Per il 164° incontro del 19 giugno 2014, il GdL ha letto e commentato "Una cosa da nulla" di Mark Haddon

Mark Haddon
Una cosa da nulla
Einaudi


INCIPIT
Incominciò mentre George si stava provando un vestito nero da Allders, la settimana prima del funerale di Bob Green.
Non era stata la prospettiva del funerale a metterlo in subbuglio. Né la morte di Bob. A essere sincero, aveva sempre trovato un po' pesante la bonarietà cameratesca di Bob, e sotto sotto si sentiva sollevato di non dover più giocare a squash. Inoltre il modo in cui era morto Bob (un attacco di cuore mentre guardava alla televisione la regata Oxford-Cambridge) era stranamente rassicurante. Susan era tornata da casa di sua sorella e lo aveva trovato lungo disteso al centro della stanza, con una mano sugli occhi e un'aria talmente placida da farle pensare lì per lì che stesse facendo un sonnellino.

 
Mark Haddon è nato nel 1963. Vive a Oxford. Ha scritto e illustrato libri per ragazzi. Ha lavorato per la televisione e per la radio. Presso Einaudi sono usciti i romanzi Lo strano caso del cane ucciso a mezzanotte (2003), Una cosa da nulla (2006), Boom! (2009 e 2011) e La casa rossa (2012), nonché la raccolta di poesie Il cavallo parlante e la ragazza triste e il villaggio sotto il mare (2005). 

Commenti GDL 19.06.2014:

Dopo una breve introduzione per ricordare i prossimi appuntamenti culturali, partono i nostri commenti su questo romanzo:

-  Io aspetto di sentire i vostri commenti per sapere se continuare o meno il libro...
-  Sì, mi è piaciuto il libro. Descrive una tipica famiglia inglese, il capo famiglia è sempre sulle sue, introverso e tiene molto alla forma, all'apparenza. Lui ha questi due figli, la figlia di spirito libero e il figlio omosessuale. Il matrimonio della figlia lo manda fuori di testa, non era pronto. Il padre è il personaggio che mi è piaciuto di più. La moglie ha preso i suoi momenti di libertà fuori da questa routine. E' un libro molto ironico, divertente. Secondo me però i personaggi maschili hanno la meglio rispetto a quelli femminili. Le femmine sono messe in cattiva luce nel racconto. Anche se alla fine la figlia è un personaggio positivo...  Il ragazzo anche lui bravo ragazzo. Non so cosa abbia voluto dire in questo libro l'autore. Non è dispiaciuto tutto sommato.
- Secondo me la domanda più giusta è: "cosa ha voluto dire l'autore?".  Il titolo del libro "Una cosa da nulla" può riferirsi al padre che ha il timore di morire di tumore; poi aver fatto tutto quello che ha fatto per un semplice eczema, non ne valeva la pena. E' un libro prolisso, ci sono tante scene che ho scorso senza approfondirle perché non attinenti al racconto. Alla fine ogni avvenimento diventa tragico, la figlia che non si sposa più, ecc.. Che cosa voleva dire?
- A me è piaciuto molto, è un libro ironico, divertente, prende in giro questa famiglia che nasconde tutta una serie di cose che non devono trapelare. Lui il padre grosso, sempliciotto però buono non fa una gran bella figura. Ci sono cose che devono rimanere nascoste. E questa sua ossessione, a volte divertente, con le sue paranoie assurde, mi sono chiesta quando poi si risolve: con un bel cazzotto al rivale. Si risolve lì. Lui  che teoricamente non sapeva niente delle infedeltà della moglie (certe volte non vogliamo sapere, non vogliamo capire per non soffrire) il suo problema si risolve quando lui colpisce l'amante della moglie, quando esprime la sua rabbia. Mi è sembrato che questo rappresentasse la risoluzione. Vuol dire che tante volte siamo ipocriti nei nostri rapporti in famiglia. E forse qualche volta una reazione istintiva può essere liberatoria. La scrittura è veloce, le frasi corte estremamente efficaci. Sono stata coinvolta da questo libro.
- Mi spieghi perché lui quando li ha visti insieme non ha reagito?
- E' proprio l'incapacità di esprimere immediatamente i sentimenti, è la polvere sotto il tappeto.
- Mi è piaciuto molto, l'ho trovato molto inglese. Questo tumore è simbolico, è una cosa che lui si crea per esprimere i problemi. I personaggio sono ben delineati. E' una storia dove nessuno vuol dare fastidio all'altro, non devono interferire nella sfera dell'altro. Anche questa situazione di George diventa quasi paradossale, questo scappare. Proprio come un film. Carino. Ho letto tutto di un fiato. Prima vediamo il punto di vista di un personaggio, poi la stessa situazione vissuta da un'altra persona. Forse avevo bisogno di leggere un libro così.
- A me è piaciuto moltissimo, è un libro molto ironico. Però soprattutto non so se ha un inizio e una fine, è una storia da nulla, è una famiglia fra le tante altre. Rende benissimo i personaggi. Ogni personaggio è narrato in prima persona. I dialoghi sono serrati e mai banali. Mi ha colpito quando parla del disorientamento che si prova quando ti parte il treno e tu stai davanti stupito. E tutti questi personaggi li vedi, li senti. Usa una scrittura molto empatica, descrive le contraddizioni. Sentiamo un'angoscia pazzesca in questo racconto, ma il matrimonio in preparazione o altre cose sono quasi irrilevanti. Ci descrive l'invischiarsi dei sentimenti fra madre, sorella, fratello. Grandissima partecipazione. Il percorso della storia è irrilevante rispetto ai sentimenti che descrive.
- Mi è piaciuto, secondo me non è tanto inglese nel senso che non ho trovato caratteristiche cosi diverse rispetto a noi, alle nostre famiglie italiane. Lui va in paranoia ma quanta gente si ritrova disadattata quando va in pensione? Il rapporto con i genitori: alla fine si vogliono bene tutti ma non comunicano. Ogni uno ritrova un equilibrio. Tanta gente è come il malato immaginario. Penso a mio papà che ha cheratosi da anziano e dalla paura vuole andare direttamente dal chirurgo per operare. Io l'ho trovato anche molto italiano il racconto, con una bella scrittura, abbastanza nuova. Mai noiosa. Pensavo a un film. Mi è piaciuto. Ci voleva un libro così. Molto quotidiano.

