Resoconto dell'incontro del GdL del 17 novembre: After Dark di Murakami Haruki

After Dark, di MURAKAMI HARUKI

INCIPIT. 11:56 pm. È una metropoli quella che abbiamo sotto gli occhi. La vediamo attraverso lo sguardo di un uccello notturno che vola alto nel cielo. Nel nostro sconfinato campo visivo, appare come un gigantesco animale. O un confuso agglomerato, composto da tanti organi avvinghiati l'uno all'altro. Un'infinità di arterie si protendono fino alle estremità di un corpo inafferrabile, vi fanno circolare il sangue e ne rigenerano di continuo le cellule. Trasmettono nuove informazioni, e raccolgono quelle vecchie. Comunicano nuovi bisogni, e raccolgono quelli vecchi. Portano nuove contraddizioni, e raccolgono quelle vecchie. Al ritmo di queste pulsazioni, il corpo si accende in più punti, si infiamma, si contorce. La mezzanotte è vicina, il metabolismo di base per sostenere la vita dell'organismo, che ha appena superato la fase culminante della sua attività, continua con vigore inalterato. Un gemito, quasi un accompagnamento in sottofondo, si leva dalla città.






MURAKAMI HARUKI è nato a Kyoto nel 1949 ed è cresciuto a Kobe. È autore di molti romanzi, racconti e saggi e ha tradotto in giapponese autori americani come Fitzgerald, Carver, Capote, Salinger. Con La fine del mondo e Il paese delle meraviglie Murakami ha vinto in Giappone il Premio Tanizaki. Tra i suoi maggiori sucessi Norwegian Wood (Tokyo Blues), Kafka sulla spiaggia, e sono appena usciti i primi due libri della trilogia 1Q84.


Commenti sul libro "After Dark"
Questi i commenti del GdL intorno alla lettura del romanzo "After Dark"

- bella la descrizione di Tokio però tutta la storia… con questa telecamera che entra ed esce, non ho capito cosa volesse dire. Mi sembra che parli di una dimensione ancora sconosciuta, una specie di sesto senso….Non mi ha particolarmente colpito.

- c’è una bella frase che cita Murakami: "Credo che uno dei compiti più importanti di uno scrittore sia attivare quel territorio dello spirito che nella vita quotidiana non viene usato".

- ho visto 4 parti nel libro; c’è una parte descrittiva, poi a sua volta la ragazza entra nel televisore. La persona diventa quasi una macchina. Però questo libro è un genere al quale non sono abituato. Non mi ha entusiasmato. Né grande interesse, né grande piacere. Letto come dovere. La scrittura è moderna e tratta un tema al di là del moderno, proiettato nel futuro. O si è ferrati in questo genere o uno si trova in difficoltà. Questa telecamera che scruta…. Ad un certo punto va insieme la testa insomma. Un autore sicuramente dotato, bisognerebbe leggere qualcos’altro di lui.

- non ho molto da dire sul libro. La letteratura giapponese come quella cinese sono per noi di difficile accostamento perché lontane dalla nostra quotidianità. Questo post moderno ancora di più. Ci lascia perplessi. Per quanto riguarda la trama: ho percepito due piani: c’era una trama più comune, di quotidianità, poi invece diventa di più difficile comprensione la parte con la ragazza in coma. E’ meno comprensibile. Il resto era più scorrevole, capibile. Certo, viene narrato da un occhio esterno che osserva la vita di questi due ragazzi. E’ semplice. Ma poi quando c’è la descrizione della stanza di Eri cambia totalmente registro. Nel complesso non mi ha particolarmente toccato.

- c’è questa telecamera, si svolge tutto in una notte. Ho trovato molta aridità (modernità) nei rapporti. Il dubbio principale riguarda la sorella molto bella che vuole dormire. Perché volersi estraniare da una realtà. Per il tipo di società? A parte i due ragazzi, i rapporti descritti sono molto distaccati. La telecamera non me la spiego. Si, il tema è evadere da una certa realtà ma non me lo spiego questo estraniarsi della sorella bella… Alla fine questa ragazza muove le labbra, sembra voler svegliarsi.

- lei faceva la modella, frequentava altre persone. Per me Mari adorava sua sorella.

- avviene il risveglio quando Mari ricorda la scena dell’ascensore, quando era rimasta prigioniera con sua sorella nell’ascensore fuori servizio . Dopo con sua sorella in coma Mari fa la stessa cosa, ovvero si avvicina fisicamente, la abbraccia per rassicurarla, per curarla.

