"Viva l'Italia!" di Aldo Cazzullo


Un amico del GdL ci segnala il libro di Aldo Cazzullo, "Viva l'Italia!" con una prefazione interessante di Francesco De Gregori.
Riportiamo quanto scritto in quarta di copertina e vi auguriamo buona lettura.


Chissà cosa direbbe dell’Italia di oggi Garibaldi, che conquistò un regno ma con sé a Caprera non portò i quadri di Caravaggio el’oro dei Borboni, bensì un sacco di fave e uno catolone di merluzzo secco. Cosa direbbero i volontari della Grande Guerra, che scrivevano alle madri: «Forse tu non potrai capire come non essendo io costretto sia andato a morire sui campi di battaglia, ma credilo mi riesce le mille volte più dolce il morire in faccia al mio paese natale, per la mia Patria.
Addio mia mamma amata, addio mia sorella cara, addio padre mio. Se muoio, muoio coi vostri nomi amatissimi sulle labbra, davanti al nostro Carso selvaggio». Cosa direbbe il generale Perotti, capo del Cln piemontese,condannato a morte dal tribunale di Salò, che ai suoi uomini ansiosi di discolparlo e addossarsi ogni responsabilità grida: «Signori ufficiali,in piedi: viva l’Italia!»?
«Viva l’Italia!» oggi è un grido scherzoso. Ma per molti italiani del Risorgimento e della Resistenza furono le ultime parole. La Resistenza non è di moda. È considerata una «cosa di sinistra». Si dimentica il sangue dei sacerdoti come don Ferrante Bagiardi, che volle morire con i parrocchiani dicendo «vi accompagno io davanti al Signore», e dei militari comeil colonnello Montezemolo, cui i nazifascisti cavarono i denti e le unghie, non i nomi dei compagni. Si dimentica che i partigiani non furono tutti sanguinari vendicatori ma anzi vennero braccati, torturati, impiccati ed esposti per terrorizzare i civili; e che i «vinti», i«ragazzi di Salò», per venti mesi ebbero il coltello dalla parte del manico, e lo usarono.
Neppure il Risorgimento è di moda. Lo si considera una «cosa da liberali». Si dimentica che nel 1848 insorse l’Italia intera. Oggi è l’ora della Lega e dei neoborbonici. L’Italia la si vorrebbe divisa o ridotta a Belpaese: non una nazione, ma un posto in cui non si vive poi così male. Invece l’Italia è una cosa seria.
È molto più antica di 150 anni; è nata nei versi di Dante e Petrarca, nella pittura di Piero della Francesca e di Tiziano. Ed è diventata una nazione grazie a eroi spesso dimenticati. Aldo Cazzullo ne racconta la storia. Respinge l’idea leghista e la retorica del Belpaese.
Prefigura la nascita di un «partito della nazione». E avanza un’ipotesi: che in fondo gli italiani siano intimamente legati all’Italia più di quanto loro stessi pensino.


Auguri di buone feste dal Gruppo di Lettura! Con... promemoria!


I più cari auguri di buone feste dal Gruppo di Lettura!!!
Intanto informiamo del nuovo calendario del Gruppo

13 Gennaio
Si parla di L’estate di Letuche di Rosetta Loy
Si distribuisce E poi siamo arrivati alla fine di Joshua Ferris
Si decide quale libro leggere

17 Febbraio
Si parla E poi siamo arrivati alla fine di Joshua Ferris
Si distribuisce il libro scelto il 13 gennaio
Si decide quale libro leggere
31 Marzo
Programma da definire

Promemoria
Venerdì 4 Febbraio e venerdì 11 Febbraio, ore 18.30 Cascina Ovi
DANTE POETA E NARRATORE. IL REGNO DELL’AMORE, IL PARADISO
A cura del Prof. Alberto Cristofori

fine Febbraio, ore 18.30 Cascina Ovi (la data è in fase di definizione)
Incontro in occasione del 150° Anniversario dell’Unità d’Italia
ORA CHE L’ITALIA E’ FATTA, DOBBIAMO FARE LA LETTERATURA ITALIANA (DIMMI CHI STUDI E TI DIRO’ CHI SEI)
A cura del Prof. Mauro Novelli