Per la nostra rubrica dei saggi n. 20 - Richard Stallman: "Software libero. Pensiero libero" / Lawrence Lessig: "Cultura libera" / Giovanni Ziccardi: "L'ultimo hacker"







 
Per trattare un argomento di attualità quale è lo sviluppo dell’informatica, proposto sotto un aspetto che include i diritti d’autore di ogni genere, mi sono impegnato nella lettura di tre diversi libri scritti da altrettanti esperti informatici. Il primo è una raccolta di conferenze di uno dei massimi esperti programmatori, Richard Stallman. Il secondo è un ebook disponibile in rete dal titolo “Cultura libera”, scritto da Lawrence Lessig. Il terzo è un romanzo giallo dal titolo “L’ultimo hacker” scritto da Giovanni Ziccardi per mettere in evidenza quanto sia possibile fare con la tecnologia informatica.
Tutti e tre gli Autori fanno parte di quella schiera di esperti che da oltre quindici anni si battono per l’abolizione del diritto d’autore e il libero utilizzo del codice sorgente che è l’algoritmo base dal quale si sviluppano i programmi dei computer. “Software libero” non è un libro di facile lettura dal quale però emergono chiaramente alcuni concetti fondamentali sulla libertà. Alla “proprietà intellettuale” Stallman contrappone la “libertà intellettuale”. Tale libertà permetterebbe tra l’altro una maggiore divulgazione della scienza. Il libro di Lessig è stato ispirato dal lavoro di Stallman e dalla sua fondazione “software libero”. E’ molto più leggibile e ricco di interessanti avvenimenti che dimostrano quanto, già nel recente passato, la legislazione riguardante i diritti di proprietà, quello d’autore e quello sulla brevettabilità  abbia subìto considerevoli  modifiche. Sono stati infatti eliminati paradossi che esistevano all’inizio del secolo ventesimo, come quello americano secondo il quale la proprietà di un terreno non concerneva unicamente il suolo, ma anche lo spazio al di sopra di esso. Tale assurdo diritto venne tolto solo nel 1945. Giovanni Ziccardi, partendo da un caso di pedofilia, dimostra quanto siano vulnerabili le apparecchiature, comprese quelle mediche, che si avvalgono di tecnologie informatiche. Urgono, secondo i tre autori, nuove regole per la proprietà intellettuale; nessuno di loro nega il diritto di un inventore, di uno scrittore o di un musicista a trarre vantaggi economici dal proprio lavoro, chiedono però nuove regole internazionali, soprattutto per quanto concerne l’informatica. “Cultura libera, scrive Lessig, non significa cultura gratuita: una cultura senza proprietà, in cui gli ideatori non ricevono un compenso, è anarchia, non libertà … non bisogna però cadere nell’estremismo dei diritti di proprietà.” Il più accanito sostenitore della libertà intellettuale è Richard Stallman; se ne occupa da quando nel 1983 ha dato l’avvio al progetto GNU: un sistema operativo che utilizza esclusivamente software libero.

di Enrico Sciarini

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