Per il 157° incontro del 16 gennaio 2014, il GdL ha letto "Acque morte" di W. Somerset Maugham

W. Somerset Maugham
Acque morte
Adelphi


Incipit

Tutto questo accadde molti anni fa.

Il dottor Saunders sbadigliò. Erano le nove del mattino. Aveva tutta la giornata davanti a sé e niente da fare. Aveva già visitato alcuni pazienti. Sull’isola non c’erano medici, e chi soffriva di qualche disturbo approfittava del suo arrivo per consultarlo. Ma il luogo era salubre, e le infermità che gli chiedevano di guarire erano croniche, e lui poteva fare ben poco; oppure lievi, e bastavano semplici rimedi. Il dottor Saunders aveva esercitato per quindici anni a Fuchu, acquistando grande reputazione tra i cinesi per la sua abilità nel curare le malattie degli occhi; ed era per operare di cateratta un ricco mercante cinese che era venuto a Takana.


W. Somerset Maugham 

 William Somerset Maugham nel ritratto che gli fece Graham Sutherland quando aveva 74 anni

Romanziere e commediografo inglese (Parigi 1874 - Cap Ferrat, Costa Azzurra, 1965), Rimase orfano all'età di dieci anni, e trascorse un'infanzia infelice nel Kent, presso uno zio sacerdote. Di questo periodo parla in quello che è tuttora ritenuto il migliore dei suoi romanzi, Of human bondage (1915). Fu poi all'università di Heidelberg e nel 1897, per volontà dello zio, si laureò in medicina a Londra. L'esperienza di studente negli slums londinesi fornì materia al suo primo romanzo, Liza of Lambeth (1897). Deciso a seguire la vocazione letteraria, si recò a Parigi dove visse e scrisse in miseria e senza successo fino al 1907, anno in cui la commedia Lady Frederick gli diede quella notorietà che non doveva più abbandonarlo. Durante la prima e la seconda guerra mondiale fece parte del servizio segreto. Autore di innumerevoli racconti, romanzi e commedie tradotti in tutte le lingue, Maugham va senza dubbio considerato un maestro nella difficile arte del raccontare; brillante, spesso cinico e amaro, è stato per almeno trent'anni (1910-40) uno degli scrittori più in voga del suo paese. Tra i suoi drammi più noti citiamo: The circle (1921); East of Suez (1922); The letter (1925); The constant wife (1926); For services rendered (1932); tra i romanzi: The moon and sixpence (1919, che narra la fine del pittore Gauguin a Tahiti); The painted veil (1925); Cakes and ale (1930); The narrow corner (1932); The razor's edge (1944); Then and now (1946), Catalina (1948). Negli ultimi anni pubblicò soprattutto saggi (The vagrant mood, 1952; Ten novels and their authors, 1954; Points of view, 1958). 

COMMENTI AL ROMANZO "ACQUE MORTE" DI MAUGHAM - 157° INCONTRO DEL GDL

Che cosa è stato detto di Acque morte di Somerset Maugham?

Che senso ha la vita? Il dottore a bordo della nave impantanata risponde che secondo lui la vita non ha senso. Credo che da qui derivi il titolo “acque morte”. Nonostante io sia della vecchia scuola, e quindi non metterei la virgola dopo la e, il libro mi sembra tradotto molto bene. Mi è piaciuto per le suggestioni del paesaggio . È scritto in maniera stringata, simbolica in tanti punti dove non mancano considerazioni filosofiche. Il personaggio più importante è un dottore, che lega la vita degli altri in quanto questi intraprendono il viaggio per accompagnare lui. Le sue idee riflettono molto quelle dell'autore. Su ogni personaggio poi c'è sempre un doppio punto di vista: il medico, così apprezzato nei mari del sud, è stato però radiato dall'albo; è cinico e pessimista, ma è attratto dalla bellezza e dalla gioventù;  è una persona colta, ma è stato emarginato dal mondo occidentale e quindi è apprezzato solo dagli indigeni; è distaccato rispetto ai problemi degli altri, però non disprezza le persone; prende l'oppio per estraniarsi dalla realtà, ma non si estranea completamente. La stessa duplicità c'è in altri personaggi: nel capitano che cerca di portare la nave fuori dalla tempesta, nel giovane invischiato in fatti sanguinari ma comunque dolce, nel danese che appare persona molto semplice e invece è complesso perché ama una donna e poi la figlia di lei, nella ragazza che realizza il suo vero sogno dopo aver scoperto che quello che stava inseguendo prima era ciò che gli altri volevano per lei.
 

A me il libro è piaciuto. L'ho riletto. Maugham mi piace perché ha qualcosa nella scrittura che mi fa sembrare di mettermi in veranda sul dondolo.
 

A me è piaciuto molto il modo in cui l’autore descrive l’ambiente. Comincia con un’immagine spoglia per poi aggiungervi mano a mano dettagli. Sono d'accordo sull'analisi appena fatta dei personaggi, però alla fine ho provato amarezza perché è un libro senza speranze; i giovani, che dovrebbero portare avanti il cambiamento e l'innovazione, non colgono l'occasione: Eric si suicida, di Fred non si sa che fine faccia e la ragazza non sono così sicura che si liberi del destino scelto per lei. Quindi questi giovani non sono elementi di cambiamento. La storia di Eric innamorato di una donna che lo spinge a trasferire il suo amore sulla propria figlia mi ha fatto pensare a un altro romanzo discusso dal Gruppo di Lettura, Effi Briest. Ho trovato l’atteggiamento della donna inquietante, ma altrettanto l’accettazione di Eric. Che cosa succede nella mente delle persone? Pensano di  aver bisogno di eternità per cui fanno proseguire il rapporto tra una madre e un uomo nella figlia di lei con lo stesso uomo? Il ritmo è normalmente veloce, ma cambia in certi momenti della storia.
 

