Per la nostra rubrica dei saggi n. 52 - Daniele Novara: “Cambiare la scuola si può. Un nuovo metodo per insegnanti e genitori per un’educazione finalmente efficace", BUR


di Enrico Sciarini
Quanto propone il professor Novara nel suo libro è un sistema educativo basato sulla maieutica, l’antico sistema di educazione/istruzione che risale a Socrate nel 400  a.C. Naturalmente il professor Novara fa tesoro della ricerca scientifica moderna per applicare la maieutica nella Scuola di oggi. Parte con la critica al sistema “frontale”, cioè quello di un docente in cattedra e una classe disciplinata e attenta in silenzioso ascolto. Si dichiara certo che si impara di più facendo domande che non dando risposte soddisfacenti all’insegnante. La maieutica prevede il coinvolgimento degli studenti, lo stimolo dei loro interessi, la loro capacità di porsi domande e ricercare risposte anche commettendo errori, che non sono da punire, ma da correggere. Gli errori non si correggono con la matita rossa; molto meglio farli auto correggere, come ha fatto l’insegnante citata a pag. 181. Il professor Novara non nasconde di essere contrario al sistema INVALSI, (lo strano acronimo che sta per: Istituto Nazionale per la Valutazione del Sistema educativo di Istruzione e formazione) da pag. 79 a pag. 83 ne mette in rilievo alcune assurdità, asserendo poi che : “Controllare non vuol dire insegnare”. L’Autore non è neppure convinto che l’uso della “didattica digitale” possa essere la risposta ai problemi della Scuola Italiana. Supportato da recenti ricerche scientifiche, non esita a sostenere che il graduale abbandono della scrittura manuale, sostituita da quella sulla tastiera, è lesiva al corretto sviluppo dei meccanismi cognitivi dei bambini. Con questo non si pensi che il professor Novara sia un tradizionalista che vuole mantenere in vita sistemi scolastici obsoleti; al contrario, egli è un innovatore, ma non un riformatore, perché scrive che; “le riforme non riescono a entrare nel profondo dei dispositivi dell’apprendimento.” Egli intende stimolare a liberarsi di tutte quelle incrostazioni e quelle sovrastrutture che zavorrano la Scuola e impediscono l’apprendimento. Questo sarà possibile se il suo libro verrà fatto proprio da una bella parte di insegnanti e genitori. Anche a questi ultimi l’Autore dedica pagine di preziosi consigli.

4 commenti:

  1. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

    RispondiElimina
  2. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

    RispondiElimina
  3. Concordo quasi su tutto.
    Il "quasi" è legato solo al fatto che chiunque parli di "migliorare la scuola", parla solo di "modalità" o di "programmi", mai di qualità.
    Ora, quanti insegnanti:
    Amano, conoscono e arricchiscono continuativamente ciò che "insegnano"?
    Amano e conoscono, anche nei cambiamenti sicio-culturali, chi a cui "insegnano"?
    Conoscono, verificano e cercano di migliorare costantemente, il modo con cui insegnano?
    PS. Su quest'ultimo punto, considerando le "perplessità Invalsi", stenderei un velo impietosissimo.

    RispondiElimina
  4. Il commento annullato era centrato sulla schizofrenia riformistica della scuola italiana, soprattutto negli ultimi 30 anni e sulle proposte di cambiamento per superare i gravi e crescenti problemi di dispersione e abbandono della scuola stessa.
    Forse sono un nostalgico.

    RispondiElimina