Per il 203° incontro del 6 luglio 2017, il GdLha letto e commentato "Bel-Ami" di Guy de Maupassant

Guy de Maupassant
Bel-Ami




Allievo di Flaubert, Guy de Maupassant, muovendo dal naturalismo e dall’osservazione dei caratteri e dell’ambiente, fu uno degli scrittori maggiormente originali nella rappresentazione, fra divertita e spietata, di un mondo borghese cupido e sensuale, raggiungendo risultati tra i più alti della letteratura europea dell’Ottocento. Tra le sue opere più note occorre citare Une vie (1883) e Bel Ami (1885).

Esordì con la novella Boule de suif, capolavoro del volume collettaneo Les soirées de Médan, apparso nel 1880 sotto gli auspici di Zola. L’anno stesso pubblicò un volume di poesie, Des vers; poi si dedicò alle novelle e ai romanzi che raccolse in La maison Tellier (1881), Mademoiselle Fifi (1882), Contes de la Bécasse e Clair de lune (1883), Les sceurs Rondoli e Miss Harriett (1884), Yvette e Contes du jour et de la nuit (1885), La petite Roque e Monsieur Parent (1886), Toine e Le Horla (1887), Le rosier de Madame Husson (1888), La main gauche (1889), L’inutile beauté (1890). Movendo dalla scuola naturalistica, costringendosi a un’osservazione precisa dei caratteri, dei costumi, dell’ambiente, riuscì a raffigurare, con divertimento e spietatezza, tutto un mondo borghese essenzialmente cupido e sensuale. Nei racconti fantastici (Le Horla, 1887) emerge il suo interesse per la malattia mentale, mentre nei romanzi (i già citati Une vie, 1883, e Bel Ami, 1885; Mont-Oriol, 1887; Pierre et Jean, 1888; Fort comme la mort, 1889; Notre cceur, 1890) non seguì una formula, o un proposito costante: i primi due, di sviluppo animato, rinnovano in un giro più ampio la sostanza artistica delle novelle; Pierre et Jean è un racconto di salda struttura, di una profonda chiarezza psicologica (Maupassant vi prepose un importante saggio teorico sul romanzo); gli altri sembrano deviare verso un tipo di narrazione artificiosa e mondana. Allievo di Flaubert, amico d’infanzia di sua madre, apprese da lui a dominare, in uno stile quanto mai concreto e preciso, il senso tragico della vita e del nulla e l’ardore sensuale che caratterizzano la sua narrativa, una delle vette più alte della letteratura europea dell’Ottocento. Scrisse anche libri d’impressioni e di viaggio (Au soleil, 1884; Sur l'eau, 1888; La vie errante, 1890), e commedie di cui soltanto Musotte (1891, in collaborazione con J. Normand) destò un certo interesse. Un male nervoso, che lo insidiava pur attraverso la sua attività intellettuale, ebbe il sopravvento, tra la fine del 1891 e il 1892, e lo portò alla follia.









1 commento:

  1. Bel-Ami il Rastignac della Terza Repubblica francese.
    Dalla sua squallida cameretta che dà sulle fracassone rotaie dello scalo ferroviario, Bel-Ami «gettò a caso, un bacio nella notte, un bacio d'amore verso la donna attesa, un bacio di desiderio verso la fortuna bramata.».
    Ci ricorda quel "e ora a noi due!" che il temerario e determinato Rastignac lancia dalla sommità del Père Lachaise alla dilagante Parigi in "Papà Goriot" di Balzac: “Parigi, a noi due adesso!”.

    Bel-Ami, un gran libro che fece arricciare il naso alla critica "ufficiale". Maupassant dovette giustificarsi perché il milieu letterario-giornalistico non gradì. Come sempre accade, i critici non amano i libri di successo.

    L'incipit: " Quando la cassiera gli ebbe dato il resto dei cinque franchi, Georges Duroy uscì dal ristorante. Siccome aveva un bel portamento, sia per natura, sia per posa di ex sottufficiale, si impettì, si arricciò i baffi con un gesto militaresco abituale, e girò su quelli che stavano a tavola uno sguardo rapido e circolare, uno di quegli sguardi da bel giovane, che si stendono intorno come una rete nell'acqua. Le donne si erano voltate dalla sua parte ...".
    Ecco, c'è già tutto il romanzo: bel sergente in congedo, un po' grezzo, squattrinato. Come il bel Julien Sorel, protagonista de Il rosso e il nero, anche quest'altro provinciale è di ortografia incerta e di smodata ambizione.

    Poco più avanti sul boulevard incontra l'ex commilitone Charles Forestier, ora giornalista, che lo porta a La Vie Française, quotidiano di seconda fila, dei portaborse e degli appalti truccati.

    Georges impara in fretta e mette a frutto la sua dote di Bel-Ami: come facette mammete ... a letto. Le donne in ordine di apparizione: Rachel fa il marciapiede alle Folies Bergères, ma per Georges "a gratis"; Clotilde, Clò, la brunetta-formosetta che ha dei gusti canaglia e bohème, lo amerà sempre e comunque; Madeleine Forestier, ottima penna nell'ombra e arrivista, moglie del tubercolotico Charles e poi di Bel-Ami, lei scrive gli articoli, i mariti firmano, i colleghi redattori sanno; Mme Walter, moglie del proprietario del giornale, ebreo ricchissimo e ammanicatissimo deputato, lei pia donna "entre deux ages" che Bel-Ami seduce così, per vedere l'effetto che fa. E infine Suzanne, figlia della Walter che alla fine del romanzo Bel-Ami rapisce, costringendo il miliardario padre a concedergli la mano per riparare alla fuitina.

    Donne, argent, speculazioni, bassa politica, arrivismo, pennivendoli, ecco a voi la Terza Repubblica.

    Maupassant, superbo autore di racconti-capolavoro, ci regala un gran romanzo della Terza Repubblica, subito dopo la disfatta di Sedan nella guerra franco-prussiana, durante la quale egli ambientò memorabili racconti.
    Luigi Rancati
    luiranca@libero.it

    RispondiElimina