Resoconto del 144° incontro del GdL: "Triste, solitario y final" di Osvaldo Soriano

Osvaldo Soriano
Triste, solitario y final


INCIPIT
Fa giorno con un cielo tutto rosso, sembra di fuoco, eppure il vento è fresco e umido e l’orizzonte una foschia grigia. I due uomini sono saliti in coperta e sono due facce ben diverse quelle che guardano verso la costa, celata dalla nebbia. Gli occhi di Stan hanno il colore della foschia; quelli di Charlie, il colore del fuoco. La brezza salata spruzza i loro visi di gocce trasparenti. Stan passa la lingua sulle labbra e sente, forse per l’ultima volta in questo viaggio, il gusto salato del mare. (...)

OSVALDO SORIANO
Nato nel 1973 a Mar del Plata, in Argentina, figlio di Aracelis Lora Mora e Alberto Franca, un catalano ispettore di Obras Sanitarias (l’azienda incaricata del servizio di acqua potabile in Argentina), passò la sua infanzia insieme alla famiglia girando per l’Argentina, di paese in paese per le diverse province, seguendo il destino lavorativo di suo padre. Quella eterna fuga, quel nomadismo della sua infanzia, è stato decisivo per i suoi romanzi on the road, pieni di perdenti persi che ricorrono in quasi tutta la sua opera. Compiuti 26 anni, si trasferì nel 1969 da Tandil a Buenos Aires per entrare nella redazione della rivista Primera Plana. Nel 1971 entrò a far parte della redazione del nascente quotidiano La Opinión, un giornale che intendeva rivolgersi alla borghesia liberale e di sinistra. Le vicende del giornale, però, si intrecciarono ben presto con quelle politiche e con il tentativo di eliminare dal giornale qualsiasi collaboratore di sinistra. Per sei mesi di seguito, a Soriano, che rimase al giornale fino al 1974, non fu concesso di pubblicare una sola riga. Fu in questo contesto che decise di scrivere dei racconti in cui ricostruiva la vita dell’attore inglese Stan Laurel. Quei racconti si trasformarono ben presto in un romanzo: Triste, solitario y final, un’affettuosa e struggente parodia, ambientata a Los Angeles e con protagonista Philip Marlowe. Nella città nordamericana Soriano si recò per la prima volta solo alcuni mesi dopo la pubblicazione del romanzo. Visitò la tomba del grande attore e vi lasciò una copia del libro. Nel 1976, in seguito al colpo di stato, Soriano abbandonò l'Argentina e si recò prima in Belgio e poi a Parigi, dove rimase fino al 1984. Al suo rientro a Buenos Aires la pubblicazione dei suoi libri lo portò al successo, non solo in Sudamerica, ma in tutto il mondo. Soriano è morto a Buenos Aires nel 1997.

Bibliografia sintetica
Triste, solitario y final (1973, pubblicato in Italia nel 1978)
Mai più pene né oblio (1979, pubblicato in Italia nello stesso anno)
Quartieri d'inverno (1981, pubblicato in Italia nello stesso anno)
Artisti, pazzi e criminali (1983, pubblicato in Italia nel 1996)
Ribelli, sognatori e fuggitivi (1987, pubblicato in Italia nel 2001)
La resa del leone (1986, pubblicato in Italia nel 1995)
Un'ombra ben presto sarai (1990)
L'occhio della patria (1992)
Pensare con i piedi (1994, pubblicato in Italia nel 1995)
L'ora senz'ombra (1995, pubblicato in Italia nel 1996)
Pirati, fantasmi e dinosauri (1996)


RESOCONTO DEL GDL DEL 31/01/2013

- io per circa quasi tre quarti del libro non sapevo cosa stessi leggendo. Ho apprezzato la genialità dell'autore che ha avuto questa idea ma dopo non sono più riuscito a seguire. Troppo sgangherato. Fare resuscitare questo Marlowe, bella idea.

- a me è piaciuta la genialità del prendere personaggi di altri testi e metterli insieme in una storia del tutto nuova. Poi non è che mi abbia entusiasmato molto, il ritmo è da comica finale. L'altra cosa che avevo notato è che questi due personaggi,  il giornalista Soriano e Marlowe, non raccontano nulla di sé l'uno all'altro. Fanno delle cose insieme ma non riescono a conoscere i pensieri dell'altro. Ma non è così drammatico, ogni uno si tiene la propria solitudine.

- a me sembra che abbia scritto svogliatamente, con la mano sinistra. E' la caricatura di un fumetto ma meno divertente. Magari l'ha fatto per vendere un po' di copie.

- a me è mancato il filo conduttore: incomincia con Stan e Ollie poi si perdono, entra il personaggio di Soriano ma mi aspettavo un personaggio chiave. Si è sfilacciato. Non amo i gialli ma questo non è nemmeno quello. Poi ci sono cose divertenti.

- La storia si perde un po'.  L'inizio è quasi epico, ma poi si passa a tutt'altro. Avrà fatto una ricerca biografica ma.... boh

- la storia di Stan è vera. Pensavo che parlasse della storia argentina, invece no. Se no lo mettevano dentro.

- anch'io, tipo sostiene Peirera

- stavo pensando a come è difficile scrivere sotto una dittatura. Devi inventare una cosa ingegnosa.

- lui lavorava al giornale ma l'avevano isolato

- sono d'accordo che sotto dittatura è difficile scrivere, ma non ho capito cosa voleva comunicare l'autore. Non è nemmeno un omaggio agli attori.

