Per il 149° incontro (19 giugno 2013), il GdL ha letto e commentato "Nostalgia" di Eshkol Nevo

Eshkol Nevo
Nostalgia
Mondadori, 2007



Alla fine portò fuori per strada tutti i mobili rimasti. A momenti sarebbe arrivato un amico con un furgone a caricare. Si mise ad aspettare. Si sedette sul divano. Sbucciò un'arancia vecchia. Rosicchiò la buccia. Un vicino stava lavando la macchina, indugiava sulla mascherina. Da bambino, gli venne in mente, osservava i rivoli d'acqua che scorrevano dalle automobili per vedere quale sarebbe arrivato per primo. Adesso diede un'occhiata all'orologio. Una e un quarto. L'amico aveva già venti minuti di ritardo. Non era da lui. Forse nel frattempo conveniva disporre tutto come in un salotto. Forse no.
Una donna che una volta aveva aiutato a portare dei sacchetti della spesa ora passò fra i divani, lo guardò a lungo e sorrise.
Un'altra inciampò in uno scaffale e bofonchiò: ingombri tutto il marciapiede.

Eshkol Nevo è nato a Gerusalemme nel 1971. Dopo un'infanzia trascorsa tra Israele e gli Stati Uniti, ha completato gli studi a Tel Aviv per dedicarsi alla carriera di pubblicitario, abbandonata in seguito per dedicarsi alla scrittura. Oltre a Nostalgia (Mondadori 2007), vincitore nel 2005 del Book Publishers' Association's Golden Book Prize, ha pubblicato in Italia La simmetria dei desideri (Neri Pozza 2012) e Neuland (GIano 2012).



Resoconto del nostro incontro GDL 19/06/2013:

Siamo circa 20 persone questa sera per l'ultima riunione nella vecchia biblioteca. La prossima volta ci ritroveremo nel nuovo Centro Civico di Segrate.

-Questa volta finalmente l'ho finito il libro. Ci ho messo impegno perché era un po' difficile. Ci sono tanti personaggi narranti quindi ho fatto un po' fatica. Mi hanno molto colpito le storie di questi personaggi, si percepiva una specie di struggimento. Ad esempio quella storia dell'arabo che va nella sua vecchia casa per cercare qualcosa dimenticato dalla madre.
Questi temi mi hanno colpita, nella tristezza generale di tutte le storie. La figura che mi ha messo più serenità è quella della mamma dei due bambini. Una donna forte, determinata, tenace. Così dolce con i bambini.
Mi è piaciuto il romanzo, anche se ho fatto fatica a leggerlo.

-Il libro è particolarmente adatto per aprire una lunga discussione, a partire dal titolo. L'autore fa parlare tutti i suoi personaggi. Mi viene in mente una foto di gruppo con studenti. Lo scrittore riassume tutto quello che è successo in un arco di tempo breve, in pochi mesi. Noi siamo invece
abituati alla nostalgia in quanto sentimento che nasce da molto lontano. In tedesco questa parola ha diversi significati.
Ho percepito una certa lungaggine. L'autore ha esposto i vari punti di vista. Poteva essere interessante il riferimento storico ma è rimasto un po' ai margini. Salvo quando la ragazza si preoccupa che Amir sia stato coinvolto nell'attentato.
Secondo me, pur parlando di una società che ci sembra lontana da noi può essere un pochino simile a noi. Questi giovani sono molto fragili, basta poco per metterli in difficoltà. Invece nel libro i bambini hanno una serietà eccezionale, sembrano molto intelligenti, capiscono di più degli adulti.

-solo 2 parole: ho fatto fatica a capire chi parlava. Si poteva mettere un titolo con il nome del narrante. Mentre mi piace molto l'idea che ogniuno dica cosa pensa. Il bambino che non si sente
amato perché i genitori hanno perso il fratello maggiore. Persone serie, impegnate anche nei periodi di crisi per mantenere il rapporto. Mi è piaciuto.

-anch'io l'ho ricomminciato 3 volte, poi mi è piaciuto moltissimo. Il titolo ti avvolge e poi hai nostalgia quando lo finisci. Musicale come libro, ti fa sentire le emozioni. Pagine bellissime.
Lo stato turistico, la musica interiore (ogniuno di noi ha una musica sua che fa si che si possa trovare l'accordo o il disaccordo con gli altri), somigliare a uno stuffato di carne quando hai fatto una bella azione.
Questo sovrapporsi di voci, di protagonisti non disturbava. Un libro che rimane.Molto bella la Descrizione delle fotografie di lei.

- quando è lo scrittore a parlare in prima persona è ironico (boiler che scoppia durante la notte). Si sono spaventati, usciti fuori di casa, poi il padrone di casa contento dice ma io dovrò
pagare per il boiler mentre se era un attentato non pagavo. Scritto in maniera simpatica.

