Per il 170° incontro del 20 novembre 2014, il GdL ha letto e commentato "L'eleganza del riccio" di Muriel Barbery. Ospite la psicoterapeuta Ottavia Zerbi

Muriel Barbery
L'eleganza del riccio
edizioni e/o



INCIPIT
"Marx cambia completamente la mia visione del mondo" mi ha dichiarato questa mattina il giovane Pallières che di solito non mi rivolge nemmeno la parola.
Antoine Pallières, prospero erede di un'antica dinastia industriale, è il figlio di uno dei miei otto datori di lavoro. Ultimo ruttino dell'alta borghesia degli affari – la quale si riproduce unicamente per singulti decorosi e senza vizi –, era tuttavia raggiante per la sua scoperta e me la narrava di riflesso, senza sognarsi neppure che io potessi capirci qualche cosa. Che cosa possono capirci le masse lavoratrici dell'opera di Marx? La lettura è ardua, la lingua forbita, la prosa raffinata, la tesi complessa.
A questo punto, per poco non mi tradisco stupidamente. "Dovrebbe leggere L'ideologia tedesca" gli dico a quel cretino in montgomery verde bottiglia. Per capire Marx, e per capire perché ha torto, bisogna leggere L'ideologia tedesca. È lo zoccolo antropologico sul quale si erigeranno tutte le esortazioni per un mondo migliore e sul quale è imperniata una certezza capitale: gli uomini, che si dannano dietro ai desideri, dovrebbero attenersi invece ai proprio bisogni. In un mondo in cui la hybris del desiderio verrà imbavagliata potrà nascere un'organizzazione sociale nuova, purificata dalle lotte, dalle oppressioni e dalle gerarchie deleterie.
"Chi semina desiderio raccoglie oppressione" sono sul punto di mormorare, come se mi ascoltasse solo il mio gatto. Ma Antoine Pallières, a cui un ripugnante aborto di baffi non conferisce invece niente di felino, mi guarda, confuso dalle mie strane parole. Come sempre, mi salva l'incapacità del genere umano di credere ciò che manda in frantumi gli schemi di abitudini mentali meschine. Una portinaia non legge L'ideologia tedesca e di conseguenza non sarebbe affatto in grado di citare l'undicesima tesi su Feuerbach. Per giunta, una portinaia che legge Marx ha necessariamente mire sovversive ed è venduta a un diavolo chiamato sindacato. Che possa leggerlo per elevare il proprio spirito, poi, è un'assurdità che nessun borghese può concepire.
"Mi saluti tanto la sua mamma" borbotto chiudendogli la porta in faccia e sperando che la disfonia delle due frasi venga coperta dalla forza di pregiudizi millenari.

Muriel Barbery è nata nel 1969 a Casablanca. Docente di filosofia, insegna all’IUFM di Saint-Lô. L’eleganza del riccio è il suo secondo romanzo, pubblicato in Francia da Gallimard, in poco tempo ha scalato le classifiche, diventando un best-seller e vincendo numerosi premi tra cui il Prix Georges Brassens 2006, il Prix Rotary International 2007, e il Prix des libraires 2007.

Sarà ancora un incontro speciale, il prossimo! Come ormai consuetudine del mese di novembre, il gruppo di lettura converserà attorno a un romanzo (in questo caso "L'eleganza del riccio") a partire da alcuni spunti di riflessione su un tema di carattere psicologico che fornirà Ottavia Zerbi, psicoterapeuta. 


GDL incontro del 20/11/2014


Flavia e Roberto ci presentano gli ultimissimi appuntamenti, ovvero la mostra laboratorio Rosa Shocking, le conferenze e altri eventi culturali.
Dopodiché inizia la nostra serata speciale con Ottavia Zerbi, psicologa e psicoterapeuta. Per Ottavia novembre non è novembre se non viene qui a parlare con noi. Questa sera si scusa perché ha portato qui il suo piccolo che ha solo sei mesi. Per fortuna c'è il papà che si occuperà di lui, con un orecchio al GDL e un occhio al bébé. Ma il bébé sarà esemplare! Non l'abbiamo sentito. Possiamo quindi parlare insieme di "Lenti cambia-menti": cambiamenti, cambia mente... commentando "L'eleganza del riccio" di Muriel Barbery.

Ottavia è felice di poter commentare con noi questo libro. L'aveva già letto e gli era piaciuto molto già all'epoca per le incursioni nei temi filosofici che la affascinano, e per le tematiche psicologiche di sottofondo: sul finale, trattava della tematica dei cambiamenti con la quale ho che fare tutti i giorni con i miei pazienti. Enza diceva che siccome la nostra riunione di questa sera si svolge in un'altra stanza del Centro Civico lei è andata in tilt, è disorientata. Cambiamenti...

