Per il 166° incontro del 31 luglio 2014, il GdL ha letto e commentato "Microcosmi" di Claudio Magris

Claudio Magris
Microcosmi
Garzanti, 1997


INCIPIT
Le maschere stanno in alto, sopra il bancone di legno nero intarsiato, che proviene dalla rinomata falegnameria Cante - rinomata almeno un tempo, ma al Caffè San Marco le insegne onorate e la fama durano un po' di più; anche quella di chi, quale unico titolo per essere ricordato, può accampare soltanto - ma non è poco – il fatto di aver passato degli anni a quei tavolini di marmo dalla gamba di ghisa, che finisce in un piedestallo poggiato su zampe di leone, e di aver detto ogni tanto la sua sulla giusta pressione della birra e sull'universo.

CLAUDIO MAGRIS
Docente di letteratura tedesca all'università di Trieste, collabora al Corriere della Sera. Ha contribuito, con numerosi studi, a diffondere in Italia la conoscenza della cultura mitteleuropea e della letteratura del mito absburgico: Il mito absburgico nella letteratura austriaca moderna (1963), Lontano da dove. Joseph Roth e la tradizione ebraico-orientale (1971), Itaca e oltre (1982), L'anello di Clarisse (1984), Danubio (1986), libro di viaggio e itinerario culturale a un tempo, che ha conquistato il successo del grande pubblico. Nel 1999  stato pubblicato Utopia e disincanto, ampia raccolta dei saggi di argomento non solo letterario. Magris è anche autore di testi narrativi: Illazioni su una sciabola (1984), Un altro mare (1991), Microcosmi (1997, premio Strega), affascinante viaggio alla scoperta dell'immenso e dell'universale racchiusi nei luoghi di una geografia spazialmente circoscritta e personalmente rivissuta. Da ricordare anche il saggio, scritto in collaborazione con Angelo Ara, Trieste. Una identità di frontiera (1987), affettuoso omaggio alla propria città natale, e il testo teatrale Stadelmann (1988).
(Notizie tratte dalla Garzantina di Letteratura)

IL RESOCONTO DELL'INCONTRO

"Microcosmi" di Claudio Magris. Roberto e Marcela hanno predisposto le sedie, Dina si è occupata del tavolo del rinfresco, Emanuela è ora dietro al banco prestiti pronta a organizzare le restituzioni, le lettrici e i lettori cominciano a arrivare, sorrisi, saluti, qualche convenevolo, c'è chi porta dei biscotti, qualcuno ha preparato un semifreddo e chiede se ci sia un frigo, un'altra regala una bottiglia per il brindisi finale, e poi compare una nuova partecipante con un largo sorriso che spalanca il cuore e la mente di noi tutti. E si comincia, in circolo, eccoci. Comincia il 166° incontro.
E' con un applauso, come facciamo di solito, che inziamo. Un applauso alla nuova arrivata, a cui il coordinatore Roberto spiega in due parole il funzionamento del gruppo. Ed è sempre Roberto a spalmare, nei minuti successivi, informazioni sul blog e sulle prossime date del calendario, a dire due parole sul prossimo romanzo scelto ("Intervista col vampiro"), e a spendere altrettante due parole per quello successivo ancora ("Le piccole virtù"). 


Ci propone un "gioco" mentre leggeremo il prossimo romanzo "Intervista col vampiro": quello dei segnalibri. Distribuisce 4 seganlibri da inserire (se lo si vorrà) nel libro, durante la lettura. Il primo lo si inserirà la prima volta che si interromperà la lettura; il secondo quando si capisce che è il momento in cui si continuerà a leggere il romanzo; il terzo nel momento in cui l'interesse magari scema un po'; e l'ultimo segnalibro nell'ultima pagina letta che potrà coincidere con l'ultima pagina del libro oppure troverà posto nella pagina in cui il libro sarà interrotto.


