Per il 215° incontro del 17 maggio 2018 il GdL ha letto e commentato "Le braci" di Sándor Márai

Sándor Márai
Le braci
Adelphi 


Dopo quarantun anni due uomini, che da giovani sono stati inseparabili, tornano a incontrarsi in un castello ai piedi dei Carpazi. Uno ha passato quei decenni in Estremo Oriente, l’altro non si è mosso dalla sua proprietà. Ma entrambi hanno vissuto in attesa di quel momento. Null’altro contava, per loro. Perché condividono un segreto che possiede una forza singolare. Tutto converge verso un «duello senza spade» – e ben più crudele. Tra loro, nell’ombra, il fantasma di una donna. E il lettore sente la tensione salire, riga dopo riga, fino all’insostenibile.

«...un libro straordinario per grandezza d'ispirazione e intensità di stile, da mettere accanto ai pochi libri bellissimi della sua epoca».
PIETRO CITATI


Fonte: https://www.adelphi.it/libro/9788845922572


Narratore ungherese (Košice 1900 - San Diego 1989), Sándor Márai studiò a Budapest e in Germania. Dal 1948 ha lasciato l'Ungheria e ha soggiornato in Italia e negli Stati Uniti. Borghese di origine, educazione e cultura, M. è, nei suoi numerosi romanzi, un acuto e severo analizzatore degli stati d'animo dei personaggi appartenenti al suo ceto. Tra le sue opere: Egy polgár vallomásai (1934; trad. it. Confessioni di un borghese, 2003); Válás Budán (1936; trad. it. Divorzio a Buda, 1938); Féltékenyek ("Gelosi", 1937); A szegények iskolája (1939; trad. it. La scuola dei poveri, 1951); Vendégjáték Bolzánóban (1940; trad. it. L'amante del sogno, 1941); Sirály (1943; trad. it. Il gabbiano, 2011); A gyertyák csonkig égnek (1946; trad. it. Le braci, 1999); Sértődättek ("Offesi", 3 voll., 1947-48); Béke Ithakában ("Pace in Itaca", 1952); Napló ("Diario", 1958); San Gennaro vére ("Sangue di San Gennaro", 1965); Hallgatni akartam (2017; trad. it. Volevo tacere, 2017).
Fonte: http://www.treccani.it/enciclopedia/sandor-marai/

Resoconto del romanzo di Sandor Marai – Le braci  - GDL del 17.5.18
- Questo romanzo è scritto in modo stupendo. La struttura è divisa in due parti, la prima introduce i due protagonisti e il mistero. Sullo sfondo c’è l’Austria dopo la Prima Guerra Mondiale, l’educazione militare, il paesaggio che viene descritto minuziosamente e la vita agiata.

La seconda parte sembra un lunghissimo monologo durante il quale il protagonista cerca una risposta dopo 41 anni. L’autore dispensa però troppe perle di saggezza, il bacio finale con la balia sembra l’unico momento di affettività e di amore vero.
Traspare un certo dannunzianesimo.

L’autore dimostra una grande capacità nell’analizzare le emozioni e i sentimenti. Le braci simboleggiano le emozioni forti che però sono state elaborate e le fiammate sono diventate braci.

- Il ritmo di questo romanzo è molto lento. Le braci non sono quelle del diario lasciato bruciare nel caminetto ma simboleggiano il tempo della vecchiaia che fa spegnere le grandi emozioni.
La domanda diretta del protagonista all’amico ormai non ha più senso perché la vita stessa è stata modellata dall’evento. Dopo tanto tempo non ha più senso chiedersi perché. L’autore non ci mette a parte ma ci lascia solo intuire…il significato della vita emerge da queste pagine.
Il protagonista prova pietà per questi due amanti che a causa sua non hanno potuto vivere il loro amore, sono un uomo e una donna sofferenti. Comprende solo dopo tanti anni come lui sia stato determinante nella vita di loro due.

