto diverse e incompatibili, Lorenzo arriverà al fondo di una personale discesa agli inferi, psicologica e fisica, e sperimenterà la lacerante condizione di una resa incondizionata , prima di provare a riemergere tornando nei luoghi della sua infanzia, alla ricerca di un'identità e un posto nel mondo che parevano smarriti per sempre.


Edgar Hilsenrath
Jossel Wassermann torna a casa
Oggi è il 31 agosto, l'aria - dice il notaio - ha l'odore di crepuscolo degli dei." Wasserman fa testamento. E' la tarda estate del '39: mentre tutta l'Europa si prepara alla guerra, nella sua villa sul lago di Zurigo, il ricco commerciante racconta, a un avvocato e un notaio, del mondo dal quale proviene: la piccola cittadina ebraica, accanto al fiume Prut, al limite orientale della vecchia monarchia danubiana. Il problema di Jossel è che il suo corpo non potrà più rimpatriare e infatti né il suo denaro, né le sue spoglie torneranno nel paese natale. Rappresentante di un popolo che come nessun altro sa attendere, per Jossel la speranza è più importante del fine che si è proposto.







Banana Yoshimoto
Il coperchio del mare

Mari si è appena laureata ed è tornata a vivere nel suo paese natale, dove ha deciso di aprire un piccolo chiosco di granite. Quest'estate sua madre ospita Hajime, la figlia di una cara amica, che sta attraversando un periodo molto difficile a causa della morte della nonna. Mari non è affatto entusiasta: è indaffarata col chiosco appena avviato e pensa di non avere tempo per fare compagnia a una ragazza così piena di problemi. Oltre a brutte cicatrici che le ricoprono il corpo, dopo la morte della nonna Hajime si rifiuta di mangiare e di uscire di casa. Ciononostante le due ragazze a poco a poco diventano amiche e Hajime inizia ad aiutare Mari nel lavoro. Il resto del tempo lo trascorrono tra nuotate in mare, passeggiate sulla spiaggia e lunghe chiacchierate, sempre sullo sfondo di un incantevole paesaggio marino. E il mare sembra essere il vero protagonista del romanzo, con i suoi misteri e le creature che si celano negli abissi, una presenza costante e rassicurante nella vita di Mari, e un balsamo per l'anima ferita di Hajime. Sul finire dell'estate, quando l'acqua diventa di giorno in giorno più fredda e il vento sulla spiaggia solleva i granelli di sabbia nella tiepida luce di settembre, Hajime parte per fare ritorno a casa. Mari è molto triste, ma il ricordo della loro amicizia l'aiuterà a superare anche la solitudine dei lunghi mesi invernali. Forse non è riuscita a risolvere del tutto i problemi dell'amica, ma sicuramente l'ha aiutata a guardare al futuro con maggiore fiducia.


Nina Berberova
Roquenval. Cronaca di un castello
Roquenval è un luogo incantato e fuori dal tempo, dove il giovane Boris viene invitato a trascorrere l'estate da un amico. Qui, Boris, emigrato in Francia con i suoi genitori dalla Russia, ritrova il ricordo remoto della casa del nonno e inizia un'ansiosa ricerca delle proprie origini. La parabola struggente di Roquenval e dei suoi abitanti sembra indicare un'assorta riflessione sul ciclo inesorabile del tempo, che nemmeno il potere fantasmatico dell'immaginazione può sperare di interrompere. Breve parentesi nella vita di un giovane, l'estate a Roquenval è una sorta di prova generale dell'esistenza, che autorizza Boris, quando il momento è giunto, a tirare il sipario sulla scena del vecchio castello, per pensare al proprio futuro.






Emile Michel Cioran
Taccuino di Talamanca
Scritto nell’estate del 1966 durante un soggiorno a Ibiza, sull’orlo di un abisso tutt’altro che metaforico, un quaderno di pagine roventi, tra le più intense e radicali mai vergate da Cioran.











Laura Bosio
Le ali ai piedi
Una mattina di fine estate due donne si mettono in viaggio per l'Italia a bordo di una vecchia automobile. In questo viaggio insolito, dal delta del Po alla Basilicata fino ad una Genova attraversata quasi in volo, tutto si mescola: memorie e paesaggi irrompono nell'emozione del presente, incontri inattesi costringono a cambiamenti di rotta e a svolte sorprendenti. Per quindici giorni le due donne vagabondano sulle vie di un'Italia ancora da scoprire, e intanto la loro amicizia cresce, in una "terra di mezzo" dove ci si commuove e si ride al tempo stesso.


