Per la nostra rubrica dei saggi n. 9 - Lorella Zanardo: "Senza chiedere il permesso. Come cambiamo la TV (e l’Italia)"

Lorella Zanardo
Senza chiedere il permesso. Come cambiamo la TV (e l’Italia)
Feltrinelli, 2012

 immagine tratta dal sito: http://www.cristinazagaria.it




Chi non deve chiedere il permesso sono i giovani, donne e uomini. Non devono chiedere il permesso per ribellarsi al degrado nel quale sono caduti i mezzi di informazione, dalla TV ai rotocalchi, alla rete web. Di Lorella Zanardo bisogna innanzi tutto sapere quello che ha fatto con il suo documentario “Il corpo delle donne”, che nel 2010 è diventato un libro. Una volta resisi conto di questo, si può passare alla lettura di quello che ha scritto quest’anno. Un libro che non solo denuncia le immagini perverse e “tossiche” che inquinano la televisione, la stampa e la rete internet, ma indica pure in che modo ci si può disinquinare. L’operazione di disinquinamento deve essere fatta “senza chiedere il permesso” e deve essere fatta soprattutto dai giovani. La Zanardo scrive che tutti i media svolgono un’attività sociale, quindi dovrebbero fare l’interesse collettivo, invece fanno esattamente l’opposto. Per cambiare questo stato di cose ci dice che bisogna impadronirsi di alcune nozioni basilari per imparare a utilizzare i media senza lasciarsi sopraffare da essi. Le 230 pagine del libro servono proprio a questo scopo. Forse ben consapevole che in Italia la lettura di un libro non è un mezzo molto utilizzato, “senza chieder il permesso” è anche l’indirizzo di un sito web dove si può visualizzare e ascoltare quanto l’Autrice dice agli studenti delle scuole dove entra a insegnare come usare i media liberamente e democraticamente. Le ultime venti pagine del libro sono dedicate ai “social network”. A mio avviso su quest’ultimo argomento la Zanardo ci dovrà ritornare perché, oltre a quanto già c’è di “inquinante” sulla rete, è recente la notizia che dietro al web ufficiale c’è un “deep web” che è una rete occulta e profonda dove interagiscono attività illegali difficili da scoprire. Oltre alla bibliografia, prima dell’indice, è inserita anche la “sitografia”; un neologismo che probabilmente in futuro incontreremo spesso.
 
                                                                                                                                di Enrico Sciarini  
       

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