- io ho pensato che la contrapposizione tra le 2 sorelle era la cosa più forte del libro. C’è la sorella più brutta, più intellettuale contrapposta all’altra che è bellissima e non hanno punti di incontro. In un ambiente vuoto, la sorella Eri è nel letto che dorme e arriva Mari che cerca un punto d’incontro, un contatto fisico. Non si capisce il finale.

- il fatto che riesca ad abbracciare sua sorella è una soluzione del problema. E’ tipico di Murakami sovrapporre diversi livelli di coscienza. Lui è molto visionario. Non amo tanto i romanzi visionari eppure non riesco a staccarmi dai suoi racconti. Ho letto tutti i suoi libri. "After Dark" mi è piaciuto tanto, costruisce dei dialoghi semplicissimi, banali, eppure riesce a trasmettere un’emozione. Ci sono protagonisti solitari, mi rimanda ai quadri di Hopper, c’è la musica jazz. Poi a volte leggi delle pagine e pensi questo non serve… però poi ti accorgi che dietro c’è una grande riflessione.

- ho raccontato il momento in cui avviene il risveglio della ragazza. Ho ascoltato la musica di cui parla Murakami nel libro. Mi capitava con Tondelli. E’ un’esperienza bellissima sentire questa musica. Alla fine quando c’è il dialogo tra i due ragazzi, lei dice che deve andare in Cina. Lui dice "sono capace di aspettarti…". Il tempo è molto importante in questo romanzo: "quando tornerai sono sicuro che sentiremo la musica di Love Story", lei dice" prima di lasciarti ti devo raccontarti di mia sorella…." Il dialogo è molto semplice. Mari racconta la scena di quando si stringono le due sorelle nell’ascensore guasto. Mari e Sori. Poi a casa Mari fa la stessa cosa con la sorella in coma. C’è un bel brano, quando la cameriera del Love Hotel dice "i ricordi sono combustibili…".

- vi leggo qualche passaggio: "il nuovo giorno sta per arrivare….. il tempo nuovo è quello vecchio che…" Pag. 104 la panchina, le foglie: Mari e Tagashi seduti sulla panchina, altalene, saliscendi, alberi scuri….foglie morte….

- mi piace l’idea di andare ad ascoltare la musica di cui parla il libro

- il ragazzo dice "quando fa buio ci si stanca di più". Murakami dipinge un’altra dimensione. E’ stato bravo l’autore ad introdurre l’argomento della violenza sulle donne (la ragazza che viene picchiata dal cliente nel Love hotel, è in balia della mafia cinese).

- è uno scrittore che getta tante esche, poi tutto si semplifica… anche questa violenza esercitata dall’impiegato sulla prostituta e che dice "io dovevo farlo" poi tutto tranquillo. Crea tante coincidenze ma poi rimangono coincidenze.

- dentro questo romanzo c’è sempre qualcosa di tecnologico che ti arriva, la telecamera, il telefonino del colpevole lasciato nel supermercato…

- comunque è una letteratura un po’ lontana da noi. Non per la storia ma per la stranezza dei rapporti tra i personaggi.

- sono personaggi che si incontrano e si raccontano cose molto profonde anche se non si conoscono. Mari chiede al ragazzo che ha attaccato bottone con lei: "ma perché ti interessi a me?" Il ragazzo risponde: "in questo momento non te lo so spiegare però vedrai che dopo un po’...".

- ho trovato lo stile di Murakami molto tecnico, costruito, artificiale nel senso che lui ricorre ad artifici (il grande uccello notturno che sorvola la megalopoli e si avvicina, sente il pulsare delle strade trafficate ed illuminate…). Mi ricorda una scena iniziale del film di Hitchcock "Una finestra sul cortile". Artificio anche nell’utilizzo della telecamera per descrivere la stanza della sorella in coma. All’inizio non mi piaceva tanto la storia. Poi in seguito ho apprezzato l’aspetto affettivo che è messo molto bene in rilievo proprio in contrasto con la parte descrittiva di un mondo artificiale; mi è piaciuta l’importanza dell’affettività in questo mondo freddo della megalopoli.

Tutto sommato è emerso un certo disorientamento di fronte allo stile di Murakami semplice e allo stesso tempo costruito. Non siamo abituati a romanzi di questo tipo. Quindi non un giudizio negativo ma piuttosto di stupore. Forse bisognerebbe leggere altri libri di questo autore per capire meglio il suo universo.
  

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