Per il 182° incontro del 22 ottobre 2015, il GdL ha letto e commentato "Molto forte, incredibilmente vicino" di Jonathan Safran Foer. Ospite Ottavia Zerbi

Jonathan Safran Foer
Molto forte, incredibilmente vicino
Guanda


INIZIO
E un bollitore per il tè? Con il beccuccio che, all’uscita del vapore, si apre e si chiude come una bocca e sibila belle melodie, o recita Shakespeare, o semplicemente si scompiscia dal ridere con me? Potrei inventare un bollitore che legge con la voce di papà, così riuscirei ad addormentarmi, o magari un intero servizio di bollitori che cantano il ritornello di Yellow Submarine, una canzone dei Beatles, che mi piacciono perché l’entomologia è una delle mie raisons d’être, un’espressione francese che conosco. Sarebbe bello anche allenare il mio ano a parlare mentre tiro le scoregge. A voler essere proprio spiritoso al massimo, potrei insegnargli a dire: «Non sono stato io!» ogni volta che ne sgancio una di quelle incredibilmente toste. E se mai ne sganciassi una di quelle incredibilmente toste nella Sala degli specchi di Versailles, che è vicino a Parigi, che è in Francia, naturalmente il mio ano direbbe: «Ce n’étais pas moi!» 

JONATHAN SAFRAN FOER
Ultimati gli studi alla Princeton University, alla fine degli anni Novanta è stato in Ucraina per compiere alcune ricerche sulla vita del nonno; il viaggio ha ispirato il romanzo d’esordio Everything is illuminated (Ogni cosa è illuminata, 2002, da cui è stato tratto l’omonimo film del 2005), a cui è seguito Extremely loud & incredibly close (Molto forte, incredibilmente vicino, 2005). Nel corso della carriera ha collaborato con diverse testate giornalistiche (tra cui Paris Review, Conjuctions, The New Yorker) e ha scritto numerosi racconti. Nel 2009 ha pubblicato Eating animals (Se niente importa, 2009), in cui l'autore racconta il percorso che lo ha avvicinato  al vegetarianismo; tra le pubblicazioni successive vanno citati Tree of codes (2010), rivisitazione dei racconti di B. Schulz, e New American Haggadah (con N. Englander, 2012), nuova versione del libro sacro che gli ebrei leggono nel periodo pasquale.

E' stato un incontro speciale!

Come ormai tradizione, abbiamo avuto il piacere di ospitare la psicoterapeuta Ottavia Zerbi. Partendo dalla lettura comune del romanzo di Jonathan Safran Foer, Molto forte, incredibilmente vicino, Ottavia Zerbi ci ha parlato del tema “Papà dimmi chi sono: anzi no, dammi solo un indizio...”, tematica che ha proposto e sviluppato insieme ai commenti sulla lettura fatta dai componenti del Gruppo.


Ottavia Zerbi
Psicologa, psicoterapeuta, psicoanalista della relazione e specialista in Psicoanalisi della Relazione del Bambino SIPRe. È Responsabile dell'Area Bambino del Centro di Milano della SIPRe.
Si occupa principalmente di attività clinica con bambini, adolescenti ed adulti, prestando particolare attenzione alle dinamiche relazionali di coppia o familiari.
Segue la formazione e supervisione di psicoterapeuti partecipanti ai Corsi di Post-specializzazione organizzati dall'Area Bambino della SIPRe, del personale educativo dei servizi per l’infanzia e il " benessere " delle donne in strutture pubbliche e private.
Ha inoltre particolare interesse alla divulgazione di conoscenza psicologica e per questo motivo si dedica con entusiasmo alla realizzazione di eventi culturali. (Serate a tema, gruppo di lettura,  programmi radiofonici...)


Un grazie veramente speciale alle amiche Katia e Teresa del Gruppo di Lettura di Cernusco che ci sono venute a trovare! Ricambiermo presto la visita, ormai un ponte è stato gettato, e i fili colorati tra i lettori sono ormai intrecciati!!!

Ecco, qui sotto, alcuni momenti della serata.
 

L'attrice e regista Noemi Bigarella mentre legge alcuni passi tratti dal libro di Jonathan Safran Foer




la Psicologa Psicoterapeuta, Psicoanalista della Relazione (SIPRe) Ottavia Zerbi con Roberto Spoldi, coordinatore del Gruppo di Lettura



 

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