Per cominciare, tè o caffè?
Tè e caffè, in momenti diversi e in situazioni diverse. Le mie passioni non sono mai esclusive, quindi anche le mie abitudini tendono a essere polimorfe. Senza un caffè la mattina non mi sveglio bene, ma se il pranzo è giapponese il tè verde si impone, e in una sera d'inverno può andare benissimo anche solo una tazza di acqua calda.
Cosa sta leggendo?
Un classico che non avevo mai letto per intero: Le avventure di Sherlock Holmes.
Cosa rilegge e rilegge...?
Non rileggo quasi mai: consulto. I libri importanti me li ricordo (e quelli che non ricordo per niente non dovevano essere importanti, almeno per me), perciò se li riapro è perché sto cercando un certo passo da ripercorrere o una citazione da controllare.
Carta o ebook?
Tutti e due. Avevo sempre trovato faticoso leggere sullo schermo, ma con gli e-book reader che non hanno lo schermo retroilluminato non c'è più questo problema, si legge benissimo.
Quando e dove scrive di preferenza?
Non importa dove o quando, importa che ci sia il mio computer. Ho sempre usato una tastiera, prima con le macchine da scrivere, poi con la videoscrittura. E non sono capace di scrivere a orari fissi, lo faccio quando ho un'idea.
Un luogo del cuore?
Mi piace molto viaggiare, quindi il mio cuore va dove vado io. Però il luogo dove torno sempre, fisicamente quando posso permettermelo e con lo studio e il lavoro culturale in ogni altro momento, è il Giappone.
Nel suo nuovo romanzo Le ragazze di Pompei (Barbera editore, in libreria dal 9 febbraio 2012) trasporta il lettore in un’antica Pompei ancora effervescente di vita, sulle orme di una nuova figura di donna esuberante, curiosa, consapevole. Caratteristiche forse senza tempo?
Vibia Tirrena assomiglia un po' a una mia amica di gioventù, una napoletana con tanti capelli ricci e tanto entusiasmo di vivere. Ma è ispirata anche alla famosa immagine pompeiana della giovane donna con la tavoletta in mano e lo stilo pensosamente appoggiato alle labbra, la cosiddetta Saffo. Mi sono divertita a far uscire dal quadro quella ragazza. E come noteranno i lettori, le ho dato uno sfondo storicamente documentato al millimetro, ma un linguaggio che è quello di oggi.
C’è una biblioteca amata nella sua storia?
La Biblioteca Ambrosiana di Milano. Ci ho mandato la Bruttina Stagionata a fare una delle sue ricerche storiche.
Pensa che l’attitudine alla lettura di una popolazione possa incidere sulla vita di un Paese?
Penso proprio di sì, ahimè. E dico ahimè ma dovrei dire ahinoi, visto che in Italia si legge così poco. Conoscendo il Giappone posso fare il confronto: lì la tradizione neoconfuciana ha prodotto un popolo di lettori forti e, guarda caso, il Giappone è il paese della cortesia, del rispetto delle regole, del senso di responsabilità e dell'amore per la bellezza.
Prima di salutarla vorrei sbirciare nella sua borsa; contiene magari un libro che non lascia mai e che le fa compagnia quando è in giro?
Tutti i libri fanno compagnia! Basta che siano scritti bene.
Tè e caffè, in momenti diversi e in situazioni diverse. Le mie passioni non sono mai esclusive, quindi anche le mie abitudini tendono a essere polimorfe. Senza un caffè la mattina non mi sveglio bene, ma se il pranzo è giapponese il tè verde si impone, e in una sera d'inverno può andare benissimo anche solo una tazza di acqua calda.
Cosa sta leggendo?
Un classico che non avevo mai letto per intero: Le avventure di Sherlock Holmes.
Cosa rilegge e rilegge...?