 Ottavia inizia chiedendoci se ci aspettavamo di vedere la protagonista morire, e che impressione ci ha lasciato:
- è deludente.
- io ci sono rimasto molto male però ho pensato che è perché la scrittrice non sapeva più come finire la storia....
- la paura della protagonista ha che fare con sua sorella morta che aveva tentato di cambiare la propria vita. Il destino sembra accanirsi per non permettere il cambiamento. Triste.
- nell'approssimarsi della fine del libro mi immaginavo i possibili finali della storia e non avevo pensato all' incidente. Mi è sembrato quasi inevitabile però.
- io avevo visto il film poi ho letto il libro. A me piace il finale così.
- un po' da Cenerentola.
- la bambina dice che si suiciderà il giorno del suo compleanno... E poi dopo la morte della portinaia la ragazza ha ripreso a vivere.

Ottavia ritiene che è il senso che voleva dare l'autrice ma sa di magra consolazione. Così si è preparato il cambiamento e la ragazzina può decidere di cambiare.
Spiega che abbiamo tutti provato come primo impatto una sensazione di delusione di fronte a questo finale inaspettato anche se dopo possiamo riflettere sul significato.  Il pensare alla morte come finale non è così scontato. E' l'evento improvviso e cruente che lascia una sensazione di stupore e di tristezza, di pesantezza.
Quando ha letto il libro per la prima volta ha pensato ai suoi pazienti i quali molto intelligentemente sono da me perché sono convinti che cambiare sia una fregatura: non sai cosa trovi quando cambi, mentre mal che vada stai male di un male che conosci. Con le nostre paure, fobie, dolori ci giochiamo, invece cambiare e stare bene è difficile, pericoloso, è una strada nuova. La morte di Renée Le ha fatto pensare alle persone che non vogliono cambiare. Quando Renée decide un grosso cambiamento nella sua vita è perché arriva questo uomo giapponese che gli dice che è diversa da quello che vuol fare vedere e che può piacere a qualcuno, e anche Paloma glielo dice. Renée sa di quella sua parte di sé nascosta al mondo. Si concede di dare spazio a quella parte e muore. Chi di noi può giurare a un altro essere umano che non gli succederà nulla se cambia? Non posso prometterlo come terapeuta. Nessuno la può dare a nessuno questa certezza. E quindi come mai possiamo affermare che cambiare sia una buona cosa?
- il cambiamento è l'essenza della vita: ci adattiamo e dimentichiamo che la vita è cambiamento. Bisogna essere sempre pronti a cambiare. Il cambiamento è quando si mette un punto, quando si gira pagina. La morte è il più grande dei cambiamenti. La vita è come il mare, da calmo passa a mosso, in effetti è abbastanza vero.

Ottavia: il mare cambia o non cambia? Abbiamo un'attitudine al cambiamento e un'attitudine alla sicurezza, al controllo. Abbiamo bisogno di entrambi le parti. Senza cambiamento si è morti anche se vivi. Ma se cambiamo troppo spesso ci perdiamo. Abbiamo anche bisogno di ritmi, di cose che si ripetono. Anche nel bambino è molto importante la circolarità ricorsiva: riti, ripetizioni di azioni che fanno capire, che danno un significato, un senso di sicurezza. Se c'è troppo dell'uno o dell'altro c'è squilibrio.
- ogni uno di noi affronta dei cambiamenti

Ottavia: ci sono due tipi di cambiamenti, quale cambia la mente e quale no?
- il cambiamento di Renée è una trasformazione. Sembra che il giapponese colga il suo intimo. La scena che mi ha colpito è quando escono per cena, lei tutta imbellettata e la gente non la riconosce. Questa è la parte che mi ha colpito di più:  Lei ci rimane molto male perché nessuno la riconosce. Ma è perché non l'hanno mai vista vestita così. Mi è piaciuto molto questo passaggio. Tanto che Paloma dice a sua mamma "io da grande voglio fare la portinaia".
- Renée non ha fatto fatica a cambiare: si è lasciata convincere da lui, il giapponese. Come se il cambiamento
se lo aspettasse . Io mi dicevo: il cambiamento in meglio lo accetti, altrimenti non so se è ben accetto. Chi non lo accetta il cambiamento se è in meglio?
- sposarsi è un cambiamento?
- è un progetto lo sposarsi.
- è bello mettere una ragazzina accanto a una quarantenne.

