Giorno della Memoria 2017 - Speciale “Religione inconsueta”: a Segrate abbiamo ospitato Bruno Segre col suo libro “Che razza di ebreo sono io” - martedì 31 gennaio ore 18.30 Centro Verdi

Care amiche e cari amici del Gruppo di Lettura,
care lettrici e cari lettori,

IN OCCASIONE DEL GIORNO DELLA MEMORIA 2017
Speciale “Religione inconsueta” (incontri a cura di Marco Locati) 





L'Assessorato alla cultura ha presentato
Bruno Segre,
“Che razza di ebreo sono io” – (Casagrande edizioni)

Martedì 31 gennaio, alle 18.30, al Centro Civico “G. Verdi” – Sala “Alloni


La storia di un ebreo irregolare

In occasione del Giorno della Memoria 2017, l’Assessorato alla Cultura ha avuto il piacere di ospitare Bruno Segre con il suo libro Che razza di ebreo sono io, pubblicato dalle Edizioni Casagrande all’interno della rassegna Religione Inconsueta a cura di Marco Locati.

Bruno Segre, nato in Svizzera nel 1930, ma milanese, ragiona in questo libro-conversazione con Alberto Saibene sulla propria identità ebraica. Dopo un'infanzia e un'adolescenza segnate dal dramma della Shoah, Bruno Segre si laurea con Antonio Banfi, collabora con Adriano Olivetti, insegna in un liceo del Canton Ticino e lavora nell’editoria. In seguito diventa attivissimo esponente di una minoranza critica della Comunità ebraica: ha visto infrangersi il mondo nuovo che pareva diventare Israele negli anni Sessanta, ha contestato il progressivo nazionalismo sionista, ha cercato soluzioni di convivenza tra Israele e Palestina. La sua storia personale e quella della sua famiglia diventano il paradigma di un popolo irrequieto, che non ha mai smesso di interrogarsi su se stesso.
L’Assessore alla Cultura, Gianluca Poldi, e Marco Locati, curatore della rassegna Religione Inconsueta, dialogano con Bruno Segre per presentare questo volume e discuterne con il pubblico.

Bruno Segre (Lucerna, 1930), ricercatore e operatore culturale indipendente, ha studiato filosofia a Milano alla scuola di Antonio Banfi. Si è occupato di sociologia della cooperazione ed educazione degli adulti nell’ambito del Movimento Comunità fondato da Adriano Olivetti. Ha insegnato in Svizzera dal 1964 al 1969. Per oltre dieci anni ha fatto parte del Consiglio del Centro di Documentazione Ebraica Contemporanea di Milano. Dal 1991 al 2007 ha presieduto l’Associazione Amici di Nevé Shalom/Wahat al-Salam. Ha diretto dal 2001 al 2011 il periodico di vita e cultura ebraica «Keshet». Autore di numerosi saggi, ha scritto fra gli altri Gli ebrei in Italia (1993; nuova edizione 2001), Shoah (1998; nuova edizione 2003) e Israele la paura la speranza (2014). Per Imprimatur ha pubblicato nel 2015 Adriano Olivetti.

Bruno Segre a Segrate
Una ventina di anni fa l’Amministrazione Comunale di Segrate ha istituito un registro sul quale avrebbero dovuto apporre le proprie firme personalità del mondo scientifico, artistico, religioso ospiti per qualche ragione a Segrate. Non so quante firme siano state apposte su tale registro e neppure so se esista ancora, nel qual caso la firma di Bruno Segre meriterebbe di apparire a tutta pagina. Segre è stato a Segrate il pomeriggio di martedì 31 gennaio, invitato dall’Amministrazione Comunale a commemorare la Giornata Mondiale della Memoria. Una memoria che l’87enne Segre mantiene lucidissima e che gli ha permesso di narrare ai numerosi segratesi che lo hanno ascoltato cos’è stata per lui l’iniqua legge fascista della segregazione razziale del 1938. Ma non ha parlato solo di questo, ha avuto modo di parlare del suo ultimo libro dall’ambiguo titolo “ Che razza di ebreo sono io”. Ha detto che la sua ebraicità, non praticata, è iniziata proprio nel 1938. Ha parlato di Adriano Olivetti con il quale ha lavorato a lungo e del quale mantiene un’immutata ammirazione, tanto da definirlo “un industriale che ha odiato la civiltà industriale”. Segre ha poi usato parole durissime nei confronti dell’attuale governo israeliano e, da sionista convinto, ritiene che solo riconoscendosi reciprocamente due Stati indipendenti, israeliani e palestinesi potranno convivere pacificamente, come fanno gli abitanti del villaggio Nevè Shalom/Wahat as Salam (Oasi di Pace), fondato dal frate dominicano Bruno Hussar e sostenuto dall’Associazione “Amici di Neve” che Segre ha presieduto sino al 2011. In un’intervista rilasciata a “Repubblica” due anni fa, Segre ha detto di conservare bene il suo corpo perché l’anima che ci sta dentro possa stare meglio. Se molte più persone al mondo avessero un’anima come la sua, il pianeta terra continuerebbe a girare intorno al sole, come ha sempre fatto, ma i suoi abitanti ci vivrebbero molto meglio.
Enrico Sciarini  



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