André Aciman
Chiamami col tuo nome
"Chiamami col tuo nome" è il racconto dell'attrazione improvvisa e travolgente che sboccia tra due ragazzi, il diciassettenne Elio, figlio di un professore universitario, in vacanza con la famiglia nella loro villa in Riviera e un giovane ospite, invitato per l'estate, il ventiquattrenne Oliver, che sta lavorando alla sua tesi postdottorato. Quell'estate della metà degli anni Ottanta viene rievocata, a distanza di vent'anni, dal più giovane dei protagonisti. Sconvolti e totalmente impreparati di fronte allo scoppiare di questa passione, i due inizialmente tentano di simulare indifferenza, ma con l'avanzare dei giorni vengono travolti da un'inesorabile corrente di ossessione e paura, seduzione e desiderio, il vero protagonista del romanzo: "II desiderio che è in noi, e non è necessariamente riferito all'altro. Piuttosto l'altro rappresenta la promessa di un avvicinamento alla soddisfazione di questo bramare...". Quello che Elio e Oliver proveranno in quei giorni estivi e sospesi in Riviera e durante un'afosa notte romana sarà qualcosa che loro stessi sanno non si ripeterà mai più: un'intimità totale, assoluta, un'esperienza che li segnerà per tutta la vita.

David Sedaris
Esploriamo il diabete con i gufi
"Un tizio entra in un vagone ristorante e..." Da qui la storia può continuare in mille modi diversi. Il tizio entra nel vagone ristorante e incontra l'amore della sua vita. Oppure, il tizio entra nel vagone ristorante e lo trova completamente vuoto. Quando il tizio è David Sedaris le possibilità diventano infinite, ma il risultato sempre lo stesso: vi farà spanciare dalle risate e vi lascerà con un fastidioso groppo in gola e gli occhi vergognosamente lucidi. Sedaris racconta della divisa di suo padre per la cena (mutande e maniche di camicia), della prima colonscopia della sua vita (straordinariamente piacevole), e di quando considerò molto seriamente l'eventualità di acquistare lo scheletro di un pigmeo assassinato. Il filo rosso? La sua magistrale abilità nel trasformare qualsiasi tema in una storia d'amore: come ci si sente a stare in una relazione dove si ama e si è amati anche dopo molti anni? Cosa significa essere parte di una famiglia? E, soprattutto, com'è possibile, nonostante tutte le assurdità della vita, imparare ad amare se stessi?

Lucille Fletcher
Morte presunta
1943. Il mondo è in guerra. Il telegramma delle forze armate americane non lascia adito a dubbi: Russell Thorpe, disperso in azione mentre il suo aereo era in missione nei cieli della Germania. Una tragedia che Julie Gray, la giovane moglie, semplicemente non riesce ad accettare. 1951, otto anni dopo. La morte presunta di Russell è ormai stata dichiarata legalmente. Eppure accade qualcosa di strano: Cecilia Thorpe, madre di Russell, all’improvviso si rifugia in una piccola località sulle Alpi svizzere. Perché? È forse ancora alla ricerca del figlio? Julie decide di vederci chiaro. Ritrovandosi in un vortice di enigmi. E di delitti.






Lawrence Osborne
Bangkok

Charles Baudelaire e Graham Greene, rispettivamente padri nobili del flâneur metropolitano e dell'occidentale incline a perdersi nel primo Oriente a disposizione, sarebbero stati entrambi fieri di quel loro imprevedibile, inclassificabile, incorreggibile erede che risponde al nome di Lawrence Osborne: e Malcolm Lowry avrebbe di sicuro sottoscritto. Di fatto, però, il programma da cui Osborne parte stavolta ha pochi precedenti: raccontare alcuni periodi nella vita che un uomo «senza una carriera, senza prospettive, senza un soldo» decide di passare in una città scelta quasi a caso – Bangkok. Quanto poi succede a Osborne (mangiare al ristorante No Mani, dove i clienti vengono provvisti di bavaglino e imboccati; passeggiare la notte per il mattatoio della città, fra scannatori strafatti di droghe sintetiche che massacrano animali nel modo meno pulito e indolore; ritrovarsi in una stanza con due ragazze vestite da poliziotto, che avanzano facendo tintinnare le manette) è già di per sé materia per il romanzo che questo libro, in origine, era. Ma, quasi fra le dita del lettore, le storie che si intrecciano fra le pagine, e la voce che le racconta, diventano molto di più: il disperato profilo di alcuni espatriati giunti fin lì per cancellare, all'ultimo momento o quasi, tutta la loro vita precedente; l'autoscatto di uno scrittore sorpreso nel goffo, scatenato e non resistibile tentativo di innalzarsi allo stato di natura; lo schizzo di una città diversa da ogni altra, che è prima di tutto una nuova, fantasmagorica e in larga parte ancora inesplorata forma di vita.


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