 
Ottavia: per un bambino è più naturale adattarsi al cambiamento. Però a cinque anni come a cinquant'anni tutto sta nell'equilibrio che abbiamo dentro, quanta energia psichica abbiamo dentro. Non sempre il cambiamento è positivo per chi è in uno stato di sofferenza interiore, anche se si tratta di cambiamenti in meglio. E a volte anche quelli negativi possono portare qualcosa di buono.
- a me pare non sia cambiata lei, ha incontrato una persona con la capacità di tirar fuori quello che lei aveva dentro.
- a me sembra che i cambiamenti di Renée e di Paloma siano diversi: Paloma comincia a capire di più gli altri, è un cambiamento lento, di tanti piccoli passi. Renée ha un cambiamento esteriore molto evidente. E' qualcosa che vedi come un grosso cambiamento ma preceduto da piccoli passi che hanno contribuito.

 
Ottavia concorda: a volte ci sono cambiamenti improvvisi che non possiamo gestire né lavorarci su. Ma quelli quotidiani e continui nella nostra vita se non hanno un tempo di preparazione sufficiente sono sempre mal accolti, mentre quelli che riusciamo a preparare, a pensare ci fanno stare bene. Anche se repentini ma costruiti hanno base solida, ci danno un senso di identità di quello che possiamo fare. Nel libro in realtà lei muore perché non ha veramente preparato il cambiamento. Lei viene vista dal giapponese per quello che è veramente. Ma lei era anche una portinaia da cinquant'anni....Cambiare velocemente la pettinatura non l'ha preparata al cambiamento. Freud direbbe che il suo inconscio la fa finire sotto la macchina. Non era pronta a questo cambiamento.
- io sto vivendo un cambiamento in questo momento: non avevo colto questo aspetto del libro. Però chiedo a Lei Ottavia se non esistono due tipi di cambiamenti: quello di tipo materiale (tutto è dinamico nell'universo). E c'è la dimensione psicologica del cambiamento. Come conciliare i due?

Ottavia: finché sono materiali e che non li interiorizziamo non c'è cambiamento.
- esempio: il trauma quando è arrivato il computer nei posti di lavoro. Alcune persone sono entrate in crisi totale.

Ottavia risponde: quello che conta è il tempo che noi ci diamo per affrontare il cambiamento: prepararsi mentalmente. Renée non ha avuto tempo per pensare se desiderava davvero questo cambiamento. Paloma ha il tempo di pensarsi anche diversa di come è adesso. Il suo desiderio di suicidio, di dare fuoco alla casa non è strettamente legato a quello che lei è nel profondo, tanto è che si mette a osservare il mondo con pensieri profondi. Il vero suicida non pensa al mondo, non osserva come è.
- come si reagisce al cambiamento dipende dal proprio DNA. Mi sono piaciute molto le riflessioni accompagnate alla malattia, alla morte, molto istruttive.
- il libro mi ha irritato in alcuni passaggi: le resistenze di questa donna sono enormi: infatti riesce ad aprirsi solo con chi sente simile a sé (Ozo, Paloma, il cameriere, l'ex tossico dipendente...). Questa è una donna di 54 anni che si è costruita i suoi aculei e nel momento in cui si apre alla possibilità di una vita diversa cerca di avvicinarsi a chi è uguale a sé (difficoltà di avvicinarsi a chi è diverso da sé).

 
Ottavia: questo libro proponeva milioni di spunti.
- non è riuscita l'autrice a uscire dalla immedesimazione con Renée, ci ha messo la sua filosofia. Non è congeniale al personaggio.

Ottavia commenta: non cambiamo mai veramente, questo è un bel argomento, molto complesso. Possiamo cambiare ma non radicalmente. Non a causa della genetica, ci sono studi che dimostrano che si riesce a cambiare la genetica con le medicine, la psicoterapie ecc. Il problema è cosa vuol dire cambiare? Conoscendo i nostri desideri profondi, le nostre paure possiamo cambiare qualcosa. Non possiamo restare rigidi altrimenti moriremmo. E' un equilibrio tra diverse parti di noi.
- i cambiamenti di cui si è parlato riguardano la persona stessa o gli avvenimenti? Ma ha molta importanza con chi abbiamo che fare. Renée cambia per via di una persona che la influenza. Se uno è molto debole viene cambiato. C'è chi domina e chi subisce nei cambiamenti.

Ottavia: certamente le relazioni hanno un grosso potere su di noi. E' il volerlo fare che permette il cambiamento. Renée non ce la fa a superare questo muro del suo stile di vita.
- la vedo più come una fatalità la sua fine. Forse l'autrice non sapeva come venire fuori dalla storia.
- per me il positivo del cambiamento è che ti permette di metterti in gioco, scopri delle risorse che non sapevi di avere.

