Per la nostra rubrica dei saggi n. 17 - Thomas More, "Utopia"

(rubrica a cura di Enrico Sciarini)

Thomas More
Utopia


Per tenersi aggiornati su come vanno le cose del mondo in ogni ambito dell’umano sapere non c’è di meglio che leggere quello che scrivono gli esperti di ogni materia. Ma non è male, di tanto in tanto, andare a leggere ciò che gli esperti hanno scritto negli anni o nei secoli passati. Ci si può così rendere conto se c’è nei loro scritti qualche cosa di ancora attuale. Quando si legge, si scrive o si pronuncia la parola utopia si pensa a qualche cosa di desiderabile, ma irrealizzabile. Utopia è una parola vecchia di quasi cinquecento anni , la usò per primo l’inglese Thomas More, (per gli italiani Tommaso Moro) nel 1516 come nome di un’isola immaginaria dove regnava pace, giustizia, uguaglianza e benessere. Fa parte anche del titolo di un libretto scritto dallo stesso More che ebbe un successo non ancora scemato, tant’è che l’editore Giunti ne fa una ristampa ogni anno. Il titolo voluto da More non è semplicemente “Utopia” ma: “Libretto veramente aureo, tanto utile quanto divertente che descrive l’ottima repubblica nella nuova isola di Utopia”. Isola inesistente, ma che a pochi anni dalla scoperta del continente americano poteva benissimo essere immaginata come reale. Nelle prime sei pagine del libretto sono espressi alcuni dubbi che l’Autore si pose prima di dare alle stampe il suo lavoro; non era sicuro che ne valesse la pena perché: “i più non hanno cultura e moltissimi la disprezzano.” Se questa è un’affermazione valida anche nel 2013, si può immaginare quale reazione abbia suscitato nel 1516, tanto più che More era in quell’anno vice sceriffo di Londra. Segue poi nella prima parte del libro un interessante colloquio tra More e il cardinale arcivescovo di Canterbury John Morton; poi  la presentazione del protagonista del libro Raffaele Itlodeo che nell’sola di Utopia asseriva di aver vissuto cinque anni. Già in questa prima parte del libro si trovano pagine contro il militarismo, le case da gioco e soprattutto contro la proprietà privata. Il racconto di Raffaele è dettagliato; di Utopia si viene a sapere tutto, o quasi. Cose sorprendenti o da considerarsi pure amenità, come i vasi da notte d’oro. Vi sono però alcuni insegnamenti che attualmente in Italia potrebbero essere copiati da Utopia; ne cito tre: La tolleranza religiosa, il sistema elettorale, e il sistema giuridico. (Si, proprio quelli che in Italia da quasi dieci anni non si riescono a trovare!). Sotto il regno di Enrico ottavo Thomas More divenne Cancelliere del regno e presidente della Camera dei Lord, ma fece una brutta fine. Accusato di tradimento venne condannato a morte. Salì al patibolo il 6 luglio del 1535, aveva 58 anni. Di lui si dice che morì “suddito fedele di Dio e del Re”.

Enrico Sciarini    

1 commento:

  1. Segnalo questo per tutti quelli che volessero approfondire l’argomento attraverso la lettura del testo completo di utopia:

    http://more.letteraturaoperaomnia.org/index.html

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