Per il 195° incontro del 10 novembre 2016, il GdL ha letto e commentato "La moglie dell'uomo che viaggiava nel tempo" di Audrey Niffeneger. Ospite la psicologa e psicoterapeuta Ottavia Zerbi

Come ormai consuetudine del mese di novembre, il gruppo di lettura converserà attorno a un romanzo ("La moglie dell'uomo che viaggiava nel tempo" di Audrey Niffenegera) a partire da alcuni spunti di riflessione su un tema di carattere psicologico che fornirà Ottavia Zerbi, psicologa e psicoterapeuta.


Quando Henry incontra Clare, lui ha ventott'anni e lei venti. Lui non ha mai visto lei, lei conosce lui da quando ha sei anni... Potrebbe iniziare così questo libro, racconto di un'intensa storia d'amore, raccontata da due voci che si alternano e si confrontano. Si costruisce così sotto gli occhi del lettore la vita di una coppia e poi di una famiglia cosparsa di gioie e di tragedie, sempre sotto la minaccia di qualcosa che nessuno dei due può prevenire o controllare. Artista, professore all'Interdisciplinary Book Arts MFA di Chicago, Audrey Niffenegger firma con questo libro il suo primo romanzo.



Audrey Niffenegger
Artista e scrittrice statunitense (South Haven 1963). Docente presso il Center for book and paper arts del Columbia college Chicago, ha affiancato all’attività di artista visuale la scrittura di finzione. Del 2003 è il romanzo The time traveler’s wife (trad. it. 2005) cui sono seguiti nel 2009 Her Fearful Symmetry (trad. it. 2009) e nel 2013 Raven Girl. Ha pubblicato anche tre graphic novel: The three incestous sister (2005), The Adventuress (2006) e The Night Bookmobile (2008).


Ecco qui sotto alcuni momenti della bella serata:










Resoconto della serata

Ottavia Zerbi commenta la lettura del romanzo dando un’interpretazione psicologica.
E’ partita dall’idea di avere la sensazione di conoscere qualcuno da sempre.
Per spiegare questa strana sensazione , familiare a tutti però, è possibile ricorrere a ipotesi paranormali, esoteriche per giungere poi a quelle psicologiche e psicoanalitiche.
Si dichiara curiosa e impaziente di conoscere anche le impressioni delle altre partecipanti su questa lettura molto particolare.
Alla fine non ha trovato corrispondenza con ciò che si era immaginata. Il protagonista è un po’ senza scrupoli, pur trovandosi in situazioni molto strane, non si esime dal picchiare o rubare.
Lui non lascia alcuna scelta alla moglie che già da bambina ha a che fare con lui.
Spesso accettiamo anche piccole cattiverie da chi ci ama da sempre perché siamo abituati a pensarci come un noi.

Talvolta capita di incontrare qualcuno che ci sembra di conoscere da sempre:
La teoria  paranormale, ritiene che questa sensazione si dipesa da percezioni extra sensoriali. Non ci arriva attraverso i cinque sensi ma attraverso il così detto sesto senso, cioè la telepatia – chiaroveggenza – precognizione di eventi futuri
Le Teorie che si fondano sulla sulla reincarnazione ritengono che abbiamo la sensazione di conoscere quella persona perché in un’altra vita la conoscevamo davvero.
Le Teorie psicologiche ritengono che la sensazione di conoscere qualcuno da sempre dipenda dal nostro inconscio e cioè da quei processi mentali che non conosciamo del tutto e che non controlliamo fino in fondo. Noi guardiamo tutto con le nostre lenti e quando ci relazioniamo con altri soggetti non siamo mai davvero neutri abbiamo il nostro vissuto che ci condiziona e che usiamo come filtro per conoscere gli altri e il mondo. In particolare secondo la teoria della proiezione, noi proiettiamo sugli altri i nostri desideri e spesso vestiamo l’altro di quello che noi vorremmo. Spesso evidenziamo e idealizziamo le parti migliori dell’altro. La mente cancella le parti che non ci piacciono e le mettiamo in ombra mentre accentuiamo le cose che ci piacciono. Questa sensazione si autoalimenta. Poi nasce l’intimità che costituisce quel terreno di conoscenza che unisce due individui. Il meccanismo è quello di proiettare i propri desideri che si devono agganciare a quelli dell’altro. Lacan, in particolare, ha teorizzato questo meccanismo nella sua teoria dell’Altro. Però finchè non conosciamo a fondo noi stessi non abbiamo gli strumenti per conoscere in verità l’altro. Spesso il rischio dopo tanti anni trascorsi insieme è quello di arrivare al fatidico non ti riconosco più… Anche la teoria del deja vu può dare questa sensazione che spesso caratterizza molto chi soffre di epilessia. Anche la suggestione può indurre in errore. Spesso la madre del figlio che ha avuto un incidente in moto afferma che se lo sentiva, trascurando in fatto che viveva però in ansia tutte le volte che il figlio prendeva la moto. Sono comunque esperienze che entrano nella normalità del nostro cervello anche se non sappiamo ancora del tutto spiegarle. Dati statistici informano che quando si verificano gli ncidenti di treno i passeggeri sono spesso il 10 per cento in meno.


COMMENTI DEL GRUPPO

- Non mi è piaciuto e non ho proprio capito la coesistenza dei due io del protagonista.

– E’ passata attraverso molti stati d’animo: piacere, noia e non vedeva l’ora che finisse. Alla fine le è piaciuto e lo considera una grandissima storia di amore. Ha amato molto anche le figure di contorno gli amici e il dottore.

–  L'ha trovato sconclusionato e per cercare di capirlo più in profondità ha visto anche il film.

–  Ha preso come punto di riferimento il momento dell’incontro reale attorno al quale ruotano tutti gli avvenimenti. L’ha vissuto non come paranormale ma come geniale stratagemma narrativo attorno al quale la storia si dipana. Ha colto molto il maschile e il femminile:  Penelope e Ulisse. La donna ha più le radici nella terra mentre l’uomo tende a svolazzare. Arriva nudo e bisognoso di nutrimento.

–  Per lei la narrazione parla di universi paralleli.

–  L’ha trovata una lettura molto faticosa senza capire dove andava a parare.
 

– Ha fatto fatica all’inizio ma ha trovato molto angoscianti le ultime 100 pagine. Che cosa succede quando sai di avere una scadenza?
 A questo proposito cita Woody Allen vivi tutti i giorni come fosse l’ultimo prima o poi ci azzecchi.

-  La dimensione tempo è descritta in maniera molto originale. Il tempo è nulla l’unica cosa che conta è la relazione. Per lei il piacere è stato quello di immergersi in questa relazione.

–  L’ha letto tanto tempo fa e le era piaciuto tantissimo. Ha escluso completamente la sequenza temporale e si è fatta affascinare dal legame profondo che c’è tra loro. L’ha passato al marito ingegnere che lo ha apprezzato molto e ha trovato delle assonanze matematiche molto precise e ben strutturate.

–  Clare non è libera ama questo uomo che però è l’unico che ha conosciuto.

–  non ha finito il libro ma chiede se conoscere bene se stesso prima di capire l’altro è un concetto generale o è relativo al libro. Ottavia risponde che la conoscenza reciproca richiede una “co-costruzione”.

 – Aveva aspettative diverse, ha trovato le prime pagine le ha trovate molto. Avrebbe voluto più continuità la continua interruzione non ti consente di fluire in modo scorrevole.

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