Per il 174° incontro del 5 marzo 2015, il GdL ha letto "Marina Bellezza" di Silvia Avallone

Silvia Avallone
Marina Bellezza
Rizzoli


INIZIO
Un chiarore diffuso risplendeva da qualche parte in mezzo ai boschi, a una decina di chilometri dalla strada provinciale 100  stretta tra due colossali montagne nere. Era l’unico segnale che una forma di vita abitava ancora quella valle, sul confine nudo e dimenticato della provincia.
Lo vedevano apparire attraverso il parabrezza, simile a un’esca intermittente negli abissi. Poi, alla curva successiva, lo persero di vista....

Silvia Avallone vive e lavora a Bologna, dove nel 2012 si è laureata in Lettere. Nel 2007 ha pubblicato la raccolta di poesie Il libro dei vent’anni (Edizioni della Meridiana), vincitrice del premio Alfonso Gatto (sezione giovani) 2008. Ha pubblicato poesie, articoli e racconti su il “Corriere della Sera”, il “Sole 24 Ore”, “Nuovi Argomenti” e “Granta Italia”. Con il suo romanzo d’esordio Acciaio (Rizzoli 2010) ha vinto il premio Campiello Opera Prima, il premio Flaiano e il premio Fregene, il premio Città di Penne, e si è classificata seconda al premio Strega 2010. Al libro è ispirato l’omonimo film del regista Stefano Mordini interpretato da Michele Riondino e Vittoria Puccini, presentato al Festival del Cinema di Venezia. Nel 2013 ha pubblicato Marina Bellezza, sempre con Rizzoli. In Francia, con D’acier, ha vinto il prestigioso Prix des lecteurs de L’Express 2011. La rivista “Lire” lo ha premiato come miglior primo romanzo straniero.


GDL 5.03.2015:

"Marina Bellezza" di Silvia Avallone

Marzo è il mese della riflessione sulle donne. Enza ci parla dei diversi incontri che hanno avuto luogo o che avranno luogo nell’ambito di “Una trama di fili colorati”.
Roberto ricorda il blog del Gruppo di Lettura di Segrate con le sue varie rubriche, ad esempio quella delle recensioni di saggi a cura di Enrico che ha commentato il libro di Federico Rampini "Rete padrona Il volto oscuro della rivoluzione digitale". Ci segnala anche i cambiamenti avvenuti nella biblioteca di Segrate che è entrata a far parte di Cubi, l’Unione del Sistema Bibliotecario Milano-Est e del Sistema Bibliotecario Vimercatese. Uno dei vantaggi di questa evoluzione sarà di disporre di più copie di libri da distribuire.
E infine scopriamo che per il prossimo incontro faremo un viaggio in Oceania con 3 racconti. I 3 autori che ci propone Roberto sono: David Malouf, Janet Frame e Katharine Susannah Prichard.
Prima di passare ai commenti su "Marina Bellezza" Enrico ci regala come al solito un bel aforisma tratto dal romanzo di cui parleremo oggi:  . E rettifica quello che aveva detto nello scorso incontro a proposito del libro "Il Deserto dei Tartari": aveva affermato che sarebbe stato meglio far suicidare il protagonista del romanzo, ma ci ha ripensato e adesso pensa che Buzzati abbia avuto ragione perché di fatto la vita del protagonista è già di per sé un suicidio.





E adesso partono i nostri commenti sul romanzo della Avallone:

- Avrei voluto interrompere la lettura ma ho scoperto il tema di fondo che è quello della scelta tra il progresso e la tradizione: lei tutta moderna e dall’altra parte il fidanzato che vuol fare il contadino. Ci ho trovato delle cose valide. Per esempio che "nella stalla niente si crea e niente si distrugge". Mi è sembrato bello l’incontro mancato dei due fratelli. Però non valeva la pena scrivere tutte queste pagine.

