Per il 142° incontro del 13 dicembre, il GdL ha letto tre racconti di Raymond Carver, Grace Paley e Benjamin Percy

Grace Paley
Desideri
traduzione di Marisa Caramella
racconto tratto dalla raccolta Piccoli contrattempi del vivere. Tutti i racconti, Einaudi, 2002

INCIPIT
Vidi il mio ex marito per la strada. Ero seduta sui gradini della nuova biblioteca.
Ciao, vita mia, gli dissi. Il nostro matrimonio era durato ventisettenni, mi sentivo giustificata.
Lui disse, Come? Quale vita? Non la mia.
Io dissi, Ok. Non è mia abitudine discutere, quando le posizioni sono inconciliabili. Mi alzai ed entrai in biblioteca per vedere quanto dovevo.
La bibliotecaria disse 32 dollari giusti giusti, e ce li deve da diciotto anni. Io non negai. Perché non mi rendo conto del passare del tempo. Li ho avuti, quei libri. Ci ho pensato spesso. La biblioteca è appena a due isolati da casa.
Il mio ex marito mi seguì fino al banco della restituzione. Interruppe la bibliotecaria, che aveva ancora da dire. Per tanti versi, disse, attribuisco la colpa del fallimento del nostro matrimonio al fatto che tu non abbia mai invitato a cena i Bertram.
E’ possibile, dissi io. D’altra parte, se ben ricordo: primo, quel venerdì mio padre stava male, poi sono nati i bambini, poi ho cominciato ad andare a quelle riunioni del martedì sera, e alla fine è scoppiata la guerra. Dopo mi sembrava di non conoscerli più, i Bertram. Comunque hai ragione avrei dovuto invitarli a cena.

Benjamin Percy
Città senza padri
 

traduzione di Alessandro Vezzoli
racconto tratto dalla I serpenti dell'Oregon, Mondadori, 2011 

INCIPIT
Dopo la scuola noi due ce ne andavamo a fare pugni nel giardino dietro casa mia. Ci allenavamo per diventare dei duri. Nel prato all'ombra dei pini e dei ginepri io e Gordon gettavamo da parte gli zaini e srotolavamo a terra da un capo all'altro un tubo di gomma verde sbiadito per delimitare il ring. A quel punto ci levavamo la camicia, ci infilavamo i nostri guantoni color oro e combattevamo.
Ogni round durava due minuti. Se mettevi il piede fuori dal ring, avevi perso. Se piangevi, avevi perso. Se finivi al tappeto o gridavi "Basta!", avevi perso. Alla fine bevevamo Coca-Cola e ci fumavamo le nostre Marlboro, con il petto che si alzava e abbassava per il fiatone e in faccia tutte le sfumature possibili di rosso, di nero e di giallo.

  





Rayomond Carver
Una piccola, buona cosa
traduzione di Francesco Franconeri
racconto tratto da Cattedrale, Mondadori, 1996

Quel sabato pomeriggio andò in auto dal fornaio al centro acquisti. Dopo aver passato in rassegna le fotografie delle torte appiccicate sulle pagine di un raccoglitore, ordinò quella al cioccolato, la preferita
dal bambino. La torta che scelse era sormontata da un razzo spaziale e da una rampa di lancio sotto una manciata di stelle bianche e un pianeta di zucchero rosso. Il nome, Scotty, sarebbe stato tracciato a lettere verdi sotto il pianeta. Il fornaio, che era un signore anziano, dal collo spesso, ascoltò senza dire niente quando lei gli spiegò che il bambino avrebbe compiuto otto anni quel lunedì. Il fornaio indossava un grembiule bianco che somigliava a un camiciotto. I legacci gli passavano sotto le braccia girandogli sulla schiena per poi tornare davanti dov’erano legati sotto lo stomaco prominente. Si asciugò le mani nel grembiule ascoltandola. Teneva gli occhi sulle fotografie e la lasciava parlare. Le diede tutto il tempo. Era appena arrivato al lavoro e se ne sarebbe rimasto tutta la notte lì al forno e quindi non aveva assolutamente fretta.





