Per la nostra rubrica dei saggi n. 19 - Roberto Saviano, ZeroZeroZero

Roberto Saviano
ZeroZeroZero
Feltrinelli, 2013



Bisogna arrivare alle ultime pagine, e il libro ne conta 440, per capire le ragioni che hanno spinto Roberto Saviano a scriverlo. Lo ha scritto perché “nulla è più potente della lettura”. Lo ha scritto per far conoscere cos’è il narcotraffico “e conoscere è iniziare a cambiare”. E allora ecco che inizia con il far conoscere le lezioni che si tengono ai “picciotti” della nuova generazione. Poi prosegue con le storie, con nomi e nomignoli di narcotrafficanti e di poliziotti infiltrati per smascherarli. Poliziotti come Enrique Camarena Salazar detto Kiki. Tre pagine per descrivere le torture alle quali Kiki è stato sottoposto dai narcotrafficanti quando lo hanno scoperto. Sono torture così disumane che nel leggerne la descrizione si è presi dallo sgomento e dall’orrore. Numeri impressionanti di omicidi (15.273 nel 2011). Saviano svela la ragione che lo spinge a entrare nei segreti della cocaina che è “il perno attorno al quale ruota tutto”. Con i soldi della cocaina “prima si comprano i politici e funzionari. Poi, tramite quelli, il riparo delle banche”. Dal Messico al Guatemala dove “la ferocia si apprende”.(Le atrocità dei Kaibili descritte da Saviano sono anche documentate visivamente su YouTube.) Dal Guatemala alla Colombia e da questa all’Italia. Saviano ci svela che, mentre la mafia ha una gerarchia piramidale, l’andrangheta ce l’ha a piramide rovesciata, “anzi a V le cui linee possono allungarsi e allargarsi all’infinito”. Come un albero i cui rami continuino a crescere. Un turbinio di nomi e cognomi di “ndranghetisti”che vanno e vengono dalla Calabria al Sud America, che trafficano con la droga e il riciclaggio del denaro ricavato da essa. Quanta se ne produce? Quanta ne viene sequestrata? I numeri non concordano; sembra quasi che la matematica non sia una scienza esatta. Anche la Russia fa la sua parte nel traffico della droga. Saviano scrive che gli “addetti alla logistica” sono più pericolosi dei produttori e degli spacciatori. Sono loro che predispongono i mezzi più idonei per il trasporto della droga: navi, aerei, auto, camion, persone pagate per inghiottirne qualche chilo (i cosiddetti muli). A questo scopo si usano anche i cani, che poi vengono squartati per recuperare le confezioni di droga. Saviano scrive tutto questo perché convinto che la conoscenza dei meccanismi e dei fatti che stanno dietro il traffico della droga vale di più di arresti, sentenze e condanne dei tribunali. “Il mondo è una pasta tonda che lievita …… lievita con il petrolio, con il coltan, (materia prima per PC,  telefonini e missili), lievita con il gas, con il web, ma l’ingrediente principale è la coca. Una farina triplo zero”.

Enrico Sciarini             

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