Per il 179° incontro del 16 luglio 2015, il GdL ha letto e commentato "Il mignolo di Buddha" di Viktor Pelevin

Viktor Pelevin
Il mignolo di Buddha
Mondadori - Strade Blu



Viktor Olegovič Pelevin (1962), scrittore russo, abbandona presto gli studi di ingegneria e si dedica alla letteratura frequentando l'Istituto di Letteratura Gorky di Mosca. Pubblica il suo primo racconto nel 1989 e per i tre anni successivi le sue storie appaiono in diversi giornali e riviste. Nel 1992 un suo libro, contenente una collezione di racconti brevi, "La lanterna blu", vince il Russian Little Booker Prize. Appassionato di filosofie orientali e di meditazione zen, schivo e poco propenso ad apparire in pubblico, Pelevin appartiene alla tradizione di scrittori russi che va da Gogol' a Bulgakov, nelle cui opere l'elemento fantastico gioca un ruolo preponderante. Esperto di computer e attento alle dinamiche della civiltà contemporanea, nel 1996 scrive il suo libro più noto, "Il mignolo di Buddha".

Bibliografia

Omon Ra, trad. C. Renna e T. Olear, p. 170, Arnoldo Mondadori Editore “Strade blu”, 1999    Babylon, trad. C. Renna e T. Olear, p. 293, Mondadori “Strade blu”, 2000
Un problema di lupi mannari nella Russia centrale, trad. A. Lena Corritore, p. 247, Mondadori “Oscar piccoli saggi”, 2000
La vita degli insetti, trad. V. Piccolo, p. 206, Minimum Fax “Sotterranei”, 2000
Il mignolo di Buddha, trad. C. Renna e T. Olear, p. 371, Mondadori “Strade blu”, 2001
La lanterna blu, trad. Maria Grazia Perugini, Mondadori “Piccola biblioteca Oscar”, 2002.
La freccia gialla, trad. C. Renna e T. Olear, p. 118, Mondadori “Piccola biblioteca Oscar” 2005 Dialettica di un periodo di transizione dal nulla al niente, trad. C. Renna e T. Olear, p. 272, Mondadori “Strade Blu”, 2007 

Resoconto dell'incontro

E' estate a Segrate. E fa molto caldo. Sono quasi le nove di sera, giovedì 16 luglio. Qualche aereo nel cielo, la luce dorata che copre le chiome degli alberi e i tetti delle case, le ombre lunghe delle persone che passeggiano per prendere un po' di fresco, i bambini che giocano, ragazzi che siedono sulle panchine e mangiano un gelato. E poi eccolo il Centro civico, cuore di Segrate, che custodisce, dentro di sè, come un tesoro caro, la casa dei libri: la biblioteca. E sarà proprio in biblioteca che il gruppo di lettura si riunirà, per conversare attorno al romanzo di Viktor Pelevin, "Il mignolo di Buddha".

Ecco le lettrici e i lettori arrivare: il sole sta tramontando, e fa caldo. Dentro, tra gli scaffalli, l'aria condizionata offre refrigerio e piano piano, come amici che siedono in un salotto, con tanta voglia di raccontare e di parlarsi, ecco che il gruppo comincia il suo incontro.

Molte lettrici sono in vacanza, al mare, in montagna o all'estero. Ma il gruppo di lettura continua, anche d'estate, non conosce mai interruzioni, E' così da ormai 13 anni...

Roberto, il bibliotecario coordinatore, apre l'incontro e propone "il messaggio nella bottiglia": è una frase di Jorge Luis Borges. Subito dopo, ricorda a tutti che prosegue la campagna estiva, intitolata: "che cosa è per te la lettura? Si può aderire tramite mail, lettera o lasciando un commento sul blog, blog che è stato aggiornato con i consigli di lettura estivi.

Invitiamo un nostro lettore appassionato di aforismi a dirci quello che ha scelto per iniziare la conversazione. Eccolo:  “Si trova il modo di guarire dalla follia ma non quello di raddrizzare uno spirito bizzarro.”

E dunque comincia la conversazione.
Qualcuno dei presenti dice che "Il mignolo di Buddha" è un libro importante, ma non divertente, scritto in modo complesso che, quindi, lo rende di difficile lettura. La narrazione, poi, sempre secondo questo lettore, si svolge tra salti temporali e situazioni oniriche. E chiede al gruppo: “Ma non è che l’autore abusa anch’esso di cocaina?” Un autore che, secondo lui, cerca di spiegare in maniera poco comprensibile che cos’è il nulla. Il libro stesso è un’elegia del nulla. Tratta temi molto profondi in modo complesso e spesso poco comprensibile.

Un'altra lettrice interviene subito dopo, dicendo che 
è un racconto senza una trama, profondo e filosofico ma, allo stesso tempo, non didascalico. La lettura le ha fatto nascere questa domanda: "Cos’è il mondo intorno a noi?" Le storie narrate sono fantasiose mentre il reale è un’illusione. inoltre, secondo questa lettrice, l’autore in alcuni punti usa molta ironia, come quando narra dell’imprenditore giapponese . E’ un libro per pensare e quindi va meditato; occorre saper cogliere i molteplici spunti che offre. Va, insomma, digerito.
 
A un'altra lettrice il libro è piaciuto molto. E dice: "E' scritto bene: l’autore inventa un universo parallelo. Al suo interno albergano psicologia, politica, filosofia, surreale e fantascienza."


"E' vero", interviene qualcun altra. E continua: "Ti fa pensare che tutto è indispensabile e necessario ma poi ti fa pensare anche esattamente il contrario. Passaggi irreali che però l'autore riesce a rendere verosimile. Ho apprezzato" - continua la lettrice - "la metafora dei vagoni del treno che, come la vita, portano il fardello di tradizioni che ci condizionano. Il capitano stacca i vagoni suggerendo che anche quello è un modo di reagire: sganciare."


Secondo un'altra lettrice, è un libro particolare, psichedelico. Impossibile leggerlo e rimanere indifferenti. In alcuni tratti angosciante, in altri illuminante. E racconta al gruppo: "Sino allla fine ho avuto la sensazione di essere trasportata da un racconto senza filo conduttore senza appigli ai quali fare riferimento. E’ una lettura che disorienta, fa brancolare nel buio fino alla fine."
 

"I racconti si intrecciano praticamente senza una logica" suggerisce una lettrice.


E qualcun altra aggiunge: "I piani sono sfalsati, l’autore ci fa viaggiare nello spazio e nel tempo piegando queste categorie secondo la sua convenienza. In un momento siamo nella Russia della Rivoluzione, subito dopo assistiamo a dialoghi tra pazienti psichiatrici e a tutto questo si aggiungono alcuni inserti onirici dove appaiono Swarzenegger e un giapponese amante del sakè."

Per un'altra lettrice questo romanzo porta la mente a spaziare attraverso riferimenti filosofici, letterari e artistici. In alcuni momenti sembra di assistere all’assassinio di Delitto e castigo. E, infine, l’autore riesce a trasmettere anche messaggi che colpiscono per la loro attualità."

E succede una cosa molto interessante: è più forte di loro, e i partecipanti, ciascuno,  leggono  una parte che li haparticolarmente colpiti.
 

Tanti sono i temi di fondo: tra questi la bellezza, la politica, l’ironia e la filosofia.

Anche in una pozzanghera lurida si rispecchia una parte di cielo terso.


Al termine Roberto, prima del consueto rinfresco, chiude la serata con un video musicale per augurare una buona estate a tutte e a tutti.

Ci si rivedrà il 10 settembre!

Nessun commento:

Posta un commento