Per il 178° incontro del 18 giugno 2015, il GdL ha letto "Figli dello stesso padre" di Romana Petri

Romana Petri
Figli dello stesso padre
Longanesi


INIZIO
Emilio chiuse a chiave il suo studio e si avviò a passi lenti lungo il corridoio. Prima, però, come ogni giorno, restò per un istante a leggere la targa sulla sua porta: Prof. Emilio Acciari.
Nel corridoio del dipartimento di Matematica, a quell’ora si attardavano pochi studenti. Emilio camminò fingendo di ignorarli, come distratto da qualcosa di urgente. I ragazzi lo salutarono con un breve cenno del capo ammutolendo al suo passaggio per poi riprendere subito dopo a parlare tra di loro a bassa voce.



ROMANA PETRI
Figlia di Mario Petri, cantante lirico e attore, Romana Petri vive tra Roma e Lisbona. Insieme al marito Diogo Madre Deus dirige la casa editrice Cavallo di Ferro. Critica letteraria, traduttrice dal francese, dallo spagnolo, dal portoghese di autori come Jean-Marie Gustave Le Clézio, Alina Reyes, Adolfo Bioy Casares, Anne Wiazemsky, Helena Marques, Ana Nobre de Gusmão, Inês Pedrosa, João Ubaldo Ribeiro, ha tradotto dall'inglese Il diario di Adamo ed Eva di Mark Twain. Autrice di radiodrammi per la Rai, ha pubblicato diversi contributi per le testate Leggere, Nuovi Argomenti e l'Unità; collabora con Il Messaggero e La Stampa. I suoi libri sono tradotti e pubblicati in Germania, Stati Uniti, Paesi Bassi, Inghilterra, Francia e Portogallo

bibliografia 

Il Gambero blu, Milano, Rizzoli 1990
Il Ritratto del disarmo, Milano, Rizzoli 1991
Il Baleniere delle montagne, Milano, Rizzoli, 1993
L'Antierotico, Venezia, Marsilio 1995
Alle case venie, Venezia, Marsilio 1997
I padri degli altri, Venezia, Marsilio 1999
La donna delle azzorre, Milano, Piemme, 2001
Dagoberto Babilonio, un destino, Milano, Arnoldo Mondadori Editore, 2002
Esecuzioni, Roma, Fazi, 2005
Ovunque io sia, Roma, Cavallo di Ferro, 2008
Ti spiego, Roma, Cavallo di Ferro, 2010
Tutta la vita, Milano, Longanesi, 2011
Figli dello stesso padre , Milano, Longanesi, 2013  


In attesa del resoconto dell'incontro, ecco, qui sotto, alcuni momenti della serata (foto di Emanuela Zanini)







RESOCONTO DEL 178°INCONTRO

Roberto illustra l’incontro che si è svolto con la scrittrice Giulia Alberico, nell’ambito di una Trama di fili colorati.
Enza, in proposito, riferisce che ha ricevuto una mail dall’autrice che si complimentava con i partecipanti che hanno dimostrato grande autenticità, si è sentita amata e stimata e ha molto apprezzato l’affetto dimostrato dall’Associazione di D come Donna.
Emanuela legge il messaggio nella bottiglia. Italo Calvino “Le città invisibili.”
Anche D come Donna è approdata su Facebook e ha pubblicizzato Novel of the World, un libro composto da 104 scrittrici uno per ciascun paese che partecipa all’Expo ed è scaricabile da internet come e-book. I testi sono scritti nella lingua dell’autrice e poi tradotti in inglese, il tema è la nutrizione del pianeta.
Paola Romagnoli ha intervistato per il caffè con Silvia Cosimini traduttrice di autori islandesi.
Roberto, infine, propone a ciascun partecipante al gruppo che ne avrà piacere di scrivere cosa rappresenta per lui la lettura ed eventualmente consigliare alcune letture che ha amato particolarmente.
Nel prossimo incontro che si svolgerà il 16 di Luglio si discuterà del libro di Victor Pelevin, “il mignolo di Buddha”. La prossima volta si distribuirà il libro di Tove Jansson “Il libro dell’Estate”.

Parte la discussione sul libro di Romana Petri, “Figli dello stesso padre”.

