Per la nostra rubrica dei saggi n. 40 - Preghiera di Chief Joseph capo delle tribù pellerossa dei “Nez perce”


Preghiera di Chief Joseph capo delle tribù pellerossa dei “Nez perce” (Nasi bucati)
Tutte le persone sono state create dallo stesso Grande Spirito. Tutti sono fratelli.
La Terra è la madre di tutti i popoli e tutti i popoli devono avere gli stessi diritti su di essa.
A nessuna persona può essere negata la libertà di scegliersi il luogo sulla Terra ove vivere.
E’ più facile che i fiumi scorrano a rovescio che non una persona nata in libertà accetti la costrizione.
Come non ci si può aspettare che un cavallo cresca sano e robusto tenendolo legato a un palo, così un Pellerossa non potrà crescere e prosperare tenendolo relegato su un fazzoletto di terra.
Ho chiesto a qualcuno dei Grandi Governanti Bianchi da chi avessero ricevuto l’autorità di imporre a un Pellerossa di vivere contro la sua volontà in un determinato posto, vedendo i Bianchi spostarsi a vivere dove a loro più gradiva. Non ho mai avuto risposta.
Ho solo chiesto ai Governanti di essere trattati come tutte le altre persone.
Se non mi lasciate tornare alla mia terra, datemi almeno un posto dove il mio popolo non muoia così in fretta.
Quando i bianchi tratteranno i Pellerossa come trattano loro stessi, allora non ci saranno più guerre.
Dobbiamo essere tutti uguali come fratelli, figli di uno stesso Padre e di una stessa madre con un cielo sopra di noi e un’unica Terra che ci circonda e un solo Governo per tutti.
Allora il Grande Spirito che ci domina sorriderà a questa Terra e manderà la pioggia purificatrice a lavare le macchie di sangue fatte da mani fratricide sulla faccia della Terra.
La razza Pellerossa prega e aspetta che tutto ciò si compia.

Questa è la preghiera che Joseph, capo della tribù dei “Nez perce” ha incluso nel documento “An Indian’s view of Indian affairs” pubblicato da “North American Rewiew” nell’aprile del 1879 e riproposta su “I will fight no more forewer” di Merrill D. Beal. Ballentine books NY quindicesima edizione 1991 pp 323/4. La traduzione è mia.
La tribù Pellerossa dei “Nez perce” (nasi bucati) viveva pacificamente nella parte nord occidentale degli Stati Uniti, all’incirca nell’attuale Stato dell’Idaho. La rottura degli accordi stipulati nel 1855 per mantenerli su tale territorio è stata originata dalla scoperta di giacimenti auriferi e consequenziale occupazione da parte di coloni europei. Ne seguirono battaglie iniziate nel giugno 1877 e terminate nell’ottobre dello stesso anno. Durante questi mesi i Nez Perce tennero testa all’esercito degli Stati Uniti. La loro fu una lunga ritirata (circa 1900 chilometri) verso il confine con il Canada, dove speravano di trovare accoglienza. A soli sessanta chilometri dal confine subirono gravi perdite e dovettero arrendersi. I sopravvissuti vennero “deportati” in zone paludose del Kansas, dove molti morirono di malaria. Solo nel 1885 a Joseph e a 268 sopravvissuti venne concesso di tornare al nord nello Stato di Washington nella riserva di Colville. All’inizio dell’800  la tribù era costituita da circa 12.000 persone ora nella riserva ne vivono circa 3.200. (Wikipedia: Nez perce people). Chief Joseph morì nel 1904 all’età di 64 anni.
 

Enrico Sciarini     

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