Continuano i consigli di lettura estivi

Continuano a arrivare i consigli di lettura estivi: questa volta da parte di Paola Romagnoli che ringraziamo!

Marie Le Drian, Possibili schiarite, (Voland)
Ellen Pogam decide di andare a vivere in un paesino della costa bretone immerso nella nebbia. Sua madre prima di morire le ha lasciato un'incombenza molto particolare: mandare, a suo nome, gli auguri di buon anno alle persone segnate sulla sua agendina blu. Inizia così una sorta di gioco dalle regole bizzarre che non risparmia neanche il lettore. Un romanzo ironico e coinvolgente sul rapporto madre-figlia, l'amicizia fra donne, la solitudine umana






Elizabeth Strout, Resta con me, (Fazi)
Tyler Caskey è una presenza insolita per la comunità di West Arinett. È giovane e i suoi sermoni sono brillanti, frutto di una preparazione e di una sensibilità fuori dal comune. Ed è diverso dalle precedenti guide spirituali che i fedeli hanno conosciuto perché ha carisma, e una moglie di grande bellezza e sensualità accanto. Quasi uno schiaffo di vitalità per tutta la cittadina. Eppure un giorno tutto può cambiare, l'attrazione trasformarsi in sospetto e maldicenza. La giovane signora Caskey muore. Una morte che travolgerà il marito e le loro bambine in modo irreversibile. La figlia maggiore, Katherine, di appena cinque anni, smette di parlare chiudendosi in un silenzio impenetrabile; Tyler non trova più le parole adatte in chiesa, né alcuna misericordia per chi si rivela ottuso, arido, distante. Cosa resta, quindi, del conforto religioso? È vero, sono i conformisti anni Cinquanta, e West Annett è nel Maine, una terra di antichi pionieri rigidamente protestanti. Ma Resta con me si dilata oltre ogni confine e ci conduce nelle pieghe più oscure dei rapporti affettivi, lì dove ogni perdita può rivoluzionare una vita. Scendere, per risalire più in alto: questa è Elizabeth Strout, nella sua scrittura puntuale, nei chiaroscuri emozionali, e in quello sguardo sul mondo nel quale dilaga ancora, inaspettata e dunque più preziosa, l'eco di un'imperscrutabile salvezza.

Nuovi consigli di lettura estivi

Riceviamo e pubblichiamo nuovi consigli di lettura per questa estate 2010!

David Leavitt, Il corpo di Jonah Boyd, Mondadori
A trent'anni di distanza, Judith ripercorre gli eventi del fatale Giorno del Ringraziamento del 1969, da lei trascorso in casa del professore universitario di cui è stata amante, oltre che assistente. Insieme alla famiglia di quell'uomo e ad alcuni suoi amici, a festeggiare c'era anche Jonah Boyd, scrittore di fama che proprio in quell'occasione smarrì il manoscritto del suo nuovo romanzo. Jonah morì poco dopo in preda a una cupa depressione. Solo ora Judith è in grado di scoprire cosa avvenne del manoscritto e come esso abbia poi sconvolto la vita di tutte le persone presenti a quel giorno.




Nathaniel Hawthorne, Venti giorni con Julian, Adelphi
Nell'estate del 1851, rimasto solo con il figlio di cinque anni, Hawthorne si ritrova di fronte a un infaticabile produttore di parole e di domande. Schivo, introverso, non è abituato alle piccole incombenze che accompagnano la vita di un bambino: vestirlo, nutrirlo, distrarlo sempre rispondendo alle sue incessanti domande. Il risultato è un modello, ironico e autoironico, del modo di intendersi di un padre e un figlio, un resoconto di un rapporto dove l'unico adulto che appare è Herman Melville che fa visita all'amico per parlare del possibile e dell'impossibile. Come osserva Paul Auster nel suo saggio introduttivo, Hawthorne è riuscito a compiere quel che ogni genitore sogna: far vivere il proprio figlio per sempre.



A.M. Homes, In un paese di madri, Feltrinelli
"In un paese di madri" narra il rapporto fra Jody Goodman, ventenne alle prime armi col mondo del cinema, e Claire Roth, affermata psicologa quarantenne, sposata e con due figli, che da ragazzina era rimasta incinta e aveva dato la figlia in adozione. Con il procedere della terapia, Claire comincia a sospettare che Jody sia proprio la figlia da cui si separò vent'anni prima e dirotta l'argomento delle sedute, che inizialmente dovevano concentrarsi sulla situazione affettiva e lavorativa di Jody (in crisi rispetto alla sua scelta di andare alla scuola di cinema di Ucla), verso la famiglia di Jody e in particolare verso le circostanze della sua adozione. Tutti i dettagli collimano: le date, i luoghi, le persone. Ma come deve comportarsi Claire allora? Tutti quegli aspetti della vita di Jody che il distacco della professione le permetteva di vedere come innocua o semplice esperienza di vita, improvvisamente la toccano da vicino, le appaiono come terribili minacce per la figlia. In un crescendo di ansia e tensione, Claire perde lucidità e sconfina in un territorio pericoloso, morboso, ossessivo, fino a spingere Jody a scappare. Il legame fra le due, però, reale o immaginario che sia, non è facilmente solubile e le due dovranno incontrarsi ancora una volta...


Piero Colaprico, L'estate del mundial, Marco Tropea Editore
Comincia l'estate del 1982, l'estate del mundial, e Pietro Binda, che tra un paio d'anni andrà in pensione per raggiunti limiti d'età, è un onesto e coriaceo maresciallo alla squadra Omicidi. Ha due indagini di cui occuparsi: una gli viene affidata dal suo superiore, il generale Casiraghi, ed è legata alla misteriosa morte del banchiere Roberto Calvi, impiccato a Londra sotto un ponte; inoltre, perché gliel'ha chiesto Loris, il suo amico anarchico, s'impegna nel giallo che gli sta più a cuore: l'inspiegabile omicidio di un'ex soubrette dell'avanspettacolo, Lavinia Marbella, uccisa dopo aver passato la serata in una sala da ballo.