Una lettrice, esordendo, dice al gruppo che ha trovato il romanzo poco avvincente e troppo aderente al reale; non ha catturato la sua curiosità quindi ha smesso di leggere a circa metà del libro.

Interviene un'altra lettrice dicendo che l'autrice descrive mirabilmente i personaggi, ma alla fine non dice che è stata una lettura poco coinvolgente nonostante, ripete, la Petri abbia una grande capacità descrittiva.

"La prima parte mi è piaciuta più della seconda dove avviene l’incontro trai due fratelli" interviene un'altra lettrice. E dice che i personaggi, però, sono tutti un po' fuori dalla normalità.

Secondo un'altra partecipante ci sono troppe descrizioni: quasi dei riempitivi che esulano dalla storia dei due fratelli. Inoltre, aggiunge che, senza sapere che la storia era autobiografica, aveva considerato molto femminile il pensiero dei due fratelli. I dialoghi, poi, sono poco avvincenti e troppe sono le divagazioni che fanno diluire la tensione del racconto.

Ecco un'altra lettrice: dice che ha trovato la storia del romanzo simile a quelle delle fiction  televisive, e l'intreccio è molto, forse troppo costruito.

Un'altra lettrice non ha gradito la trama. Concorda con qualche altro parere che ci siano scene inutili. Sempre secondo questa lettrice è un trionfo delle figure femminili; quelle maschili, invece, sono deludenti. Anche l’incontro trai due fratelli è risultato deludente. Un libro che si fa leggere ma che non ricorderà.

Interviene un'altra partecipante condividendo il pensiero precedente e aggiunge che, poi, manca "qualcosa" e il libro, nel suo complesso, poteva essere molto più profondo. Troppi dettagli e poco contenuto. Personaggi infantili che dimostrano di non aver superato i loro problemi pur avendo ormai raggiunto l’età adulta.

Un'altra lettrice dice di aver apprezzato più la seconda parte del romanzo. La prima è costruita, non diretta e a riflesso psicologico. La trama, sempre secondo questa lettrice, è caratterizzata da schemi costruiti a flash back con molte parti, però, inutili. Quando i fratelli si incontrano la situazione diventa più diretta. Si sviluppa una forma di catarsi che volge alla ricostruzione personale. La lettura del romanzo l’ha fatta riflettere su come i genitori dovrebbero comportarsi per non far nascere la gelosia trai figli. La struttura del testo, tuttavia, rimane troppo intellettualistica e precostituita.

Un'altra letterice interviene dicendo che il libro procede sul filo delle parole dei fratelli che manifestano i loro disagi e le loro sofferenze usando proprio le parole per giustificare il loro stato d’animo e per spiegarlo all’altro. L’autrice, secondo questa letterice, alla fine ha scelto il linguaggio del corpo che si manifesta durante l’incontro tra i due fratelli quando si abbracciano e hanno un intenso contatto fisico. Si sviluppa una dicotomia tra parole e corpo.

Un altro lettore dice che nella lettura della prima parte del libro si è, come dire?, "perso", e non è riuscito a seguire i richiami operati dai numerosi flash back. Anche l’incontro trai fratelli non gli ha detto molto. Non è riuscito ad affezionarsi ai personaggi.

Un altro lettore ha considerato le prime 130 pagine una lunga prefazione. Ha trovato interessante la critica alle femministe che hanno sbagliato nel dare troppo rilievo all’intelligenza degli uomini. Sottolinea alcuni punti nei quali è stato fatto un uso dialettale della lingua.

A un'altra lettrice il libro è piaciuto, e l’ha trovato molto psicologico. Ha trovato quasi liberatorio questo abbraccio finale tra fratelli.

Qualcun altro sottolinea la forte gelosia che caratterizza il rapporto tra i due fratelli.

E poi, quanlche altra lettrice aggiunge che la litigata tra i due dopo la mostra è a suo parere catartica. Fisicità tra fratelli che si scioglie nell’abbraccio che finalmente li riavvicina.

Una lettrice, poi, ci dice che non ha finito il libro perché non l'ha coinvolta, ma ha trovato alcune parti interessanti circa la caratterizzazione dei personaggi.

La serata si è conclusa con il consueto brindisi. E poi le torte, i dolcetti portati dalle lettrici... ghiottonerie che rivelano, ogni volta, la dolce, sincera e coinvolgente convivialità di cui è capace il gruppo di lettura.

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