GRACE PALEY
Nata a New York nel 1922, Grace Paley era figlia di ebrei ucraini fuggiti al regime degli Zar; crebbe tra nenie russe, cadenze ebraiche e le molte inflessioni del Bronx e del Lower East Side. Sviluppò un orecchio perfetto per i dialoghi e le voci, che fa convergere in un brillante crogiuolo di linguaggi. Dopo aver studiato poesia con W. H. Auden, si avvicinò al genere del racconto, di cui divenne magistrale interprete nelle tre raccolte The little disturbances of man (1959; trad. it. Piccoli contrattempi del vivere, Einaudi, 1986); Enormous changes at the last minute (1974; trad. it. Enormi cambiamenti all’ultimo momento, Einaudi, 1982); Later the same day (1985; trad. it. Più tardi nel pomeriggio, Einaudi, 1987). 


Sopra, la scrittrice americana Grace Paley in un ritratto della fotografa Dorothy Marder

L'impegno di pacifista, la militanza nel femminismo e nella lotta contro l'emarginazione, si riflettono nelle brevi storie in cui Grace Paley, con scrittura ellittica e ironica, mette in scena i piccoli conflitti della vita quotidiana in una metropoli, indagando sulle recondite risorse di personaggi socialmente e moralmente fragili. I racconti di Grace paley sono storie piccole, costantemente giocate sul crinale poetico dell’incertezza e della marginalità. Cronache di vita, di gente comune. Storie di amori e matrimoni, di infedeltà e divorzi, di amicizie e tradimenti, di fedi politiche e ateismi quotidiani. Di “figli piccoli che consolano e di figli grandi che deludono, di mamme sedute al parco e di mamme che muoiono”. Di accidenti con la legge e col destino, della bruciante evasione di un sogno erotico e dei banali problemi d’ogni giorno. Una curiosa mescolanza di famiglia, politica e storia, un’ironica rielaborazione di temi alti e bassi in cui gli uni fanno da backstage agli altri offrendo spiegazioni sorprendenti e mai scontate.
La sua produzione poetica è raccolta in New and collected poems (1992; trad. it. parziale In autobus e altre poesie, Empiria, 1993) e i suoi racconti in The collected stories (1994; trad it. Piccoli contrattempi del vivere. Tutti i racconti, Einaudi, 2002). Nel 1998 ha pubblicato l'autobiografia Just as I thought (trad. it. L’importanza di non capire tutto, Einaudi, 2007).
Grace Paley è mancata nel 2007.


BENJAMIN PERCY
Benjamin Percy è nato nel 1979 a Eugene, Oregon; nei primissimi anni di vita ha vissuto per breve tempo alle Hawaii. La sua famiglia in seguito si trasferì a Tumalo, Oregon. Fin da piccolo dimostrò interesse e attitudine per la scrittura, all’università, però, non si iscrisse a lettere, bensì a archeologia presso la Brown University. Fece quindi degli stage come archeologo, ma con l’andare del tempo si accorse che questo settore si rivelava per lui meno soddisfacente del previsto; così, spinto dalla sua ragazza (ora sua moglie), Lisa, Percy cambiò rotta e si concentrò definitivamente sulla scrittura, considerandola la sua professione. Dopo la laurea presso la Brown University, ha frequentato la Southern Illinois University, conseguendo il Master of Fine Arts in scrittura creativa. Successivamente Percy ha cominciato a pubblicare molti racconti su riviste e a raccoglierli in volumi. Oltre a scrivere, Percy insegna scrittura creativa. Dopo aver insegnato presso l'Università del Wisconsin Stevens Point e, sempre nel Wisconsin, presso la Marquette University, Percy, è stato docente anche presso la Iowa State University, e ha tenuto convegni. Nel 2010, Benjamin Percy è stato tra i giurati del Premio Fiction Flatmancrooked.
I racconti di Benjamin Percy sono stati pubblicati in numerose riviste letterarie. La sua prima raccolta di racconti, The Language of Elk, è stato pubblicato dalla Carnegie Mellon University Press nel 2006. Il suo racconto, Refresh, Refresh (tradotto in lingua italiana con il titolo Città senza padri e pubblicato nel volume I serpenti del cratere, Mondadori, 2011) è apparso per la prima volta sulla The Paris Review e ha vinto il Premio Pushcart nel 2006, e è stato incluso nel volume The Best American Short Stories 2006. Il racconto è stato anche interpretato al Symphony Space per il programma radiofonico della NPR Selected Shorts; la curatrice della Miglior raccolta americana 2006, Ann Patchett, ha indicato il racconto Refresh, Refresh il migliore del libro.