- Si tratta di un libro potente la trama è intessuta di profonde riflessioni filosofiche sulla vita, sugli affetti e sul perdono. Tra il protagonista e la balia esiste un tenero amore filiale che lo accompagna fino alla fine.

- Il titolo originale è “ ardere la candela fino in fondo”.

- La lettura di questo romanzo anche se non molto gradita fa comunque scaturire alcune riflessioni.
Il lungo monologo che caratterizza la seconda parte fa conoscere al lettore l’arrovellamento interiore del protagonista che non giunge alla verità perché si rende conto di non volerla conoscere e le domande che pone al suo interlocutore in realtà vogliono rimanere senza risposta. Si parla molto di amicizia ma non esiste un vero sentimento di amicizia perché in nessuna parte del racconto emerge la gratuità dell’anima.

- Romanzo molto intenso, il protagonista ricerca per tutta la vita una verità che poi si rende conto di non voler raggiungere. La storia riguarda tre personaggi tra loro molto diversi, solo il protagonista si può considerare un vero militare, l’amico, invece, lo fa per dovere, lui e la moglie hanno tante affinità in comune: la passione per la musica e per l’arte. La moglie non ama il marito, in lui ricerca un senso di sicurezza.

- Il protagonista che ferma quasi la sua vita per capire il suo passato diventa vecchio, si accontenta solo di guardare indietro congelando il suo cuore nel cercare di capire qualcosa che non troverà mai risposta.

1 commento:

  1. Titolo originale: La candela brucia sempre fino in fondo.

    È un monologo mascherato da dialogo, guidato da domande retoriche che già hanno in sè le risposte.
    Il libro ripercorre interiormente la (propria) vita e le fondamentali esperienze di amicizia, di amore, di tradimento, di odio, di invidia e di livore vendicativo per l'orgoglio ferito.
    Parla di amicizia e di amore. E del desiderio impossibile che questi sentimenti siano in grado di omologare chi ne è unito.
    Ma Henich e Konrad sono diversi. Konrad "non sarà mai un soldato", nonostante la divisa.
    E Krisztina non sarà mai parte del ceto maritale. "Nell’intimo era rimasta selvaggia e indomabile: tutto ciò che le avevo dato io, un patrimonio, una posizione sociale, per lei contava ben poco, le importava unicamente salvaguardare quell’indipendenza interiore che formava la sua personalità più autentica e di cui non voleva cedere la benché minima parte al mondo in cui l’avevo introdotta."
    Quel che si è all'origine resiste a tutti i tentativi di superarlo o di mascherarlo.
    Una vita regolare, solida, ben programmata e attuata, si frantuma con il tradimento del proprio migliore amico con la propria moglie, 41 anni prima, cui conseguono la fuga dell'amico stesso, il silenzio fra i coniugi fino alla morte di lei e  il ritiro di Henrich dagli appartamenti nobiliari.
    Ad esso segue il rendez vous finale fra due 75enni, con  proposito del tradito di ottenere chiarimenti, se non vendetta.
    Man mano che la lunga nottata procede, entrambi si rendono conto che non ha più molto senso scandagliare ulteriormente  la verità, quando il tempo l'ha ormai più o meno rivelata e lo stesso tempo ha molto raffreddato le passioni e in parte cicatrizzato, con grande pena, offese e ferite.
    E neppure ha senso la vendetta; tradito e traditori hanno subito, incolpevoli, la propria natura e le proprie passioni e, quindi, il proprio destino. Di più, cercar vendetta non ha senso ora, che hanno tutti pagato e che la candela (della vita) è ormai tutta consumata; e infatti, non sarà compiuta alcuna vendetta.

    Libro breve ed intenso.
    Coinvolgente
    Ricco di spunti di vita e di sentimenti.

    Voto complessivo ⭐⭐⭐⭐⛅
    Trama.                  ⭐⭐⭐⭐⭐
    Contenuti                ⭐⭐⭐⭐⭐
    Stile.                     ⭐⭐⭐⭐
    Fluidità lettura          ⭐⭐⭐⭐

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