Ottavia: può avvenire per via di tante cose il cambiamento. Di sicuro è necessario disporre di energia psicologica.
- è soprattutto sofferenza, inadeguatezza. Quando avverti fortemente lo squilibrio tra le due parti, è una sofferenza. tu cambi ma non hai nemmeno la consapevolezza del cambiamento. Essere non adeguata alla società, ti vedi non adatta.

Ottavia: la sofferenza è un tema centrale del cambiamento. Ma ci dà l'opportunità di pensare.
- lei ha 54 anni ma più di tanto non voleva cambiare. Era trattenuta da sé stessa.
- prima è stato detto che lei ha riscoperto qualcuno che l'aveva vista nel profondo. C'è la sua amica Manuela che la capiva, ma non basta una amicizia.
- io l'ho riletto e mi sono fermata a metà perché lei mi è antipatica come persona. Acida. Ma è un giudizio mio. Quando lei muore, i pensieri passano su tutto un altro livello, all'inizio lei è molto lucida sulla sua mente, anche la bambina. Il cambiamento sono le ultime pagine quando muore, lei è molto più calda, dolce. Una parte del cuore parla. "Avevo incontrato l'altro ed ero pronta ad amare". Se si guarda solo chi è simile a noi è un deserto.

Ottavia: è molto interessante questo spunto. Renée sarebbe stata la stessa sia nella versione di portinaia un po' snob, sia nella versione di donna amata. Solo con la morte quando non c'è più niente da perdere cambia qualcosa. Tornando ai pazienti, come terapeuta proporrei di non arrivare proprio alla morte. Si sente che c'è questo astio verso qualcosa.
- a me non è piaciuto qualche anno fa. Non l'ho riletto più adesso. Mi danno fastidio queste elucubrazioni, a questo punto prendo un libro di filosofia e stop. Non è un libro scritto bene.
- un po' troppo costruito.

Ottavia: sì. Ci sono critiche snob alla figura dello psicologo, intellettuale. Battute poco carine, Paloma dice "questi psicologi a cui piace giocare con le parole". Mi hanno fatto ridere queste incursioni.
- confesso: io non sono una lettrice forte ma l'ho letto e ho iniziato con una Renée e me ne vado con un'altra. Io di Paloma non ho voluto leggere, leggevo solo di Renée. Ho letto tutto tranne Paloma.
- confesso la mia invidia, magari io riuscissi a scrivere anche un solo libro come lei.... che vive in Giappone
- ogni uno di noi ha un ruolo nella vita. C'è un momento che ti spinge al cambiamento che è stimolante, positivo o negativo. Come superi questo momento ti dà energia, coraggio. Niente è sempre uguale ma c'è qualcosa che a volte ti fa scoprire una persona in un modo diverso.

 
Ottavia: ci sono i modi e possibilità di cambiare in modo più profondo. Si può cambiare nel modo di rapportarsi agli altri, con sé stessi. Siamo in relazione e spesso le relazioni in cui siamo non sono contente del modo in cui siamo. Le persone preferiscono che non cambiamo. Dato che devono cambiare anche loro i modi di considerare noi e loro stessi.
- il cambiamento esiste ed è comunque positivo se tu hai la capacità di studiarlo, di capire cosa ha provocato dentro di te. Ma ben diversa è l'energia che puoi dare. Mi è capitato di pensare: "che forza ho avuto, sono riuscita a superare quella cosa lì".

 
Ottavia: sfondi una porta aperta. Se non siamo capaci di leggere noi stessi non cambiamo. Il vero cambiamento è possibile solo con l'introspezione. Finché la nostra mente non dà un significato alle cose del mondo non esistono.
Vi leggerei un pezzo significativo pag. 82. Quando Renée e la sua amica bevono il tè stranamente al mattino, fuori dall’orario rituale….

 
Termina qui il nostro incontro di questa sera, ci precipitiamo verso le torte e bevande, Ottavia torna dal suo bambino esemplare e il bravo papà può riabbracciare la moglie.

 Marianne per GDL

 

Un pomeriggio con Matilde

Il Gdl ha il piacere di segnalare un appuntamento culturale che si svolgerà a Segrate: un pomeriggio di letture di aforismi con Matilde (componente del nostro Gruppo di Lettura) giovedì 13 novembre 2014, alle ore 15.00, presso il Teatro della Chiesa di Sant'Ambrogio a Segrate (MI).

L'ingresso è libero e tutti saranno i benvenuti!!!