Consigli di lettura del GdL per l'estate 2012

Come ogni anno le lettrici e i lettori del GdL consigliano qualche libro per l'estate!
Ecco i consigli di lettura per l'estate 2012
 

Andrea Radaelli
La musica salva la vita. Il "sistema" delle orchestre giovanili dal Venezuela all'Italia
Feltrinelli

Venezuela: uno dei posti al mondo dove vivere è più difficile, tra crimine e povertà. Tre membri della popolazione urbana su dieci vivono nei barrios, baraccopoli dove manca tutto. Eppure nel paese, oggi, sono 350 mila i bambini e ragazzi a rischio che attraverso la musica trovano un senso alla vita, un riscatto sociale, spesso una professione. A volte, diventano essi stessi star internazionali, come è accaduto a Gustavo Dudamel, Diego Matheuz, Edicson Ruiz. È il miracolo del Sistema, creato da José Antonio Abreu nel 1975 a Caracas, e da lì esteso a ogni angolo del Venezuela e poi a tutto il mondo. Nel 2012 sono 285 le scuole di musica sparse per il paese latinoamericano; si comincia a giocare con le note già a due anni, e poi ci sono i corsi nelle carceri e le iniziative dirette ai portatori di handicap. Soprattutto, ci sono infinite orchestre, cori, gruppi, per imparare a suonare ma anche per crescere. Grazie a generosi sostegni soprattutto pubblici, il Sistema può contare su una rete capillare di orchestre per bambini e giovani, in cui l'educazione musicale è completamente gratuita (compresi strumenti, spartiti e, se necessario, cibo e vestiti). E sta diventando un modello non solo per i paesi in via di sviluppo. Claudio Abbado (che firma la prefazione) ha annunciato che intende portare in Italia il "Sistema". Questo libro racconta la storia di José Antonio Abreu, ma anche di un modello artistico, educativo e sociale valido a tutte le latitudini: la storia di un'utopia realizzata.

Philippe Jaenada
Il cammello selvatico
Feltrinelli

Un traduttore imbranato vuole aggiustarsi il termosifone elettrico del bagno.La scossa potente e il crollo nella vasca da bagno inaugurano una lunga serie di malintesi con il mondo, con il prossimo, con le cose. Ma Halvard Sanz, questo il nome dell'eroe, ha un dono meraviglioso: l'ottimismo temperato dall'ironia. Dopo una lunghissima serie di peripezie, Halvard decide di andarsene: Londra, Tokio, New York e, infine, l'Egitto, con la strana sensazione di essere ad un passo dal capire se la vita è atroce o è bella. O se è atroce perché bella. La risposta la troverà in un documentario sui cammelli selvatici australiani.


Angeles Mastretta
Mariti
Giunti

Complice di chiunque conosca le delizie e malizie della vita trascorsa con un essere amato, Angeles Mastretta ritrae nei suoi "Mariti" uomini indimenticabili, pigri, audaci, irragionevoli, brutali, teneri, insostituibili o sostituibilissimi. Uomini disegnati dalle parole d'amore, di rabbia, di nostalgia e di allegria che si scambiano le loro donne, perché "i mariti sono uno stato d'animo".




Celia Dale
In veste di agnello
Sellerio

Grace e Janice sono nate povere, nella più defraudata working class inglese. Grace è intelligente, fredda, autoritaria, disincantata ed esperta; Janice vorrebbe solo essere sollevata dalla responsabilità di occuparsi di se stessa. In carcere si incontrano, si capiscono e decidono di fondare insieme un'impresa... Potrebbe essere l'inizio di un soggetto del free cinema inglese degli anni Sessanta: l'ordinaria congerie di quotidiani piccoli squallori senza storia, e forse un dramma finale inopinato. E invece, Grace e Janice decidono di dare un vento di eroismo alla propria esistenza: una società per derubare, dietro a una infallibile messa in scena, pensionate indifese a casa loro. Con competenza sociologica, istrionica destrezza, impiegatizia monotonia, tanto per mettere insieme due modesti stipendi a fine mese. Imprese facili in monolocali carichi di ninnoli rosa e merletti, su piani di formica e pavimenti di linoleum, che inevitabilmente si tingono del nero della morte e si intrecciano nelle linee del thriller. Ma le racconta uno spirito strano, fuori dai generi: candido e acuto insieme che sa non disperdere negli obblighi della trama la fascinazione del gioco dei caratteri e delle psicologie. 

Eric de Kuyper
Al mare
Iperborea

Le vacanze dell’infanzia, quel periodo che torna con la sua magica ciclicità, le giornate apparentemente sempre uguali, che sembrano sospendere nella loro uniformità il passare del tempo. Il mondo separato e serio dei bambini che guardano quello estraneo degli adulti, notandone le incongruenze e accettandone l’incomprensibilità. Sono le vacanze al mare della sua famiglia a Ostenda che de Kuyper racconta, guardando a distanza il bambino che era e sovrapponendovi a tratti lo scrittore che è. Gli anni Cinquanta di un mondo che non esiste più, un Amarcord belga, che pure ci sembra così parte del nostro passato.

Natasa Dragnic
Ogni giorno, ogni ora
Feltrinelli

Primi anni sessanta a Makarska, piccola cittadina di mare in Croazia. Luka, cinque anni, vede arrivare la nuova compagna di scuola. I capelli neri, lunghi e ondulati. Una borsa a righe bianche e blu. Il sorriso aperto. Non riesce a staccarle gli occhi di dosso. Intanto Dora varca speranzosa la soglia della classe e si guarda attorno. Un bimbo grande la osserva: è il suo principe, ne è sicura. Da quel momento Dora e Luka diventano inseparabili. Non esistono altri bambini, amici, passatempi. Solo una distesa infinita di giorni trascorsi insieme sul loro scoglio a osservare le nuvole, a parlare e sognare. Finché, un settembre, la famiglia di Dora si trasferisce in Francia e l'idillio si spezza. Sedici anni dopo, il destino regala a Dora e Luka un'altra chance: inaspettatamente si incontrano a Parigi. Sono cresciuti, ma nulla è cambiato e il loro amore ora diventa adulto, carnale, assoluto. Eppure qualcosa spinge Luka a fuggire... Dalla Croazia alla Francia, dal porto di Makarska ai teatri di Parigi, con una scrittura ipnotica e potente Natasa Dragnic´ racconta la storia d'amore fuori dal tempo di due anime indissolubilmente legate. Una passione fatta di baci che sanno di acqua salata. Di respiri, luci, colori. Di addii e ricongiungimenti. Una storia unica eppure universale, semplice e travolgente come le parole con cui è narrata.