Sopra, lo scrittore americano Benjamin Percy

La narrativa di Percy trae ispirazione principalmente dalla regione High Desert del Central Oregon da cui proviene.
Nel 2007, a Percy è stato assegnato il Premio annuale Plimpton dal The Paris Review, che normalmente viene dato a un autore emergente che ha scritto per tale pubblicazione.
Nel 2008, Percy è stato uno dei vincitori del Premio Whiting Writers’, assegnato ogni anno dal The Mrs. Giles Whiting Foundation. Il premio assegna $ 50.000 per poeti, scrittori di narrativa e di saggistica, e drammaturghi “di eccezionale talento e promettente carriera”. La fondazione, che sostiene le discipline umanistiche e la scrittura, è stata fondata nel 1963 da Flora E. Whiting, e il suo premio di scrittura è stato assegnato per la prima volta nel 1985.
 
http://www.benjaminpercy.com/ 
http://twitter.com/Benjamin_Percy

RAYMOND CARVER
Raymond Carver è nato il 25 maggio 1938 a Yakima, nello stato di Washington. E' figlio di un operaio di segheria e di una cameriera di ristorante in una piccola cittadina dello stato di Washington. Appena finito il liceo iniziò a lavorare nella segheria con il padre, ma a 18 anni aspettava già un figlio dalla sua ragazza, Maryann, di sedici anni. I due decisero di sposarsi. Anche Carver si laureò dopo il matrimonio alla Chico State College dove lo scrittore John Gardner lo incoraggiò a scrivere. Cominciò a passare da una cittadina all'altra. Lavorava di notte e frequentava le lezioni di giorno. Poi andò allo Iowa Writers' Workshop con l'aiuto di un suo insegnante, Dick Day, che mandò un suo racconto e qualche sua poesia a Don Justice, incaricato di assegnare le borse di studio. Carver ricevette una borsa da 500 dollari, che però non bastava per la moglie e i due figli, nonostante Carver lavorasse nella biblioteca per un dollaro all'ora e sua moglie facesse la cameriera.
Carver lasciò lo Iowa Writers' Workshop e andò in California dove, per tre anni fece il portiere di notte in un ospedale, la mattina scriveva, mentre la moglie vendeva libri a domicilio.
I problemi di Carver con l'alcoolismo iniziarono a 29 anni. Dopo arresti, ricoveri, disintossicazioni, riuscì a liberarsi del problema nella data che lui ricorda come il 7 giugno 1977, quando viveva ormai separato dalla moglie, in una cittadina della California.
Nel 1976 esce la sua prima raccolta di racconti Will You Please Be Quiet, Please? (trad. it. Vuoi star zitta per favore? Racconti, 1988). Ma la pubblicazione dei racconti che gli diedero la fama non era riuscita a migliorare la sua situazione economica. Carver riuscì a smettere di bere, anche con l'aiuto degli Alcoolisti Anonimi, nella cui sede, per il primo mese di astinenza, passò tutte le sue giornate. L'alcoolismo non gli impedì di insegnare allo Iowa Writers' Workshop nell'autunno del 1973 insieme a John Cheever, anche lui alcolizzato. Ormai disintossicato iniziò a insegnare in un College a El Paso e lì nel 1979 conobbe Tess Gallagher, una poetessa che insegnava letteratura all'Università di Syracuse. Da due anni Carver era separato dalla moglie, andò a convivere con Tess, e continuò a insegnare a Syracuse.
Carver rifiuta l'etichetta di "minimalista" attaccatagli dalla critica, ma il suo stile asciutto, oggettivo, freddo e preciso fa scuola tra i nuovi scrittori e una intera generazione di autori verrà associata a Carver col nome di "minimalisti".






