Per la nostra rubrica dei saggi n. 34 - Craig Venter: “Il disegno della vita”, Rizzoli 2014

Craig Venter
Il disegno della vita
Rizzoli 201


di Enrico Sciarini

Craig Venter è il biologo americano che nel 2000 ha realizzato il sequenziamento del genoma umano. Dopo sedici anni è probabile che ancora più della metà degli oltre sette miliardi di persone che popolano la terra non sappiano cos’è il genoma. Il libro di Venter non dà la definizione di genoma perché lo tratta ad un livello più avanzato per riprodurlo artificialmente e per dare un significato più chiaro della parola Vita. (La miglior definizione di “genoma” che ho trovato recita: “Il Genoma è l’insieme di tutte le informazioni genetiche contenute nell’acido desossiribonucleide (DNA) composto da quattro molecole, adenina, citosina, guanina, timina, (ACGT) che risiedono in ogni cellula del corpo umano e in qualsiasi altra forma di vita.) Per decifrare il genoma Venter ha utilizzato le grandi opportunità della tecnica digitale unite a quelle della biologia. Venter si dice convinto che il DNA sia il “software” (programma) della vita, cambiandolo si può cambiare “l’hardware” (materia) della cellula. Ne deduce che la vita è un sistema informatico. Aggiunge però che “affermazioni straordinarie vanno sostenute con prove straordinarie”. Per questo ha dedicato anni di lavoro sperimentale in laboratorio. Questo lavoro lo ha descritto nel suo libro e chi lo legge scopre che Venter e il suo gruppo di ricercatori hanno creato una cellula sintetica. L’Autore usa proprio il verbo “creare”, anche se lo alterna con “realizzare”. E’ però lui stesso a convenire con chi ritiene improprio usare “creare”, dato che per riprodurre sinteticamente una nuova cellula viva ha utilizzato un genoma già esistente. Ammette quindi che l’origine delle prime cellule rimane un mistero aggiungendo che: “dove c’è un mistero c’è l’opportunità di far prosperare opinioni e religioni contrarie alla scienza”. Secondo Venter in futuro la scienza sarà definita dalla capacità di creare cellule sintetiche; prevede inoltre che di poter esplorare il confine tra animato e inanimato. Ma ritiene che in futuro la cosa più importante sarà “L’esplorazione sistematica delle potenzialità della biologia …. E le nostre conoscenze della biologia si espanderanno a velocità migliaia di volte superiori a quelle di oggi.” La conseguenza sarà quella di avere la possibilità di creare nuove forme di vita, sollevando così enormi questioni di carattere etico. Il problema etico Venter lo sta affrontando in collaborazione sia con i responsabili politici, sia con quelli religiosi. Di fatto ha già proposto che: “La vita sintetica non deve recare danno all’Umanità.” Ritiene sia importantissimo divulgare la ricerca scientifica anche tra i non esperti in modo da coinvolgerli nel dibattito su questioni così rilevanti. Più discutibile è invece l’affermazione di Venter che “abbandonare la tecnologia vuol dire abbandonare la possibilità di migliorare la vita umana.” Quando poi si dà a congetture sul futuro, intravede la possibilità di creare antivirus ad uso terapeutico e di teletrasmettere alla velocità della luce nuove forme di vita in ogni parte del mondo. L’ultimo capitolo del libro ha proprio come titolo: “La vita alla velocità della luce” che è anche il titolo originale del libro. Il sequenziamento del genoma effettuato da Venter è già stato trasmesso nello spazio sotto forma di onde elettromagnetiche. Il nostro DNA ha quindi varcato i confini terrestri, ma non sappiamo ancora dove approderà.
 

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