Incontro del Gruppo di lettura del 17 dicembre 2009

Nonostante l’inverno avesse cominciato a presentare il suo conto, coprendo di neve le strade, le presenze sono state numerose.
Il salone della biblioteca era addobbato secondo i canoni: in un angolo troneggiava un albero di Natale ecologico ricco di oggetti colorati, molte piccole luci, mentre veniva diffusa una dolce e tradizionale musica, il tutto contribuiva a creare un’atmosfera intima e decisamente natalizia.
Per la serata che concludeva l’anno era stato scelto il romanzo di Elvira Dones, Vergine giurata.
Moltissimi hanno voluto esprimere la loro opinione sulla bellissima storia che Elvira Dones ci ha regalato e che pochissimi conoscevano, e cioè che in una parte ben determinata del mondo vivessero - e forse vivono ancora, qualcuno ha sostenuto - donne che si “trasformano” sotto l’aspetto fisico, e si costringono a diventare maschi, rinnegando la propria identità e qualcuno non ha esitato a definire “un abbruttimento”.
Queste affermazioni hanno dato la stura ad una serie di commenti. C’è chi ha ricordato uno spettacolo di Max Gericke andato in scena recentemente al Piccolo teatro Studio di Milano dove anche lì, una donna deve, per sopravvivere, assumere le sembianze di un uomo, e sono venuti alla luce altri esempi che i più ignoravano.
Vergine Giurata ha incontrato il consenso della maggioranza dei presenti. Sono state citate e lette numerose pagine, tanto per citare alcune la 50 e la 39 (edizione tascabile Feltrinelli).
Non sono tuttavia mancati alcuni commenti "negativi": una persona ha sostenuto che “è un romanzo scritto come un documentario.” Un'altra ha affermato: “mi ha infastidito l’importanza data al corpo”; e anche in questo caso sono sortiti numerosi interventi che invece trovavano giustificato quanto scritto dalla Dones.
Concludo: Vergine giurata è un romanzo che ha raccolto il massimo dei consensi soprattutto per aver parlato delle donne di un popolo - quello albanese - e della sua cultura di cui si conosce pochissimo.
Ma la serata non si è conclusa qui!
A un tratto le luci sono state spente, brillavano solo le luci dell'albero di Natale, e dal fondo è apparso un "angelo" che, conquistato il centro della stanza, ha recitato una breve fiaba e ha regalato a ciascuno dei presenti un romanzo.
Un ottimo regalo, un romanzo in più!
Poi tutti al rinfresco: un dolce, un brindisi e tanti e tanti auguri.
Ci rivediamo il 14 gennaio del 2010 e commenteremo di Anna Sam, Le tribolazioni di una cassiera, e riceveremo in lettura Marinai perduti di Jean Claude Izzo.
Un felice 2010 a tutti!
Luigi, GdL

1 commento:

  1. Anonimo19:08

    Avevo già letto anni fa"sole bruciato "di Elvira Dones e conoscevo quindi già la sua scrittura per me -spietata.
    in questo libro anche il paesaggio delle momtagne albanesi ha dato ancora più risalto a una storia di distruzione di sè per sopravvivere.E invece in America la rinascita interiore di tutto ciò che ha ucciso.
    come sempre mi fermo un attimo e rifletto:E' più facile distruggersi o ricostruirsi soffrire o ridere, odiare o amare. Grazie a voi che mi avete fatto riflettere su questi importanti incroci dell vita.
    aggiungo che mi è piaciuto e è di lettura facile
    Paola

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