Non rileggo quasi mai: consulto. I libri importanti me li ricordo (e quelli che non ricordo per niente non dovevano essere importanti, almeno per me), perciò se li riapro è perché sto cercando un certo passo da ripercorrere o una citazione da controllare.
Carta o ebook?
Tutti e due. Avevo sempre trovato faticoso leggere sullo schermo, ma con gli e-book reader che non hanno lo schermo retroilluminato non c'è più questo problema, si legge benissimo.
Quando e dove scrive di preferenza?
Non importa dove o quando, importa che ci sia il mio computer. Ho sempre usato una tastiera, prima con le macchine da scrivere, poi con la videoscrittura. E non sono capace di scrivere a orari fissi, lo faccio quando ho un'idea.
Un luogo del cuore?
Mi piace molto viaggiare, quindi il mio cuore va dove vado io. Però il luogo dove torno sempre, fisicamente quando posso permettermelo e con lo studio e il lavoro culturale in ogni altro momento, è il Giappone.
Nel suo nuovo romanzo Le ragazze di Pompei (Barbera editore, in libreria dal 9 febbraio 2012) trasporta il lettore in un’antica Pompei ancora effervescente di vita, sulle orme di una nuova figura di donna esuberante, curiosa, consapevole. Caratteristiche forse senza tempo?
Vibia Tirrena assomiglia un po' a una mia amica di gioventù, una napoletana con tanti capelli ricci e tanto entusiasmo di vivere. Ma è ispirata anche alla famosa immagine pompeiana della giovane donna con la tavoletta in mano e lo stilo pensosamente appoggiato alle labbra, la cosiddetta Saffo. Mi sono divertita a far uscire dal quadro quella ragazza. E come noteranno i lettori, le ho dato uno sfondo storicamente documentato al millimetro, ma un linguaggio che è quello di oggi.
C’è una biblioteca amata nella sua storia?
La Biblioteca Ambrosiana di Milano. Ci ho mandato la Bruttina Stagionata a fare una delle sue ricerche storiche.
Pensa che l’attitudine alla lettura di una popolazione possa incidere sulla vita di un Paese?
Penso proprio di sì, ahimè. E dico ahimè ma dovrei dire ahinoi, visto che in Italia si legge così poco. Conoscendo il Giappone posso fare il confronto: lì la tradizione neoconfuciana ha prodotto un popolo di lettori forti e, guarda caso, il Giappone è il paese della cortesia, del rispetto delle regole, del senso di responsabilità e dell'amore per la bellezza.
Prima di salutarla vorrei sbirciare nella sua borsa; contiene magari un libro che non lascia mai e che le fa compagnia quando è in giro?
Tutti i libri fanno compagnia! Basta che siano scritti bene.
Carmen
Covito è nata a Castellammare di Stabia (Na) e ha vissuto a Madrid,
Tokyo, Brescia, prima di stabilirsi a MIlano. Laureata in Filosofia, ha
lavorato come insegnante di Lettere nelle scuole medie e superiori, copywriter
pubblicitaria, sceneggiatrice di fumetti, giornalista culturale, redattrice
editoriale specializzata in risvolti di copertina e traduttrice. Si è inoltre
occupata di scambi culturali tra Italia e Giappone. Ha esordito nel 1992 con il
romanzo di successo La Bruttina
Stagionata (Bompiani, Premio Rapallo-Carige Opera Prima ’92 e Premio
Bancarella ’93), seguito dai titoli Del
Perché i porcospini attraversano la strada (Bompiani 1995), Benvenuti in questo ambiente (Bompiani,
1997), La rossa e il nero (Mondadori,
2002) e il nuovo Le Ragazze di Pompei
(Barbera, 2012).
Nel 2007 Ha fondato a Milano l’Associazione culturale Shodo
(www.shodo.it) per diffondere la conoscenza
della cultura artistica giapponese e in particolare della via della scrittura. Il
suo sito è www.carmencovito.com.
di Paola Romagnoli


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