- E' il primo libro del GDL che non mi ha appassionato. Avevo letto il primo libro “Acciaio” sulla classe operaia e mi era piaciuto. Questo sembra costruito su stereotipi. La ragazza con famiglia disastrata che vuole fare la cantante, andare in televisione ecc. Il personaggio non pareva autentico. Però vado sempre fino in fondo. Non mi ha convinta, questo è la mia modesta opinione.

- E' il primo libro del GDL che non ho letto, mi sono fermata perché non mi sono piaciuti i personaggi. Mi ha fatto pensare ai fotoromanzi. E' un po' esagerato in tutto, non è credibile.

- Riprendo la parola fotoromanzo perché l’ho pensato anch’io. Magari l’autrice ha voluto usare questo stile per farci capire cosa succede nel consumismo, nella tv spazzatura. Ma da quel che dite sembra non esserci riuscita.

- Io l'ho trovato ripetitivo, con i personaggi descritti cinquanta mila volte nei loro difetti. Questi paesi magari potevano essere interessanti ma lei li ha descritti tante volte, è stata troppo precisa. E poi certe cose sono impossibili, non credibili, contrastano. L’invenzione non regge, la storia è molto costruita. Forse bastavano due cento cinquanta pagine. E’ un testo un po’ ripetitivo, come la pubblicità di Aiazzone. E poi non ho capito il significato del viaggio in America. Lui lascia Marina, si avvicina alla casa del fratello ma poi non si sa più niente del fratello. E Marina sembra che voglia comunque scappare dalle sue radici anche se le cerca. La storia del cervo morto l’ho trovato macabra, non l’ho capita. Non ci si può costruire pagine e pagine sul maltrattamento di questa bestia. Già a me non era piaciuto “Acciaio” ma questo libro ancora meno.

- Come se lei avesse firmato un contratto con la casa editrice

- L'ho trovato inconcludente il libro, mi è sembrato schizofrenico. Quel tentato suicidio con lo champagne mi è sembrato una roba ridicola. Il viaggio in America che non si è concluso... Poi il finale “Addio Marina”… Una stroncatura totale. Il passaggio che mi è piaciuto di più però è stato la descrizione del confine Stati-Uniti Messico.

- Se fosse stata una fiction avrebbero aggiunto la seconda parte.

- Non ho capito perché l’autrice scrive che Marina scompare, in che senso scompare? Questa volta non mi sono affezionata ai personaggi. Non mi ha lasciato proprio niente, bastavano duecento cinquanta pagine.

- Poteva suicidarsi, andare con quell’altro uomo, ma non so, mi è parso abbastanza cosi, confuso.

- Anch’io l'ho trovato abbastanza noioso però ho apprezzato le sue descrizioni. Lei è proprio un’amante della sua regione. I paesaggi del Piemonte mi hanno attratto. Tuttavia potevano uscire tante cose dal dramma di questa ragazza con questo tipo di famiglia. Ma non è venuto fuori niente.

-  E' per questo che i personaggi mi sono sembrati falsi.

-  Quando racconta del viaggio in America, l'ho interpretato come un riscatto nei confronti di Andrea, perché il fratello in fondo viveva in una periferia squallida. Andrea si è reso conto che il fratello viveva in un brutto posto in America. Ci stava essersene andato dall’America. Un riscatto. Magari l’America è dove allevi le tue mucche. In realtà l’ho divorato il romanzo. La descrizione della televisione, un po’ esasperate le situazioni. Volevo vedere se in qualche modo ne veniva fuori.

