Per il 185° incontro del 14 Gennaio 2016, il GdL ha letto "La casa sul lago della luna" di Francesca Duranti

Francesca Duranti
La casa sul lago della Luna
Rizzoli 


Dal risvolto di copertina, Giorgio Bassani:

"Non ho mai creduto alla crisi del romanzo, quello italiano compreso. Mi sono guardato bene dal cadere nell'errore di molti, sempre pronti a imbastire, sulle proprie debolezze e deficienze, delle teorie generali. Bisognerà pure - ho perfino detto, anni fa - tornare a imitare, un giorno o l'altro, la fede di Stevenson: ripartire ogni volta, come lui, gettando tutta la posta sul tavolo, avendo per meta il capolavoro! In caso contrario, che senso avrebbe tenere la penna in mano? Ebbene, finisco di leggere adesso, di Francesca Duranti, questo romanzo che sembra darmi ragione. Dicevo infatti che non esistono eventualità sperimentali al di fuori della tradizione letteraria. E oggi, mentre leggevo, mentre seguivo impaziente e affascinato l'avventurosa storia del povero "germanista" che la Duranti, nel dargli vita, deve aver amato disperatamente, mi pareva commosso com'ero (sospeso, teso di pagina in pagina, dal principio alla fine, verso lo straziante dénouement), mi pareva di ripercorrere in un altro tempo e sotto nuove luci i medesimi, cari, noti, infallibili sentieri romanzeschi scoperti da Henry James quando trovò, nelle tetre, angosciose vicende del nostro mondo economico, borghese e intellettuale, un correlativo oggettivo di vicende possibili nel mondo eroico, feudale, religioso di Stevenson. L'unica cosa necessaria a un romanzo perché funzioni - l'unica che l'acqua del suo linguaggio deve lasciar trasparire - è la ragione per la quale esso è stato scritto, la sua necessità. Ora, da questo punto di vista, dopo avere letto La casa sul lago della luna non ci resta il più piccolo dubbio. Il "germanista" di Francesca Duranti, questa figura così moderna, irritante, esasperante e al tempo stesso, così degna di pietà, questa creatura viva che non vuol sopravvivere non è, lungo tutto il romanzo, in nessuna misura, mai, un pretesto, insomma una fandonia. E' invece vera. Vera come la vita."


Francesca Duranti è nata a Genova e vive tra la campagna lucchese e New York.
Scrittrice di successo, ha pubblicato i romanzi La bambina (1976 e 1985), Piazza mia bella piazza (1978), e si è affermata in Italia e nel mondo con il romanzo La casa sul lago della luna (1984). Ha scritto ancora Lieto fine (1987), Effetti personali (1988), Ultima stesura (1991), Progetto Burlamacchi (1994), Sogni mancini (1996), di cui la stessa Duranti ha scritto anche la versione in inglese, e per Marsilio Il comune senso delle proporzioni (2000).
Tra gli altri, Francesca Duranti ha vinto il Premio Bagutta, Martina Franca, Basilicata, Super Campiello, Città di Milano, Hemingway, Rapallo, Castiglioncello, inoltre, in Francia, il Prix des lectrices de «Elle» (Rouen). I suoi romanzi sono stati tradotti in diciotto lingue.

(informazioni tratte dal sito dell'autrice: http://www.francescaduranti.info/index.php

Nessun commento:

Posta un commento