Per il 209° incontro del 14 dicembre 2017, il GdL ha letto e commentato il romanzo di Helen Garner, "La stanza degli opsiti"

Helen Garner
La stanza degli ospiti
Mondadori


Figlia di un ingegnere aeronautico e di una professoressa di Helen è una donna in là con gli anni che vive da sola - il suo matrimonio è naufragato da anni - nella sua casa di Sidney. La sua vita quieta e abitudinaria viene d’improvviso movimentata dall’arrivo della sua amica Nicola, con la quale ha condiviso una spensierata giovinezza in stile hippy. Nicola occupa la stanza degli ospiti ma ha un problema: ha un cancro all’ultimo stadio e per provare a sconfiggerlo ha deciso di sottoporsi a cure di medicina alternativa, a base di vitamina C, ozono e clisteri di caffè, proposte da una clinica non lontana proprio dalla casa di Helen. L’amicizia tra le due viene messa a dura prova dalla ingombrante presenza della malattia: Helen non crede alla efficacia della terapia che l’amica sta seguendo, ma continua con amorevolezza a farle da infermiera di notte e autista di giorno mentre Nicola si affida ciecamente ed egoisticamente alla speranza, un atteggiamento che in fondo nasconde una forte insoddisfazione per il proprio passato. Nonostante sia scettica e non capisca l’ostinato aggrapparsi alla vita dell’amica, Helen accompagnerà Nicola nel suo lungo travagliato e doloroso iter clinico imparando che l’amicizia significa anche saper assecondare i sogni impossibili della sua ospite…
Helen Garner, autrice australiana tornata a scrivere dopo oltre 10 anni, affronta una tematica tragica, quella relativa alla condizione dei malati terminali di cancro, scegliendo un taglio decisamente realistico e senza concessioni al pietismo. Una storia di difficile amicizia femminile che mette a confronto due donne forti e determinate, l’una nello sconfiggere il tumore che la sta distruggendo, l’altra nel non tradire le sue certezze. La malattia allora diventa un tramite, un filo che fa riallacciare il dialogo di Helen e Nicola interrotto molti anni prima - e forse mai del tutto finito. La Garner, però, nel raccontare la discesa nell’inferno del cancro si ferma un attimo prima, quasi a non volere per pudore scavare il dolore fino in fondo e questo suo sottrarsi - pur donando asciuttezza e rigore alla narrazione evitando l’effetto lacrima facile - fa sì che il lettore non venga del tutto coinvolto nella vicenda, rimanendone un semplice ospite.


 La scrittrice australiana Helen Garner

RESOCONTO DELLA SERATA

L’argomento non è allegro ma l’autrice è riuscita a trattare il tema con leggerezza. Ha trattato anche temi molto profondi come l’amicizia, la morte, la malattia con grande sensibilità e intelligenza.
Qualcuno più che un romanzo lo definisce un diario che tratta con delicatezza tematiche angoscianti. Inoltre, descrive bene cosa significa assistere un malato terminale e mette in guardia dai ciarlatani che speculando sulla sofferenza propongono cure alternative spesso inefficaci.
A qualcuno è molto piaciuto il rapporto di amicizia tra le due protagoniste, l’amica che accudisce dimostra spesso segni di insofferenza e questo è molto umano.
Esiste un grande contrasto tra il tema trattato e la leggerezza con la quale l’autrice decide di affrontarlo.
Raggiunge il punto più drammatico quando l’amica comunica all’ammalata che sta per morire e che forse quelle cure non hanno l’effetto sperato. La mette di fronte alla morte e aiuta l’amica ad accettare la sua realtà senza farsi sostenere da inutili illusioni.
Qualcuno, di contro, l’ha trovato violento e angosciante. L’amica è totalmente al servizio dell’ammalata e si fa carico di un impegno troppo gravoso da gestire da sola.
Qualcuno sottolinea che la leggerezza nel racconto è resa dall’aspetto corale, dalla nipotina che ogni tanto fa capolino portando una nota di allegria e tanti particolari descritti con ironia.
I ciarlatani esistono e prosperano perché le persone gravemente ammalate preferiscono non guardare in faccia la realtà.
L’amicizia è fatta di sentimenti di varia natura e come fanno tutti sentimenti, ti mette di fronte ai propri limiti e lascia salire in superficie tutte le umane debolezze.
Sicuramente tra poco tempo la trama del racconto sarà dimenticata ma quello che rimarrà saranno le riflessioni fatte sull’amicizia e sull’importanza di conoscere ed accettare i limiti che ognuno ha.
L’amicizia è un sentimento che ti mette alla prova, ti forgia e ti aiuta a conoscerti meglio.
E al termine dell'incontro, i partecipanti si sono scambiati gli auguri di buone feste in un clima di amicizia e felicità!


















1 commento:

  1. Una serata in cui non soltanto si parla di amicizia. L'amicizia e il suo calore si esprimono e toccano pelle e cuore. E anima.

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