Per la nostra rubrica dei saggi n. 22 - Jared Diamond: "Armi, acciaio e malattie", Einaudi


di Enrico Sciarini

Jared Diamond, membro dell’Accademia delle Scienze degli Stati Uniti, ha scritto questo libro nel 1997, in Italia è stato pubblicato l’anno dopo e fu in quell’anno che lo lessi e rimane tuttora uno dei più belli e interessanti che abbia letti. Nato nel 1937, Diamond ha vissuto molti anni in Papua Nuova Guinea per studiare usi e costumi delle tribù che sino alla metà del secolo scorso vivevano ancora in modo primitivo. Con il suo libro si propone di rispondere ad una semplice domanda postagli da abitante dell’isola: “Come mai voi bianchi avete così tante cose e noi così poche?” Prima di rispondere Diamond evita l’errore frequente di confondere la spiegazione con la giustificazione. La sua risposta vuole essere una spiegazione, quindi elimina innanzitutto il preconcetto che un alto quoziente d’intelligenza sia prerogativa degli euroasiatici. Poi sintetizza la risposta in questo modo: “I destini dei popoli sono così diversi a causa delle differenze ambientali e non biologiche tra i popoli medesimi.” Per spiegare la risposta risale  alle origini, tredicimila anni fa quando ci fu il passaggio da uomini cacciatori/raccoglitori a quello di agricoltori. Lo sviluppo diverso dell’agricoltura dipese solo dalle diverse risorse disponibili. C’erano trentadue specie coltivabili nella “Mezzaluna fertile” del Medio Oriente rispetto a sole due o tre in altre parti della Terra. Anche gli animali addomesticabili erano più numerosi in Euroasia che in altre parti del mondo; capre, suini, equini erano del tutto assenti nel continente americano. Lo sviluppo avvenne quindi principalmente sull’asse est/ovest dell’emisfero settentrionale. L’agricoltura e l’allevamento creò le condizioni per il formarsi di comunità stabili con una organizzazione sociale fondata su città e Stati. Creò inoltre lo sviluppo del commercio e dell’artigianato. Quest’ultimo ha dato un contributo determinante alla diffusione di utensili e di armi (sviluppo tecnologico), che consentì anche all’interno dell’Euroasia la supremazia di alcuni popoli su altri tecnologicamente più arretrati. E soprattutto consentì di colonizzare territori in tre continenti, poi,  con il pretesto di esportare civiltà si esportarono anche malattie contagiose che hanno distrutto intere popolazioni. Diamond si pone lui stesso la domanda: “Come sono nati gli Stati?” Al contrario di Aristotele e di Rousseau che ne davano una sola ragione, per  il primo erano nati spontaneamente, per Rousseau in seguito ad un contratto sociale. Di ragioni Diamond ne espone invece quattro: -la soluzione dei conflitti; -la gestione delle decisioni; -la gestione dell’economia; - l’utilizzo del territorio. Infine l’Autore nutre la speranza che lo studio della Storia possa diventare una scienza. Con lo studio scientifico della Storia pensa che si potrebbe far capire cosa ha determinato il mondo attuale e come potrebbe diventare in futuro.

Nessun commento:

Posta un commento