Incontro del Gruppo di lettura del 14 Gennaio 2010


Incontro del Gruppo di Lettura con Le tribolazioni di una cassiera di Anna Sam

Dopo il viaggio tra le montagne dell’Albania, ci siamo ritrovati per una sosta al Supermercato.
“Bentornati e buon anno a tutti!”. Le parole di rito.
Eravamo assai numerosi al gruppo di lettura la sera del 14 gennaio scorso. Sono terminate “le adorate festività” e con un anno in più sulle spalle ci ritroviamo e, di nuovo, “Buon anno a tutti”!
Questa banalità potevo risparmiarla, è vero, ma devo pur riferire quali siano state le parole chiave di quella serata, parole che hanno riempito il salone della biblioteca dove avvengono i nostri incontri.
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Anna Sam ”Le tribolazioni di una cassiera”.
Di questo libro si deve parlare. Qualche bisbiglio iniziale sul romanzo, non del tutto positivo, era stato lasciato in libertà ma, essendo tale, il vostro relatore non ne tiene conto.
La serata è piacevole, ci si sorride, qualcuno discretamente sfoggia il regalo che ha da poco ricevuto, ma i commenti sul libro tardano ad arrivare. Insomma la serata non decolla, come se qualcosa lo impedisse.
Poi preso il coraggio a due mani, come è comune dire, una partecipante rompe il ghiaccio e con voce decisa dice ”io, contrariamente, a quanto ho sentito sussurrare finora, devo dire invece che il libro mi è piaciuto, mi ha fatto riflettere ed è pure riuscito a strapparmi qualche risata“.
Dopo queste parole, una serie di sguardi sfrecciano nell’aria.
“ invece, mi ha anche molto irritato, non posso accettare quanto ha sostenuto la scrittrice”, aggiunge una terza persona, e altre condividono.
Poi, contrariamente a come avviene abitualmente, che parla una persona alla volta e gli altri ascoltano, prendono la parola in molte.
Si sussegue così una serie di interventi, tutti raccontano episodi personali. Ascoltiamo così situazioni divertenti o meno, ma in una tale confusione che non mi è facile riassumere.
La cassiera gentile, quella che invece dovrebbe svolgere un altro lavoro, chi sostiene di capire che quello è un genere di lavoro che non farebbe mai. “sì ma se non trovi altro?“ Aggiunge un'altra.Raramente si assiste a una così numerosa serie di commenti. Sintetizzando:
sette dicono “il romanzo mi ha rattristato, ma ben venga”
quattro dicono ”mi ha fatto riflettere”
cinque “è un lavoro triste, ma descritto con ironia”
quattro ”guardiamo la realtà una volta tanto”
Per aggiungere altre individualità: due ci informano che non hanno retto, qualcuno si chiede se è letteratura, tuttavia, si conclude con questo commento “non diverte ma ci conduce in un mondo che frequentiamo ogni giorno ma che però non conosciamo; se questa è stata una delle ragioni per scriverlo diciamo brava Anna!”
Dimenticavo di dirvi che anche durante il consueto rinfresco gli episodi personali verificatisi, e magari vissuti, al supermercato hanno trovato ampio spazio.
Arrivederci all’undici febbraio e saremo in compagnia di Jean-Claude Izzo e ai suoi Marinai Perduti.

Luigi, GdL

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