E poi si comincia a commentare. Purtroppo non c'è Marianne che prende nota dei commenti, per poi farne un resoconto: la postazione del pc è vuota, ma prontamente Emanuela interviene: ci penserà lei e insieme con Roberto che prenderà appunti, stileranno il resconto finale.
E' ormai consuetudine che un nostro partecipante introduca i commenti con degli aformismi. E infatti ci propone un aforisma sui microcosmi, e ci informa, poi, che recentemente su rai 5 nel programma "in Onda" c'è stata una intervista di Ravasi con Magris. Si prendono appunti per andare a rivedere la puntata.


Una lettrice rompe il ghiaccio, e ci propone il suo punto di vista su "Microcosmi", e ci dice che per il lei la lettura di ogni singola parte procedeva in questo modo: speditamente, ma subito dopo arrivava qualcosa che faceva rallentare la lettura, una specie di "stop and go". All'apparenza la lettura era facile, ma subito dopo ci si accorgeva di no. Ogni racconto manifestava passione, ma subito dopo subentrava questa specie di rallentamento o di stanchezza che faceva un po' perdere il filo. Moltissime, sempre secondo questa lettrice, le implicazioni suggerite dalla lettura, soprattutto quando descrive il caffè San Marco: implicazioni storiche e culturali. Una scrittura intrigante che non può essere quella di un libro per le vacanze. Ha saltato alcune parti, come, a esempio, "Il giardino": troppe le descrizioni dettagliate dei luoghi fisici. La intrigavano di più le descrizioni dei fatti e dei personaggi. E conclude dicendo che è un periodo - questo - in cui Trieste torna continuamente nella sua vita.



C'è allora chi suggerisce una gita del GdL a Trieste, e subito dopo, tornando al romanzo, dice che le è piaciuto moltissimo, sebbene avesse trovato un po' difficile alcune parti: quelle geografiche e quelle filosofiche. Inoltre ha trovato nel romanzo molte metafore, molti aspetti poetici, e molti temi che si ripropongono. La scrittura è molto gradevole e mai ripetitiva.

Interviene un'altra lettrice, partendo da Trieste e facendo un riferimento del tutto personale. Ci racconta che per le lei Trieste per molto tempo non era la città, ma una zia. Aveva, infatti, una zia, Triestina, il cui nome le venne dato dal nonno che aveva combattuto sul Carso. La lettrice prosegue dicendoci che del libro ha apprezzato Trieste e i triestini ("forse è la bora che li rende così speciali?"). Ma soprattutto ciò che le è piaciuta è stata la parte sulla Laguna. E' proprio così, ci racconta, la laguna descritta da Magris è la laguna che anche lei ha visitato, luoghi fantastici immersi in un silenzio assoluto, abbandonati con questi casotti che oggi sono usati come case di campagna. Continua a dirci che il romanzo l'ha fatta riflettere sul tema dei confini: ogni piccolo mondo ha il suo confine, e così il caffè e la laguna. Anche le altre località sono racchiuse in un confine.

Un'altra lettrice concorda sulla scrittura intensa, difficile ma che spesso diventa poesia. Ha fatto fatica a leggere tutti i racconti in successione e le mancava il "discorso narrativo". Scrittura forbita e dotata di musicalità. Da assaggiare a piccole dosi. Non parla mai in prima persona.




Interviene, a questo punto, un'altra lettrice dicendo che considera "fredda" la scrittura di Magris: le sembrava di assistere ad una lezione universitaria, trovando così il romanzo un pò accademico. Dicendo che Magris si serve di periodi molto lunghi, la lettrice ha riconosciuto, però, che nonostante questo non ci si sentiva mai dispersi: l'autore, infatti, dopo molte digressioni (forse necessarie) ritorna sempre a riannodare le fila.

E' vero, interviene una lettrice che aveva parlato poco prima: Magris alterna a momenti in cui la scrittura è più fredda ("forse perché c'è l'influsso del suo essere un professore di germanistica"), brani nei quali lui stesso ci fa capire essere più coinvolto.

