Per la nostra rubrica dei saggi n. 30 - Jean Ziegler: "La privatizzazione del mondo", Tropea, 2003

Jean Ziegler
La privatizzazione del mondo
Tropea, 2003



di Enrico Sciarini
 
Ziegler inizia forte sin dalla prefazione riportando il testo del foglietto scritto da due ragazzi della Guinea morti nel 1999 nello compartimento del carrello di un Boeing 747 nel tentativo di raggiungere l’Europa: “Rischiamo la vita perché soffriamo troppo in Africa e abbiamo bisogno di voi per lottare contro la povertà e mettere fine alle guerre in Africa”. Sono passati sedici anni e di aiuto all’Africa i Paesi ricchi poco hanno dato, tant’è che ora l’esodo è diventato biblico. Di questo stato di cose Ziegler non ha alcun dubbio: “Le oligarchie capitalistiche transcontinentali sono le responsabili.”  E prosegue scrivendo che “la distruzione per fame di milioni di esseri umani ha luogo in una specie di normalità congelata su un pianeta traboccante di ricchezze.” Il primo capitolo descrive com’è nata la globalizzazione e riporta i terribili numeri relativi alla povertà delle nazioni sottosviluppate; nel secondo descrive l’impero degli USA con dovizia di documentazione.  A proposito di terrorismo scrive che: “la lotta al terrorismo è anche la lotta contro la povertà estrema”. Rimprovera a G.W. Bush di aver combattuto il terrorismo solo con le armi. Ziegler si dedica poi a smantellare le teorie liberiste sul commercio formulate da Adam Smith e David Ricardo tra il 1776 e il 1819. Scrive che i detentori del potere economico, pur essendo in genere persone religiose, antepongono la legge del mercato al quella divina nella quale affermano di credere. I governi nazionali li ritiene condizionati dal potere della finanza. Descrive poi i paradisi fiscali, come sono nati e come funzionano. Passa quindi ad una spietata critica al World Trade Organization (WTO). Ancora più pesanti sono le critiche mosse alla megastruttura della Banca Mondiale; ne denuncia con nomi e cognomi le ipocrisie dei dirigenti e i loro pessimi risultati che in pratica si concretizzano con sovvenzioni a governi corrotti, celati dietro progetti di grandi opere pubbliche. E’poi il Fondo Monetario Internazionale (FMI) ad essere preso di mira i cui dirigenti vengono definiti “pompieri piromani”. Come riescano a ridurre in miseria intere nazioni lo dimostra illustrando i casi del Niger, della Guinea e della Mauritania. Ritiene che la lotta per liberare il mondo dai predoni della finanza non è facile perché l’impero non è identificabile in un singolo individuo, scrive infatti che: “nel capitalismo ci sono solo indici impersonali come Down Jones,  Nikkei, ecc. Chi mandare davanti a un tribunale per un eventuale processo?”. Noam Chomsky, un altro fustigatore del capitalismo, ritiene che non ci siano possibilità concrete di combatterlo; Ziegler invece suggerisce di continuare a lottare con manifestazioni pubbliche e forum alternativi a quelli del capitalismo. Quello che i forum alternativi propongono sono: Abolizione dell’FMI e del WTO, eliminazione dei paradisi fiscali e delle agenzie di rating; vietare il brevetto degli organismi geneticamente modificati (OGM); annullamento del debito pubblico dei Paesi poveri; introduzione della tassa sulle transazioni di borsa (Tobin tax); creazione di un Consiglio di Sicurezza per gli affari economici all’interno dell’ONU; rivendicazione dei diritti economici, sociali e culturali alla pari dei diritti civili. Troppe cose; certo è che un corteo è in marcia, ma è  un po’ zoppicante.

Jean Ziegler è nato in Svizzera nel 1934. Professore di sociologia alla Sorbona, deputato socialdemocratico al parlamento svizzero dal 1981 al 1999. Membro del comitato ONU per i diritti umani e relatore sul diritto al cibo.                  


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