Grace Paley, Enormi cambiamenti all'ultimo momento, Einaudi I racconti di "Enormi cambiamenti all'ultimo momento" offrono uno spaccato preciso, intenso, della vita di tutti i giorni nel Lower East Side e nel Bronx, i quartieri di New York dove è nata e vissuta Grace Paley. Protagoniste ricorrenti delle brevi trame sono quasi sempre figure femminili. Faith - l'alter ego della Paley - e le sue amiche credono in un mondo migliore per tutti, anche quando sono amareggiate da piccole delusioni o grandi dolori. Portatrici di un'ideologia ugualitaria che vuole realizzarsi giorno per giorno, sono lontane da ogni estremismo e ricche di quella saggezza femminile che si tramanda di generazione in generazione, specialmente nella condizione estraniata dell'emigrante. Il titolo della raccolta allude al momento finale del disastro nucleare, un dramma che ha angosciato la Paley tutta la vita e l'ha spinta all'attivismo fino a condurla a scontare una settimana di prigione nel dicembre del 1978, quando con gli "Undici della Casa Bianca" fu protagonista di una dimostrazione anti-nuclearista.


Grazia Livi, Il vento e la moto, Garzanti
La trama dei rapporti familiari, e in particolare il vincolo che lega una madre al figlio, sono il fulcro di "Il vento e la moto". Grazia Livi riesce a esprimere quello che non riusciamo a dire né a noi stessi né alle persone che ci sono più care. I vortici in cui si possono avvitare i sentimenti vengono via via svelati, con la precisione di un sismografo, irradiando una suggestione profonda. Una prosa limpida accompagna i sottili movimenti del cuore nella vita quotidiana: fughe, pene, rancori, intenerimenti, attese, slanci di gioia e di comprensione. "Il vento e la moto" ci coinvolge nelle vibrazioni dei personaggi e ci fa scoprire in loro la nostra stessa fragile
umanità.


Dolores Prato, Giù la piazza non c'è nessuno,
"Alla Ginzburg sono sempre stata, sono e continuerò ad essere, gratissima. Lei ha sempre amato questo lihro, con quelle manomissioni voleva renderlo più accessibile. Lei rendeva più intellegibile il mio modo di scrivere; ma io preferivo tenermi i miei difetti. Avevamo ragione tutte e due". Sono alcune righe scritte da Dolores Prato nel 1980, in risposta a un articolo in cui veniva definita "rabbiosa" nei confronti di Natalia Ginzburg. Alle spalle di questa precisazione c'è una vicenda editoriale divenuta pubblica: le oltre millecinquecento cartelle del romanzo consegnate nel 1979 dall'ottantenne Dolores Prato a Natalia Ginzburg, vennero ridotte a sole trecento pagine. L'autrice, scontenta dell'edizione parziale, continuò a rivedere il testo e preparò un nuovo dattiloscritto, il quale venne pubblicato nel 1997 da Giorgio Zampa, e che viene qui pubblicato. Un'infanzia primonovecentesca trascorsa ai bordi d'Italia, insieme a oggetti e parole disperse, a uno zio mezzo prete, mezzo pittore, mezzo alchimista e a una zia nubile dalle strane acconciature. La bambina che guida la penna della vegliarda non ha mai saputo perché ha una madre che non si comporta da madre, essendo tale funzione esercitata da una zia che all'ufficio materno mal s'adatta. Lo zio fa da padre, manifestando un amore quieto e misterioso per la piccola che gli cresce accanto scostante, chiusa, restia a chiedere come e perché venisse allevata da quasi estranei...


Winfred Watson, Un giorno di gloria per Miss Pettigrew, Neri Pozza
È una fredda, grigia, nebbiosa giornata di novembre degli anni Trenta a Londra e Miss Pettigrew, il cappotto di un indefinibile, orrendo marrone, l'aria di una spigolosa signora di mezza età e un'espressione timida e frustrata negli occhi, è alla porta di un appartamento al 5 di Onslow Mansions, in uno dei quartieri più eleganti della capitale inglese. Stamani si è presentata come sempre al collocamento e l'impiegata le ha dato l'indirizzo di Onslow Mansions e un nome: Miss LaFosse. L'edificio in cui si trova l'appartamento è tanto esclusivo e ricercato da metterle soggezione. Miss Pettigrew coi suoi abiti logori, il suo mesto decoro e il coraggio perduto nelle settimane trascorse con lo spauracchio dell'ospizio dei poveri, suona ripetutamente prima che la porta si spalanchi e appaia sulla soglia una giovane donna. È una creatura così incantevole da richiamare subito alla mente le bellezze del cinematografo. Miss Pettigrew sa tutto delle dive del cinematografo: ogni settimana per oltre due ore vive nel mondo fatato del cinema, dove non ci sono genitori prepotenti e orridi pargoli a vessarla. Miss LaFosse la fa entrare e poi scompare nella camera da letto, per ricomparire poco dopo seguita da un uomo in veste da camera, di una seta dalle tinte così abbaglianti che Miss Pettigrew deve socchiudere gli occhi. In preda all'ansia, stringendo la borsetta fra le dita tremanti, Miss Pettigrew si sente sconfitta e abbandonata prima ancora che la battaglia per l'assunzione cominci, ma anche elettrizzata.