Per la nostra rubrica dei saggi n. 23 - Lilli Gruber: "Figlie dell’Islam. La rivoluzione pacifica delle donne musulmane", Rizzoli

Lilli Gruber
Figlie dell’Islam. La rivoluzione pacifica delle donne musulmane
Rizzol, 2007


di Enrico Sciarini

E’ un libro che rimane attuale pur dimostrando i suoi sette anni dalla prima pubblicazione. Nel frattempo nel mondo arabo sono avvenute molte cose, ma non è cambiato il modello di governo, né migliorata la vita dei popoli arabi anzi, è avvenuto il contrario. Tuttavia il libro della Gruber contiene molte riflessioni sue e di personalità del mondo arabo. Ricorda che “Le Mille e una notte cantano il trionfo della ragione sulla violenza”, ma purtroppo sono più di mille anni che questo canto rimane inascoltato. Le 343 pagine del libro della Gruber sono la raccolta di suoi colloqui avuti con personalità del mondo arabo, quando era deputata al Parlamento Europeo. I primi 8 capitoli sono dedicati all’Egitto, ancora guidato da Mubarak. Parla con l’ottantasettenne Gamal al-Banna, fratello del fondatore di “Fratellanza musulmana”. Il vecchio studioso cerca di dare risposte alla domanda fondamentale del perché l’islamismo non ha saputo offrire ai popoli arabi i successi politici ed economici dell’Europa cristiana. Gamal vede che si va incontro ad un cambiamento radicale, ma avverte: “Sarà anche un periodo di caos.” La Gruber insite molto nel mettere in rilievo la discriminazione femminile nell’Islam e cerca di individuarne i miglioramenti come quello auspicato dall’ex primo ministro Yemenita che ammette: “Lo sviluppo di una società senza l’intervento delle donne sarebbe totalmente squilibrato.” Più disastrosa la situazione nell’Arabia Saudita, dove vige la più conservatrice monarchia del mondo, dove c’è una polizia religiosa, i mutawwa, che commette soprusi pretendendo dai cittadini il massimo rispetto delle leggi coraniche. Per l’Islam religione e politica sono la stessa cosa, la Gruber azzarda anche scrivere che probabilmente sarebbe stata la stessa cosa per il cristianesimo se Gesù di Nazareth invece di predicare “Date a Cesare quel che è di Cesare e a Dio quel che è di Dio” avesse messo insieme le due cose, ossia: Dare a Cesare equivale dare a Dio e viceversa. Gli incontri della Gruber si spostano poi al confine con il Bahrein a scoprire la Aramco, la più grande compagnia petrolifera del mondo ed è anche l’occasione per fare alcune considerazioni su come si è evoluta la geografia politica in Medio Oriente. Un po’ più liberale il Qatar, piccolo Stato indipendente dal 1971 governato da un emirato aperto ai progressi nell’istruzione e nella cultura, dove a Doha è aperta la Città della Scienza  e ha sede la TV Al-Jazeera che utilizza tecnologie d’avanguardia e che guarda al futuro, quando gas e petrolio saranno finiti. L’opulenza maggiore l’ha scoperta nella Città Stato di Dubai, capitale della “megalomania architettonica” e paradiso fiscale. La rassegna nei Paesi Arabi prosegue in Iraq e in Turchia con interessanti capitoli meritevoli di lettura. Termina il suo viaggio in Marocco dove incontra la scrittrice sociologa Fatema Mernissi che le dice: “L’estremismo vuole negare il diritto alla differenza e per questo imbavaglia coloro che la incarnano: le donne.” Il viaggio, gli incontri con i governanti e le interviste sono stati fatti dalla Gruber in qualità di Presidente della delegazione europea per le relazione con gli Stati del Golfo.          

Nessun commento:

Posta un commento