                                        Sopra, lo scrittore americano Raymond Carver

Nel 1981 uscirono i 17 racconti di What We Talk About When We Talk About Love (1981; trad. it. Di cosa parliamo quando parliamo d'amore, 1987)e nel 1983 uscirono i 18 racconti di The Cathedral (1983; trad. it. Cattedrale, 1984). Carver ricevette la borsa di studio Mildred and Harold Strass Livings che gli assicurava 35.000 dollari all'anno, per cinque anni. La "Paris Review" gli pubblicò una lunga intervista che lo rese famoso. Carver lasciò l'Università di Syracuse e scrisse una sceneggiatura per Michael Cimino che gli permise di comprarsi una Mercedes e costruirsi una casa a Port Angeles, nello stato di Washington, città natale di Tess Gallagher. Ricomincia a scrivere poesie: uscirono le raccolte "Where Water Come Together With Other Water" (1985) , "Near Klamath" (1968), "Winter insania" (1970) e "At Night the Salmon Move" (1976). Raggiunse il successo. Carver era riuscito a ottenere la calma e la serenità che a lungo aveva ricercato, anche grazie a Tess, con la quale ha instaurato un profondissimo legame, anche intellettuale. Poi la malattia. Un tumore lo stronca nel 1988.
 
RESOCONTO DELL'INCONTRO DEL 13.12.2012


Affrontiamo oggi tre autori totalmente calati nella società americana. A notare però che Percy e Carver ambientano le loro storie negli stati del Nord Ovest mentre la Paley è di New York. Ecco i commenti del gruppo:

- un conto è leggere un libro di novelle dello stesso autore; diverso, invece, è leggere tre novelle di autori diversi. Qui si confrontano tre modi diversi di scrivere. Mi è piaciuto di più il racconto di Percy che dipinge lo stato morale di abbandono nel quale si trovano molti giovani negli Stati Uniti.

- a me è piaciuto molto Percy, lui rappresenta una città di provincia, con un livello molto basso. E c'è gente che accetta di fare il riservista, per esempio per farsi pagare gli studi universitari, quindi poi se c'è la guerra devono andarci per forza. Mi è piaciuto il testo, l’autore ha questo modo diretto di raccontare e riesce a trasmettere il senso drammatico della situazione. Per quanto riguarda Carver, mi è piaciuto molto, è tutto giocato sulle incomprensioni che si creano quando si segue il proprio problema senza ascoltare l'altra persona. Mi piacciono molto Carver e Percy. Invece riguardo alla Paley il racconto mi ha lasciato cosi...

- sottoscrivo pienamente. Di Percy mi è piaciuta molto la storia di questi ragazzi. Mi ha scosso quando i ragazzi vedono arrivare questo tipo che deve annunciare loro la morte del padre. E’ scritto veramente bene. Anche l'altro racconto è bello. Mentre quello della Paley mi ha lasciato un po' così.

- io ho letto interamente quello di Percy. E finisce in modo angosciante, loro sono come predestinati, è come un ciclo.

- la figura più tragica è quella del procacciatore di riservisti. Ed esiste veramente questa figura negli Stati Uniti per cercare di arruolare gente.

- a me sono piaciuti questi tre racconti, mi hanno portato a una riflessione sul cambiamento. Questa Paley è riuscita a cambiare e a dare una svolta alla sua vita. Non mi ha esaltato il suo racconto però il tema di sottofondo (il cambiamento, il rinnovarsi e cambiare strada) mi è sembrato molto importante. Anche con Carver ho avvertito il tema del cambiamento: in fondo questi genitori, finché sono rimasti fermi nel loro pensiero, vivevano nell’angoscia totale, ma alla fine quando incontrano una persona (il pasticcere) avviene il cambiamento di tutti i personaggi. E’ molto importante l’argomento. Ho visto come un filo comune tra i racconti: il cambiamento che puoi provocare o che ti arriva dall'esterno. Per quanto riguarda Percy, ha scritto della disperazione. Ma mi ha colpito soprattutto il contrasto tra il titolo “Città senza padri” e questi padri che anche da assenti in realtà sono molto presenti; si sente la cultura dei padri. Qui il cambiamento non c'è stato. Mi ha colpito l’analogia con il romanzo di Grossman: la madre si allontana per non ricevere l'annuncio della morte del figlio. Così per lei rimane vivo. Percy adotta un po' lo stesso sistema, i ragazzi cercano di ammazzare il messaggero per non sapere della morte del padre.