-io ho avuto un impatto iniziale di difficoltà nel seguire queste variazioni di personaggi. I dialoghi sono raccontati. Sono d'accordo  non mi ha entusiasmato tanto inizio. I personaggi mi sono piaciuti
tutti, il modo con cui loro si pongono nelle varie situazioni. A secondo di come raccontano la stessa cosa diventa diversa. Ho trovato anche molto brusche girando pagina sembrava un libro diverso.
Fotografie: non ho mai capito la foto come forma artistica, descritto da Noa che invece vuole diventare fotografa e osserva. Mi è parso di entrare un attimino per poter andare oltre e capire cosa vuol dire la
fotografia, che non ho mai capito nella mia vita.

-volevo riprendere il suo discorso su nostalgia che può avere un altro significato: secondo me sono nostalgie. Tutti i tipi di nostalgia, sia quella recente ma anche tante nostalgie del passato. Quando
la ragazza prepara il suo lavoro fotografico, dice c'erano più nostalgie. Il vigile che ha nostalgia del gatto, quello che ha perso la casa. Mi è piaciuto molto le molte frasi ironiche che ci sono.
Linguaggio giovane. "per te il prossimo non è la pietanza ma il contorno". Capacità di essere un po' autoironico verso il suo popolo. Non facile esserlo. Quando il suo amico torna dal viaggio
in Sudamerica dice che loro sono un popolo molto cinico. Libro che segnerà una svolta nel nostro gruppo di lettura.

-ironico: descrizione del personaggio arabo.

-a me è piaciuto moltissimo. ha colpito il rapporto che questi personaggi hanno con la verità. Non la cercano fuori di loro. Dentro di sè qual'è il percorso migliore per raggiungere
la propria verità. Ir si rende conto che non è adatto a occuparsi delle persone disturbate. Anche Sima la mamma e anche Moshé etc.  Senso di attesa quando fanno delle domande agli altri. L'altro deve dare la risposta
nel momento in cui sono in grado di dare la risposta. Tutto questo spazio lasciato al silenzio. Mi è piaciuto molto Noa quando c'è l'attentato e va a far delle foto, cerca le foto che possono
far vedere il ritorno alla normalità, non concentrarsi su quello che fa dolore. L'ingenuità del palestinese che andava a cercare la collana. L'incontro in carcere con l'insegnate.
Che insegnava l'ebraico per conoscere il nemico. Perchè la pace si realizzi. La svolta finale dei genitori di Yota. Han avuto bisogno della scossa della fuga di Yota. Mi piacerebbe
conoscerli tutti. Nella descirzione del muratore palestinese mi ha fatto venire in mente molto Mele nel deserto.

-nel disastro lei va a fotografare l'attentato: come fa a vedere il positivo?  Pag. 144, il primo violonista che estrae il violino, si ricomincia la vita. E' bello.

-come la musica è sintomo della vita che rincomincia.

-un libro difficile, è pieno di significati.

-subito diciamo che è un libro da 10. Il primo è uno sgambetto, pensavo che tutto si basasse su un contrasto religioso tra i due coniugi. Invece no, ha troncato, ha abbandonato,  e ha detto tante altre cose
molto interessanti: per esempio la descrizione dell'attentato. L'autore pag.142 quando inizia con "nei giorni dell'attentato penso a mia mamma, nei giorni dell'attentato...
....". Mi ha fatto capire veramente la situazione. Parlando tutti personaggi in prima persona, usa uno stile uguale per tutti salvo per il bambino. Deve mettersi nella testa di un bambino,
tutti gli altri stesso stile scrittura. Non da lode per questo. Il valore maggior del racconto è quello di aver fatto capire che Israele è una nazione come tutte le altre.

-qui non era importante secondo me che ogni personaggio avesse una narrazione con stile diverso.

-ho letto le prime 80 pagine però ho scoperto che all'inizio è difficile da seguire. Quando parla il bambino ha il candore del bambino anche nelle cose tragiche. Nel dramma è leggero.
Lo finisco sicuramente dato tutte le cose che avete detto.

-la storia del jumping, interessante

-hai detto che questo popolo di Israele è un popolo come tutti gli altri. E normale che sia così. Io ho lavorato per tanti anni in un'azienda di ebrei. Ho un po' il debole per loro.
Sono delle persone meravigliose. Ma c'è un po' un pregiudizio. Tutti i popoli hanno il loro valore. Siamo tutti uguali.

-la gente comune ha gli stessi problemi degli altri popoli.

-la figura del palestinese presentato come uno che vive in maniera normale, è un mio vicino.

-non l'ho letto con la dovuta cura. Quando entri dentro... Descrizione di 2 città cosi vicine ma cosi diverse. Jerusalem e Tel-Aviv.

-io ho questi amici israeliani: quello che ho notato è che hanno tanto di quello che ho trovato nel libro: molto profonde, un po' melanconiche. Chiederò a loro come si traduce
il titolo ebraico.

-fondamentalmente penso che il concetto più efficace sia quel ragazzo che viene dal sudamerica e che torna che ha nostalgia di casa.

-lei che va a casa della zia perché la zia è in ospedale in coma. Questa casa è importante per lei.

-gli odori dell'infanzia rimangono.

-il sugo che cuoce 5 ore, soltanto il portinaio riesce a fare il sugo di 5 ore.

-la parte comica quando ci sono i poliziotti maldestri, boriosi.

-però cambia subito registro, tra comicità e cupezza. 


a cura di Marianne

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