- Ma non spiega perché il fratello si era ridotto cosi…

- Questo libro arriva in un momento poco propizio, dopo il romanzo di Buzzati. Queste 520 pagine ti pongono in una certa condizione. Non posso dire che mi sia piaciuto, ma alla fine uno riflette su quello che ha letto. Io conosco abbastanza quella zona di cui lei parla. E’ caratterizzata dall’abbandono, si vedono fabbriche abbandonate, e dopo le due o le tre le valli vanno in ombra. E’ un po’ come se a loro mancasse la luce. Nelle descrizioni parla molto della luce. Hanno bisogno della luce nella loro vita dolorosa; non c’e n’è uno con una vita serena. Mi ha colpito lo sguardo che lei dà sui personaggi, non dà giudizi. Ha la capacità di osservare in un modo neutro. Lascia a noi decidere. Mi ha stupito la mancanza di accoglienza della società: quando Marina vive quel dramma nessuno gli dà aiuto, la gente è assente. Io invece vivo molto ben voluta dalla gente che mi circonda. Questo romanzo mette in evidenza come la società non sia di aiuto. Poi l'ho trovato bello il momento  in cui Andrea ha un incontro con il padre e si accorge di non odiarlo, e questo gli permette di affrontare la scelta della sua vita. Tutto sommato ci sono messaggi interessanti in questo libro.

- Ma lei giudica suo padre e sua madre!

- Credo che l’autrice si tiri in dietro nel raccontare la storia. Anche nelle descrizioni senti che non propende per l'uno o per l’altro. Permette al lettore di scegliere, al personaggio di agire, l’autrice non sceglie.

- Lei ha una tensione benevola nei confronti di Marina. Mi sembra abbastanza favorevole a Marina. Tutti i genitori sono cattivi in questo romanzo. Dei stereotipi. Questi personaggi mi sembrano fuori epoca.

- Io l’ho letto come Liliana, mi è sembrato che l’autrice volesse dare uno specchio di questa società che non sa prendere delle decisioni. Mentre con il romanzo “Acciaio” pensavo che non dovesse fare la scrittrice. Invece con questo bene. In fondo a voler ben vedere i genitori di Andrea sono stati dei buoni genitori, delle persone positive ma viste negativamente perché i giovani vivono una opposizione con i propri genitori. Questo Andrea che vuol uccidere il cane!

- Ma tu dimentichi che al compleanno del fratello gli regalano il cane e a Andrea dicono “quando sarai diventato bravo anche a te ti regaleremo….”

- Ma Andrea non faceva altro che provocare!

- Sì ma si comportava cosi perché era stato messo da parte come figlio.

- A me sembra un libro pieno di stereotipi, quell'altra giovane donna simpatica, che apprezza le stesse cose che ama lui, Andrea non la vede, e quella cosi diversa da lui la attrae. Lei Marina non avrebbe mai potuto vivere cosi con le mucche in campagna. Mi sembra inverosimile come storia. Un uomo di uno certo spessore come Andrea, come fa ad innamorarsi cosi?

- Io l’ho trovato eccessivo il libro. In tutto, nelle troppe pagine. Premetto che l’autrice deve avere avuto problemi con i suoi genitori. Non mi è piaciuto per tante cose che avete detto, però sono arrivata in fondo e sono andata a leggermi "Acciaio". Questa Marina fa le cose più impossibili, poi l'incontro tra i due fratelli che si salutano e che tagliano la corda. Ma era talmente eccessivo che ho continuato a leggere. Decadente, fastidioso. Un tonfo totale perché sotto non c’è niente. Cinquecento pagine povere di vocabolario. Fa queste dichiarazioni eccessive e poi niente, ad esempio dopo la grande nevicata quando Marina fa quindici kilometri lungo la strada….. Però mi sono fatto delle gran risate, era tutto cosi assurdo: ad esempio dopo il matrimonio l'autrice descrive lei Marina seduta con l'abito da sposa che guarda fuori, mentre lui munge...

