Per la nostra rubrica dei Saggi n. 14 - Julian Assange: “Internet è il nemico”, Feltrinelli 2013

Julian Assange
Internet è il nemico
Feltrinelli 2013


Julian Assange è noto per aver creato “WikiLeaks”, un sito internet che nel 2010 ha reso pubblici 250mila documenti segreti del governo USA; ha potuto far questo con un’azione considerata di pirateria (hacker), che lo costringe a vivere rifugiato nell’ambasciata dell’Ecuador di Londra. Il primo libro di Assange dal titolo originale “Cyberpunk” è stato pubblicato in  Italia da Feltrinelli lo scorso giugno con il titolo “Internet è il nemico”. A parte il titolo italiano che non ha nulla a che vedere con quello originale, il libro in effetti non è qualcosa scritto da Assange, ma è la trascrizione di uno scambio di opinioni sue con quelle di altri tre esperti informatici. Ne è uscito un libro interessante, almeno per chi ha un po’ di dimestichezza con internet, e di difficile lettura; basti pensare che delle 172 pagine 22 sono riservate a 120 note! Ma veniamo al contenuto: “Questo libro è un segnale d’allarme” dice la seconda frase dell’introduzione, e l’allarme viene dato quando c’è un pericolo. Per Assange e i suoi tre interlocutori il pericolo si chiama “distopia” cioè una società e un mondo che non sarà più vivibile. Dopo questa preoccupante premessa viene chiarito che il titolo originale prende il nome da un  movimento fondato nel 1996 per “sostenere l’uso della crittografia e ….. per arrivare a un cambiamento sociale e politico” (p.15). Seguono dieci pagine con brevi biografie di Assange e dei tre coautori e i loro problemi con le autorità di diverse nazioni. Jeremie Zimmermann, uno dei tre, definisce gli hacker in questo modo: “Un hacker è un appassionato di tecnologia, uno a cui pace capire come funziona, che non vuole rimanere prigioniero della tecnologia, ma farla funzionare meglio” (p.71) La tecnologia i quattro dialoganti la trattano sotto gli aspetti politici e economici, oltre che per quelli concernenti la sua invasività. Ogni commento a questo libro enfatizza il rischio denunciato dai quattro esperti sulla invasività di internet e, in genere, di tutti gli strumenti che usano la tecnologia informatica. Dalla lettura si evince invece che il nemico non è tanto internet, quanto chi di internet ne vuol fare uno strumento di potere. Dall’editore “Chiarelettere” nel 2011 è uscito un libro che tratta di internet a firma Gianroberto Casaleggio e Beppe Grillo con il titolo “Siamo in guerra”; lo avevo letto e ora l’ho confrontato con quello di Asange e soci. Il primo tesse un elogio per internet quale soluzione dei problemi politici e “un cambiamento definitivo della nostra Storia”. Il secondo vede in internet uno  strumento che può essere pericoloso se nelle mani di un nemico. Chi avrà ragione?
 
di Enrico Sciarini


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