- cosa pensate delle responsabilità di cui parla la Paley in fondo al racconto "responsabilità del poeta maschio è essere donna, quello del poeta donna è essere donna"?

- mio padre è morto quando eravamo piccoli, mia madre ha gestito la casa come un uomo, ha svolto anche il ruolo dell'uomo.

- forse bisognerebbe leggere tutto il libro della Paley


- a volte vogliono fare gli ermetici gli scrittori, non è che per tutto ci deve essere per forza un ragionamento. Io non ho letto “Città senza padri”. E il racconto della Paley non l'ho capito. “Una piccola, buona cosa” di Carver mi ha scioccato in quanto madre, ho sentito molto il dramma di questa famiglia. Sono due racconti strani comunque. Ad ogni modo se la scrittura è strana non mi spacco la testa per cercare di capire.

- ho apprezzato molto la capacità improvvisa di Paley. L'ho sopranominata “Grace pallida”. A chi la offende, lei risponde con dei commenti laconici ma che sono come il ferro di un idraulico, diventa tagliente. Mi è piaciuto quando parla dell’incapacità dei padri di immaginare la vita delle figlie. L'ho notato anche nel racconto di Carver: questa incapacità dei maschi di uscire dal loro piccolo guscio. E invece quello che mi ha colpito di questo racconto di Percy è l’aspetto totalmente cinico, quando descrive come vivono i personaggi, la riserva degli indiani, non c'è differenza tra gli animali che si uccidono.

-anch'io ho letto tempo fa ma mi ricordo che i personaggi sono molto vividi. Riesci a immaginarli senza difficoltà. Anch'io ho preso le distanze dal racconto della morte del bambino. Per quanto riguarda la Paley, avrei voglia di leggerla per capirne di più. Forse perché è troppo breve il racconto che abbiamo letto. Mi sembra molto spigolosa ma con una grande personalità. Gli altri due racconti sono più classici ma belli.

- la storia del pasticciere di Carver è geniale.

- anch'io l'ho trovata molto essenziale la Paley, con una capacità di scrivere breve ma essenziale. Si dovrebbe leggere qualcos'altro di lei per capire. Interessante però... Carver mi ha lasciato tanto dentro, perché colpisce la scena del bambino che viene investito, si rialza e va a casa... Riesci a vedere bene quello che è successo, e poi Carver è straordinario nel portarti all'esasperazione dell'ansia, per esempio con il tema del pasticciere che telefona continuamente e anche la conclusione mi piace. E' una bella conclusione. Percy per me è stato una scoperta, calata nella realtà dell'Oregon entri dentro nell'atmosfera attraverso quello che fanno i personaggi. Si sente molto la presenza dei padri che non ci sono. Carver ha la capacità di portarti dentro la storia. I personaggi sono vividi.

- secondo me sarebbe da ripetere l'esperimento dei vari racconti da accostare.

- io preferisco il libro piuttosto che il racconto corto.

- una volta all'anno faremo i racconti

- io personalmente ho bisogno di leggere più di un racconto di un autore. E' uno stimolo splendido per carità, ma preferisco un libro più lungo. Sto invece leggendo un libro di racconti ma tutti dello stesso autore.

- nei racconti talvolta è importante che l'autore stimoli l'immaginazione, ci domandiamo che cosa intendeva dire, è stimolante. Devono provocare; anche la poesia fa questo, in modo diverso.

- quindi se inseriamo un libro di racconti va bene...

- io ho trovato il racconto di Percy molto freddo come stile, molto distaccato, quindi più forte.

La serata è terminata con lo scambio dei regali e degli auguri. Il gruppo si è spostato in un'altra sala della Biblioteca dove, con sorpresa, ha trovato ad attenderlo un tavolo con un cesto di sorprese (libri) e delle tazze dipinte a mano dalla carissima e bravissima Dina. In seguito, un brindisi, una fetta di panettone e tantissimi auguri! 
Prossimo incontro il 10 gennaio per parlare del libro di Virgina Woolf, "La Signora Dalloway".
Qui di seguito alcuni momenti dello scambio degli auguri!