Forse è il fatto di non usare mai la prima persona che lo rende aurtobiografico ma con distacco, interviene una lettrice.

E un'altra: nel racconto "Nevoso" Magris sembra più coinvolto che in altre parti del libro.




Interviene, quindi, un'altra partecipante dicendoci che il romanzo le è piaciuto moltissimo e, inoltre, durante la lettura, è andata a vedere tutti luoghi citati nel libro. La lettura - però - è stata anche un pò faticosa per la difficoltà dei temi trattati ma considera Magris un grande scrittore. L'ha riletto per recuperare alcuni aspetti che le erano sfuggiti.

Un'altra lettrice dice al gruppo che ha molto apprezzato questo romanzo, in particolare ha invidiato a Magris il suo sguardo amoroso sul Friul: solo se ami una terra metti insieme l'ambiente, le persone e gli animali. perchè nel libro un ruolo lo hanno anche loro, gli animali. Secondo lei, continua a dirci, Magris è un cantastorie per adulti. Ti fa cresecere perchè entri nell'ambiente e ne deventi parte. Dimostra di conoscere a fondo tutto l'ambiente di cui parla. E' poi molto poetico nelle sue descrizioni. E aggiunge. "Io non conosco così a fondo Segrate: certo, potrei parlare  della Biblioteca..., ma della mia città che cosa so?" E ci ricorda l'indimenticabile nostro Luigi (il fondatore e coordinatore del nostro gruppo, mancato due anni fa...), lo ricorda perché Luigi voleva scrivere la storia di Segrate attraverso i ricordi delle persone anziane: non ha proceduto in qualche modo così anche Magris, raccogliendo le storie orali di alcune persone per parlare dei luoghi? Inoltre, questa stessa lettrice ci ricorda che nel libro Magris dice a pag. 111 parlando di Carolini, che la correttezza della lingua è la premessa della correttezza morale e ciò che ti fa raggiungere la verità. E così, conclude la nostra lettrice, Magris, con la lingua, restituisce una verità.

Interviene un altro lettore stupendosi di tanti giudizi positivi espressi dalle donne. Gli è piaciuto quando parla del Piemonte e, in particolare, di quando descrive la figura del magistrato (p.145) che potrebbe essere il Settembrini di Thomas Mann. Emergono nei racconti tanti spunti storici che dai più non sono conosciuti, a esempio l'isola nel nord dell'adriatico dove erano stati confinati e trucidati gli avversari di Tito.

Un'altra lettrice cita ancora Luigi: "Luigi sosteneva che si imparano più cose storiche da un romanzo piuttosto che da un saggio."



Un grande momento di tenerezza nel gruppo c'è stato quando un lettore ci ha detto che ha scritto a Magris per comunicargli che stavamo leggendo il suo libro e questa missiva l'ha inviata al Corriere della Sera. Sarebbe bello invitarlo al gruppo di lettura, si è allora detto quasi in coro...

Roberto suggerisce di leggere il romanzo della moglie di Magris, Marisa Madieri, che ha scritto un bellissimo romanzo intitolato Verde acqua



Ancora qualche altro commento, qualche altro punto di vista, mentre le stelle ormai punteggiavano, luminose, nel cielo ormai blu scuro, blu notte. L'estate era nel pieno del suo vigore. Al termine dell'incontro il gruppo ha regalato un libro alla nuova partecipante, firmato da tutti, e tra un biscotto, una fetta di semi freddo, si è fatto un brindisi finale. Emanuela e Roberto ai prestiti, poi i saluti di tutti, le sedie sono state ricollocate al loro posto, le luci si sono spente e nel centro civico i libri, nella notte, hanno forse ancora continuato il dialogo tra loro con "Microcosmi"...

Arrivederci al 167° incontro per conversare del romanzo "Intervista col vampiro" di Anne Rice.

Resconto a cura di Emanuela e Roberto

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