- Stan scompare, non se ne parla manco più,  John Wayne è un pazzo scatenato. Chiaramente non mi è piaciuto il libro. Il personaggio di Marlowe nel libro di origine è sempre perfetto mentre qui è tutto stropicciato. Mi è piaciuto molto il termine "sgangherato" per definire questo racconto, secondo me è esatto.

- secondo me l'autore doveva pur vivere e l'ha scritto per vendere. Si poteva vendere perché parla di questi personaggi famosi, è qualcosa che fa evadere e piace alla gente.

- nel racconto, questo Soriano è la spalla dei personaggi, è curioso che porti il nome dell'autore, come mai?

- e quindi boh...

- io devo dire che con i libri che non capisco mi metto a ragionare, non chiedetemi se sono cose vere. Fa uscire dal prevedibile all'imprevedibile. E' un continuo entrare e uscire dalla realtà che crea un certo disorientamento. Rilevante per esempio è la delusione di questi attori non più riconosciuti professionalmente. Nel momento in cui non fanno film perdono la loro identità (anche noi abbiamo bisogno di essere riconosciuti altrimenti non sappiamo più chi siamo). Emerge la loro disperazione. C'è nel libro l'amicizia tra Marlowe e Soriano. Ho trovato dei momenti molto intensi quando leggiamo del corpo a corpo,  quando sono presi a botte, hanno la sabbia, quando la situazione finta può diventare reale. Sulla spiaggia quando la polizia li mena. Ci sono tante finzioni ma la realtà del corpo crea un legame tra le persone. Poi alla fine del libro ci sono le lettere in cui Chandler risponde ai suoi ammiratori. E' interessantissimo. I fan vogliono sapere come sono i personaggi. Se farà sposare o no Marlowe....Un quesito che pongo a tutte:  come attore ci si potrebbe immaginare Gary Grant per il ruolo del detective. Voi con chi l'avreste visto?

- io con Dean Martin

- io con Robert Mitchum.

- io con Humfrey Bogart.

- Robert Mitchum ha fatto Philipp Marlowe.

- secondo Chandler, Marlowe doveva essere un tipo elegante.

- l'autore l'ha chiamato così ma l'ha modificato, non è così riconoscibile.

- lui ha giocato con tutti i personaggi, quasi come uno sperimento.

- abbiamo visto che tipo di vita ha avuto Stan Laurel, nel libro tutti gli attori intorno sono dei grandi vip, amati dal pubblico.

- se lei legge la biografia del magrino, scopre che era lui che scriveva tutti i testi, ha avuto un sacco di moglie. Invece il ciccione non era così. La vera mente era Stan.

- è il bello della letteratura.

- per salvare l'autore, diciamo che non abbiamo capito niente.

- forse non c'era la necessità di scrivere un libro così.

- erano degli spunti.

- però questo Soriano qui ha avuto una vita un po' impegnata, non era uno che se ne fregava delle cose.

- "Sostiene Pereira" è bellissimo, ha proprio il ritmo del tango, è un altro tipo di letteratura.

- infatti mi aspettavo una cosa travolgente.

- è un libro che mi ha incuriosito per la sua stranezza perché mescola personaggi di carta con personaggi veri, alla fine ho avuto l'impressione di aver fatto un brutto sogno, perché s'incasinano sempre di più i personaggi, fanno quasi apposta a mettersi sempre di più nei guai.

- io l'ho letto, la prima parte mi pareva interessante, poi non ho proprio capito la seconda parte. Non mi è piaciuto.

- lo stesso per me, sono andata a cercare e ho rilevato un errore cronologico.  Stan poi Soriano,  gli attori sono visti in modo negativo. Le cose che fanno sono irreali. Mai un giornalista andrebbe a complicarsi il lavoro in questo modo. E la donna che tradiva il marito, non c'entrava proprio niente. Non ha nessun collegamento con la storia. Il testo descrive Stan a diciasette anni poi dopo ne ha dodici. Doveva essere nato nel  90 ma era il 95. I conti non tornano qua. Per morire nel 65 doveva essere nato nel 90. Non coincide. Tutto questo non mi è piaciuto. O sono io che non sono all'altezza.

- si è lasciato prendere la mano dal set!

- adesso s'innesca questo meccanismo: se non mi piace sarò io che non sono all'altezza.

- bello il titolo "Triste, solitario y final"!

- ha voluto fare una specie di fuoco di artificio.

- ma la gente che ha corretto il libro può darsi che l'abbia fatto in fretta.

- ultima pagina: "Lei crede a quello che dicono i libri? Prima ci credevo, adesso non più."

- pensa:  un'edizione quanto può essere diversa l'una dall'altra!

- ci sono delle sere in cui vengono fuori tante considerazioni, questo libro purtroppo ne ha ispirato meno.

- nelle lettere alla fine del libro: Chandler dice "Poiché sono a stretta dieta (cioè senza alcool) a causa di una epatite, la mia mente difetta  leggermente..."

- perdenti, disperati.

- Charlie Chaplin: è descritto vincente ma antipatico. Ho letto una biografia di Chaplin. Era un genio però. Mi ha appassionato. Questo racconto inizia con la nave che arriva a New York, con Chaplin, ero interessata. Ma poi mi hanno ammazzato Chaplin, l'hanno fatto diventare antipatico. Alla fine non mi ha lasciato niente, nemmeno la trama.

- poi come coppia Stan e Ollio, Marlow e Stan fisicamente ricalcano la coppia.

- finiscono sempre nei guai come Stan e Ollio.

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