Per la nostra rubrica dei saggi n. 32 - Nacèra Benali: “Scontro di inciviltà”, Sperling e Kupfer, 2005

Nacèra Benali
Scontro di inciviltà
Sperling e Kupfer, 2005





di Enrico Sciarini

Benali è stata la prima giornalista algerina incarcerata nel 1993 per un suo articolo contro il terrorismo. Due anni dopo ha ottenuto un visto per l’Italia, incaricata di fare un servizio per la TV algerina. Da dieci anni alterna la sua vita tra Roma e Algeri. Come musulmana laica, nei suo soggiorni in Italia ha avuto modo di rendersi conto dei pregiudizi che gli italiani nutrono verso i musulmani. Ha enumerato sette di tali pregiudizi ognuno dei quali è diventato un capitolo del suo libro. Il primo è: “I musulmani sono complici dei terroristi.” Per confutarlo l’Autrice si avvale di almeno due argomenti: il primo è quello della enfatizzazione che viene data alle operazioni di lotta ai terroristi senza tener conto di quelle che si rivelano infondate. Il secondo si fonda invece sulle prese di posizione contrarie al terrorismo delle organizzazioni islamiche. Secondo preconcetto: “I musulmani non hanno rispetto per i simboli cristiani”.  Qui la smentita della Benali si limita a quanto avviene in Algeria, dove afferma che il rispetto è reciproco. Poco testimonia di quanto avviene negli altri Paesi Musulmani che non assomigliano all’Algeria. Proseguendo nell’enumerazione degli altri quattro preconcetti si trova: - I musulmani non voglio integrarsi nella nostra società. – I musulmani maltrattano le donne. – I musulmani vogliono distruggere i nostri valori. – I musulmani vogliono invadere l’Italia. – I musulmani sono fanatici. Dopo aver cercato di smentire tali preconcetti in modo abbastanza convincente  la Benali dedica una trentina di pagine ad elencare e commentare da dove viene alimentato l’anti islamismo e mette al primo posto Oriana Fallaci per aver fatta propria la tesi dello “Scontro di civiltà” propugnata dal politologo americano Samuel Huntington. Ma se la prende anche con il giornalista Magdi Allam, con i media e con i politici arroganti che non hanno conoscenza dell’islamismo. Non nega però la corresponsabilità delle rappresentanze musulmane in Italia che poco fanno per instaurare un dialogo costruttivo. Nonostante tutto ritiene che la convivenza pacifica sia possibile. Lo scontro non può avvenire tra civiltà, ma solo tra inciviltà.

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