- Volevo dirvi di queste due righe che mi hanno colpito: quando lei torna e lui la rifiuta. Gli toglie le chiavi e dice: “Siamo la stessa cosa, io e te siamo la stessa cosa”. Questo amore giovanile li ha legato tantissimo. Lei sa che l’unico che la ama è lui, e lei prova la stessa cosa per lui. Due ragazzi diversi ma accomunati. Loro sono due figli di famiglie disastrate, hanno un vissuto comune di famiglie senza amore nei loro confronti. La loro reazione si manifesta in due modi opposti: Andrea cerca di ritornare alle origini, di scavalcare la generazione del padre e arrivare al nonno per chiudersi in un guscio. Lei invece fa esattamente l’opposto, Marina era fatta per apparire, un animale da palcoscenico. Aggiungo a proposito della solidarietà sociale che qui manca totalmente. Mi ha colpito la manifestazione dentro il Centro commerciale per Cenerentola Rock che è pieno di gente. Esprime il disagio dei nostri giorni: il Centro Commerciale come centro di aggregazione. Mi ha fatto riflettere su Aiazzone, sul mondo della tv, le persone utilizzate fin che valgono poi abbandonate.

- Io non sono d’accordo, mi sembra che costruito apposta. Non a caso c’è il contraltare della ragazza che studia.

- Ma uno quando vuole costruire una storia o possiede un grande talento e scrive tante pagine, altrimenti non mi fai cinquecento pagine se non hai niente da dire!

- E' il carattere di questa gente del Val Cervo.

- Stavo pensando all’aforisma di Enrico tratto da questo romanzo: “Non è vero che l’unica cosa che conta è dove uno riesce ad arrivare. E’ vero il contrario: importa solo da dove uno proviene”


- Può darsi che avesse delle buone intenzioni però è stata eccessiva nel raccontare questa storia.

- E' stata banale.

- Ma Flavia ha trovato delle belle descrizioni.

- A me piace leggere quello che dice ai giovani, quando lei ringrazia i suoi amici che hanno ripopolato la valle. In quella zona ci sono state proprio le donne che spaccavano le pietre. La lettura è scorrevolissima. Guardo molte cose la sera in tv ma mi sono messa a leggere abbandonando il piccolo schermo. Mi è piaciuto quando lui dice che quella è la zona dove ha vissuto sua nonna. E’ il posto dove torneranno comunque. Lo trovo molto bello il fatto che si riconoscano nelle loro origini. Lei Marina aveva un talento comunque. Poi mi era piaciuto moltissimo una cosa che ha scritto “avvertì il profumo...". Cita Ungaretti, è tutto molto collegato. Usa una scrittura circolare, parte dal Cervo per finire con il Cervo.

-La vogliamo giudicare con la nostra mentalità questa Marina.

- Secondo me è stata affrontato in maniera superficiale la storia.

- Per esempio c’è il personaggio di Elsa che è uno stereotipo: la politica come rifugio dalle delusioni d’amore. L’argomento c’è ma è trattato male.

- So fare la differenza tra un libro leggero e un libro di spessore.

- Mi ha deluso meno di quanto mi aspettavo.

- Io avevo già un po’ di prevenzione.

- Ho pensato che strano il successo di questa autrice, come si fa ad arrivare al successo con dei libri cosi?

- Spesso succede che dopo il libro di successo quello successivo deluda.

- Sul "Corriere" di domenica c’è una pagina in cui quattro scrittori spiegano il loro modo di leggere.

- E' interessante perché sono lettori ma anche scrittori.

Roberto aggiunge: "di tanto in tanto inseriamo dei romanzi che sono stati letti da molte persone, per cosi dire dei “Best Sellers”, più popolari. Ma il nostro gruppo ha tanti strumenti culturali e quindi arriva a essere molto critico verso questi testi. Variamo molto nelle scelte.

- Se l’avessimo letto ogni una per conto proprio sarebbe stato dimenticato subito questo romanzo, ma così in gruppo è più arricchente.

- Anche un libro cosi serve: assaggi diverse pietanze, il tuo gusto si rafforza e apprezzi di più altri libri.

- La macchina infernale delle case editrici...

- A quando le "sfumature di grigio"?

Dopo tutti questi stimoli letterari andiamo in gruppo ad assaggiare le varie torte apprezzatissime, quindi non diciamo "dalle stelle alle stalle"... però dalla testa allo stomaco...

mc/

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