Libro molto bello. Mi è piaciuta la scena di tempesta in mare e anche la psicologia dei personaggi. Il colloquio fra il dottore e Fred, alla fine, mi ha chiarito la psicologia del dottore che afferma che l'unica cosa che l'ha salvato è la rassegnazione. E aggiunge che il riso è ciò che distingue gli uomini dalle bestie e proprio il senso del ridicolo l’ha portato alla rassegnazione.
 

Alla fine Fred chiede al dottore se lui non crede in nulla. Lui risponde che crede in se stesso; tutto il resto è fantasia. Il dualismo sta nel riconoscere che l'esistente esiste solo perché creato dalla mente dell'uomo.
 

Il libro mi è piaciuto moltissimo. Però c’è troppo pessimismo. E il medico non dovrebbe insegnare il pessimismo ai giovani. A loro bisogna dare speranza. I sogni non si possono realizzare ma ai giovani bisogna dare la possibilità di sognare. Bellissimi i paesaggi di natura incontaminata, che sono ancora così.
 

Anche se il dottore non dà speranza, però è lui che cerca di trarre Fred d'impaccio, quindi c'è sempre questo contrasto.

A me invece il ritmo narrativo è sembrato lento. L'ho trovato noioso. È vero che in certi momenti sembra di sudare, di essere nei mari del sud, con questa luce tra l'oppiaceo e il sogno, ma che lentezza! A parte l'accelerazione finale in cui succede un po' di tutto. Mi ha colpita l’affermazione della ragazza di voler vivere il suo sogno, non quello di un altro. Mi è piaciuta perché spesso si deve vivere secondo i sogni altrui.  Le donne comunque non sono trattate molto bene dall’autore: la ragazza assume atteggiamenti “leggeri”, la madre le lascia in eredità l’amore della sua vita, e questo mi lascia perplessa. Belle le descrizioni, ma la visione cupa, amara, senza speranza è un po' pesante.
 

Sicuramente la prima parte, definita lenta, mi è piaciuta di più. La seconda parte è troppo frettolosa. Molto belle le atmosfere, la natura, l'alba, la luce, la notte, il silenzio e i rumori, il mare. Il dottore si muove silenziosamente come un gatto che osserva, dall’interno, ciò che accade intorno a lui: bel personaggio, simpatico. Non mi sembra neanche cinico. Più in là non sono riuscita ad andare. Non sono stata capace di leggere le doppie figure, i tormenti. Posso dire che è un libro che mi ha dato il desiderio di stare in quel posto.
 

Il dottore è un personaggio talmente massiccio che, all’inizio, ero addirittura convinta fosse lui il narratore. Gli altri sono tutti più piccoli.
 

Come libro di viaggi mi è piaciuto. Io amo le descrizioni di paesi, di luoghi. Sono andata a vedere dove si trovano queste isole. Però poi ci ho trovato dentro tanto cinismo e ho riflettuto sulle figure femminili. La moglie del capitano è terrificante: inseguiva il marito in tutto il mondo. Tutte le figure femminili, a parte la ragazza descritta con più delicatezza, sono trattate male.
È un romanzo che si legge senza troppe complicazioni. La moglie morta è una brava persona, la figlia è una ragazza giovane che vive nell'isola ma cura il padre. La peggiore delle donne è quella che ha ammaliato il figlio del politico. Il bello degli autori inglesi è che si fanno capire in quello che scrivono. Gli inglesi sono chiari, una frase è conseguente a quella prima.
 

Molto dipende dal tuo portato nel momento in cui leggi il libro.
 

Magari noi qui diciamo cose che gli autori di un libro neanche pensano.
 

L'interpretazione del libro non è mai dell'autore, ma del lettore, come dice Thomas Mann.
Allora io interpreto che il capitano è stato buttato a mare e poi i soldi non sono stati trovati.
Anch'io ho apprezzato il fatto della creazione dell'atmosfera. A pagina 70 ancora non era successo niente; poi succede tutto alla fine; il che dà un po' il significato al libro. Purtroppo però le persone buone muoiono, mentre resistono quelle che non sono uno stinco di santo: il medico, il capitano. Questo pessimismo alla fin fine mi ha lasciata un po' così.
Quelli vaccinati dal pessimismo e dal cinismo sopravvivono in qualsiasi società, gli altri soccombono.
 

Però c’è anche il padre della ragazza che cerca una via alternativa, quella dello studio.
 

Sì, però questo personaggio che ama l'arte alla fine che cosa dà?
 

Anch'io ho notato il ritmo lento. Se leggo, devo evadere col pensiero. La scrittura mi è piaciuta e ho apprezzato di più il libro adesso, sentendo i giudizi di tutti. Più che nel mare in tempesta viaggiavo su un fiume lento.
 

Anch'io l’ho letto in chiave descrittiva e non di analisi dei personaggi.
 

Si dovrebbe fare una lettura doppia: da una parte la descrizione degli ambienti, dall’altra i punti di vista dei personaggi, che magari non condividiamo, ma che vivono determinati problemi. Si pensi a Fred, secondo cui la sua bellezza è una condanna perché le donne si innamorano di lui creandogli problemi. Ai problemi dei personaggi l’autore non dà risposte, ma ci lascia liberi di trovarle.
 

Mi sembrava che ci fosse già tutto da apprezzare nell'esotico, nella natura, senza bisogno di far precipitare tutto nelle acque morte.

Nessun commento:

Posta un commento