Per il 186° incontro del 4 febbraio 2016, il GdL ha letto e commentato "Le rondini di Kabul" di Yasmina Khadra

Yasmina Khadra
Le rondini di Kabul
Mondadori


Mohammed Moulessehoul, meglio noto con lo pseudonimo femminile di Yasmina Khadra (10 gennaio 1955), è uno scrittore algerino. Membro dell'esercito fu testimone diretto della sanguinosa guerra civile che devastò l'Algeria per oltre un decennio, fu costretto per motivi di censura a usare lo pseudonimo femminile di Yasmina Khadra. Ha esordito come scrittore nel 1998 con il romanzo Morituri, seguito poco dopo da Doppio bianco, che lo hanno fatto conoscere prima in Francia, dove si è autoesiliato, e poi in tutto il mondo. Il genere utilizzato è di stampo poliziesco, ma il suo è solo un pretesto per penetrare nei meandri della società algerina, sempre in bilico tra un fondamentalismo feroce e una classe politica altrettanto spietata, dimentica da tempo dei valori della rivoluzione indipendentista che l'ha generata.

In attesa del resoconto della serata, ecco, qui sotto, alcuni momenti:








RESOCONTO GRUPPO DI LETTURA DEL 4.2.2016



Discussione intorno a Le rondini di Kabul di Yasmina Khadra.

Gli interventi sono stati molto interessanti e hanno fornito molti spunti di riflessione.

- La descrizione iniziale è stata molto forte, si poteva respirare la desolazione insieme alla polvere di Kabul. E’ stata una lettura di un fiato, intensa ed emozionante.

- La desolazione e il marciume di questo mondo pervade tutto e tutti, senza risparmiare neppure l’intellettuale che, trascinato dalla folla, perde la ragione e si fa coinvolgere in una lapidazione. Le figure femminili spiccano in questo squallore. La moglie altera che toglie la parola al marito a casa del suo gesto. L’altra che compie quel grande gesto di amore.

- L’autore ha comunicato così tanta angoscia che ho dovuto interrompere la lettura.

- Qualcuno riflette sulla condizione femminile e fa riferimenti ai fatti di cronaca.
La barbarie che imperversa nel romanzo fa pensare anche a quella verificatasi ai tempi dell’olocausto, cioè l’imbarbarimento diventa contagioso perché il clima di desolazione morale contagia anche le parti sane della società.

- Anche una banale passeggiata può avere risvolti drammatici in paesi di quel genere. Il romanzo descrive un mondo senza speranza che genera paura e sembra far tornare indietro nei secoli. L’atteggiamento intransigente della compagna che condanna il marito senza appello e alza un muro tra loro non è compreso e in qualcuno genera fastidio, anche perché è proprio quello che porterà alla tragedia finale.

- Le donne sono state fondamentali per dirigere gli avvenimenti le figure maschili subiscono un triste destino: Atiq infatti diventa pazzo, l’imam fugge ma probabilmente lo attende la morte, mentre Zunaira prima odia il burqa che considera mezzo di costrizione, poi lo usa per escludere il marito e infine diventa strumento di salvezza.

- La società descritta è troppo diversa e lontana dalla nostra. Terribile il discorso che predica il Mullah nella moschea.

- Zunaria è una figura poco amabile che prova un senso di pena e rabbia verso un uomo che rimanda a domani la decisione sul suo futuro. Prova un sentimento di pena esce di casa perché non può vederlo così.

- La moglie di Atiq ha un gesto di grande amore, è una figura lirica. Ha una fantasia quasi infantile nel credere che i due potranno coronare il loro sogno di amore. Il pensiero si rivolge allo scrittore che a 9 anni è già cadetto e in ciò che scrive trapela il suo tormento che sicuramente è stato necessario e denota un periodo di grande sofferenza. Anche lui è una delle tante rondini.

- Qualcuno l’ha letto due volte, colpito dai personaggi che con la loro storia denunciano una situazione politica.
Mussarat sembra una povera donna e poi diventa una donna con capacità di elevarsi e sacrificarsi per il marito. La seconda lettura ha permesso di cogliere qualcosa di più lirico dove i personaggi si evolvono ognuno fa un piccolo gioco che si inserisce in un’armonia più grande. Come atmosfera ricorda il libro del cacciatore di aquiloni.

- Mussarat offre un dono assolutamente gratuito. E’ ciò che riscatta la sua vita.
 

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