- Un anno nella vita di una famiglia praticamente.
- Io l'ho letto, sono d'accordo con te.
- Mi è piaciuto molto l'ho letto tutto d'un fiato. Questa forte ironia dentro e poi queste porte che si aprivano... sembrava tutto scontato e invece c'è tutta la storia degli invitati, ti tira dentro, senti che devi girare pagina per capire. Bella la tecnica della stessa scena vista da più punti di vista. Non ho apprezzato soltanto l'aspetto dell'ironia. Ci sono anche momenti di profondità, quando i personaggi si parlano. Mi ha soddisfatto, non è stata soltanto una lettura leggera. Ho difficoltà a focalizzare ma mi dice qualcosa. Anche se è una famiglia con problemini. Lui è un ipocondriaco.
- Direi una lettura piacevole.
- A me la Caterina Blum di Böll mi ha riconciliato con la narrativa! Nel senso che attraverso un libro di narrativa si raggiungono gli scopi molto prima e diffusamente che con la saggistica. Narrativa in grado di modificare la politica e la pubblica opinione con largo anticipo rispetto alla saggistica. Quando il libro parla delle intercettazioni telefoniche per esempio.
-  Un libro di psichiatria ti spiega l'attacco di panico, ma questo racconto di Haddon ti fa capire molto meglio le sensazioni che si provano.
- Il padre si lava al buoi per non vedersi...
- Io volevo dire che non l'ho letto perché stavo leggendo tre libri molto belli e ho dovuto fare una scelta, l'ho soltanto iniziato e mi sembravano le solite cose e allora ho lasciato perdere.
- Che libri stavi leggendo?
- "Anna e le altre" di Nadia Fusini,  "Il taccuino di Bento" di Berger - "Sei per la Sardegna" di 6 autori - Però dopo aver sentito i vostri commenti lo leggerò.
- Magari mi proponete dei titoli come consigli per l'estate?
- Questo di Mark Haddon si può anche leggere in vacanza.
- Sono rimasta curiosa rispetto ai personaggi: cosa gli succede dopo?
- Io ho avuto questa sensazione rispetto al padre: il suo eczema è un sintomo di qualcosa che non va, il rapporto con la mogli che non lo soddisfa, i figli ecc. Credo che quel cazzotto dato all'amante della moglie esprima tutta una serie di repressioni che escono in una specie di catarsi.
- Ma quando ha dato il cazzotto era imbottito di valium e alcool!
-  Il segreto per essere felice era nell'ignorare tante cose, quindi in contrasto con il dire tante cose, con il comunicare...
- Secondo me il libro trasmette un messaggio diverso: abbiamo personaggi che sono tutti alla ricerca di una felicità, soprattutto la figlia che voleva trovare l'amore, un qualcosa che era nella sua mente. Poi alla fine il personaggio positivo è lui, ha risolte le emergenze. Volevano tutti essere normali per forza. Ma la moglie non lo era proprio. Mi è piaciuto fino a un certo punto il racconto ma poi mi è sembrato ripetitivo. Poteva avere delle pagine in meno.
- Ha voluto però regalarci un lieto fine. E' un libro un po' commerciale.
- Il bello è che non si parlano mai tra di loro marito e moglie... 
- Lui chiede sempre scusa, la moglie pure. Ma non si parlano mai.
- Mi è piaciuta molto la scrittura e questo esporre i vari punti di vista di ognuno. Anche l'incomunicabilità tra loro. Le cose non va mai come dovevano andare, non c'è più equilibrio tra di loro. Mi piace l'ironia, il girotondo con il nipotino...
- O quando lei va a dormire in tenda con il bambino per non vedere il sangue.
- E' una famiglia trattenuta.
- Sì, ad esempio quando Giorgio è in ospedale, ogni uno sa ma non lo dice all'altro.
- Io lo trovo più americano che inglese.
- Bevono sempre...
- Anche a me è venuto in mente una struttura più americana che inglese.
- Mi è venuta in mente una barzelletta inglese: la città è allagata, sta arrivando l'inondazione e il maggiordomo dice "Sir, avanza l'acqua". Ma il Sir continua a fumare. Alla fine il maggiordomo apre la porta e dice "Sir, the Tames".

(resoconto a cura di MC)


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