Una grande poetessa, Alda Merini


E' venuta a mancare in questi giorni una grande donna: la poetessa milanese Alda Merini, una delle figure più rilevanti del nostro mondo letterario.
D Come Donna e il Gruppo di Lettura le vogliono rendere omaggio trascrivendo una delle sue più belle poesie "L'umile giunchiglia", riportando una canzone cantata da Milva su testo della poetessa, e facendo sue anche alcune righe, in ricordo della sua figura, tratte dal quotidiano "La Stampa".
Enza, GdL

"Sono una piccola ape furibonda. Mi piace cambiare di colore. Mi piace di cambiare di misura". Sono queste le parole che Alda Merini, la grande poetessa scomparsa oggi a Milano, aveva scelto per la hompage del suo sito ufficiale, accanto ad una immagine molto intensa, in bianco e nero, con l'immancabile sigaretta in mano e la altrettanto inseparabile collana di perle al collo.
Del resto, in questo mettere insieme regole borghesi e trasgressione era l'anima della sua opera dolorosa, segnata dall'esperienza della follia e del disagio fisico ed economico, in un ventennale entrare e uscire da ospedali psichiatrici tra gli anni Sessanta e Settanta. "Sono molto irrequieta quando mi legano allo spazio", scriveva in un componimento intitolato Poesia e la sua instabilità si traduceva in versi ad altissima intensità emotiva, spesso erotica, sin a partire dai primi componimenti, semplici, lineari, di pochi versi."

Dal libro "Antenate bestie da manicomio": L'umile giunchiglia

Dimmi almeno

che oscura meraviglia

già ti prende di me,

che trovi bella

questa sommessa,

e umile giunchiglia

che già ti paragona

a una stella;

dimmi che me divina

e me presente

senti dentro

il tuo letto di piacere,

dimmi che un bacio

fuga dolcemente

tutte le smanie

e tutte le chimere.



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