Il nostro più caro saluto a Fernanda Pivano


Fernanda Pivano ci ha lasciati. Il nostro più caro ricordo per questa grande scrittrice, traduttrice e critica letteraria che ha fatto conoscere al nostro Paese una fetta importante della letteratura nordamericana.
Nelle nostre letture abbiamo letto uno dei romanzi che Fernanda Pivano aveva tradotto e che lei stessa preferiva in assoluto, Il Grande Gatsby di Francis Scott Fitzgerald. Il suo nome e tutto ciò che ha saputo darci sono affiorati spesso nei nostri incontri del Gruppo, quando abbiamo parlato di beat generation o abbiamo letto alcuni importanti autori americani.
Tutti noi proviamo un grande dolore, ma le sue storie, le sue interviste, le sue traduzioni, le sue critiche e tutto il suo immenso studio ce li porteremo con noi, per sempre, ormai tessuto indissolubile della trama colorata e meravigliosa della letteratura.


Commento di Marianne al libro "Mele dal deserto"

Marianne, una partecipante del Gruppo di lettura, ci ha inviato il suo commento (che riportiamo qui sotto) sul libro "Mele dal deserto"

Ciao a tutti,

siccome non sarò presente all'incontro del 23 luglio, Vi mando i miei commenti sul libro "Mele dal deserto". Almeno cosi sarò con voi con il pensiero. Non ho voluto metterli sul sito per non disturbare perché magari qualcuno non ha ancora finito di leggerlo.

Sono rimasta colpita e mi sono totalmente innamorata del primo racconto "Una stanza sul tetto".
Storia di un'incontro mancato. Ben illustra un aspetto della situazione di Israele, dei suoi abitanti. Ben parla del razzismo, del negare a priori l'esistenza del diverso, dell'albanese, del rumeno, del marocchino, dello zingaro che troviamo nelle nostre città e che siamo tentati di respingere a priori, che non vogliamo conoscere. Lo schermo che adottiamo per proteggerci. La diffidenza generata dai fatti di cronaca (reali e violenti) che giungono alle nostre orecchie.
Lei avrebbe voluto, è attratta dall'arabo, ma è trattenuta dalla diffidenza, dagli schemi mentali dettati, e si può ovviamente capire, dalla situazione di guerra. Però si delinea anche il tema degli umiliati ed offesi. Il dominante e il dominato. Io ti pago e tu lavori, i miei soldi comandano.
Notare che per tutto il racconto la donna non ha un nome, viene chiamata Lei.

LA DIFFIDENZA, LA PAURA
Pag.7: "mentre la grande tranquillità circostante ingannava soltanto quella parte del cuore già assopita, non quella incalzata, tesa oltre l'apparente silenzio, che conosceva l'irrequietezza di chi è continuamente scrutato da occhi indagatori sempre in agguato". Qui sentiamo la minaccia sempre in agguato, lo stato di guerra latente.
Pag.15, parlando di Hassan, uno degli operai arabi: "Lui stava sul tetto, imbracato con delle corde, simile a uno di quegli schiavi che trascinano dei carichi nei film storici." evocazione degli schiavi ebrei obbligati a lavorare per il faraone. Situazione rovesciata: sono gli arabi i nuovi ebrei?
Pag.20, quando l'operaio Hassan prepara il caffè per la prima volta in casa della padrona con la cuccuma blu: "Con gesti precisi, esperti, ne estrasse una cuccuma blu.....Lei seguì tutti i suoi movimenti con stupore, esterrefatta dalla libertà che quello mostrava nella sua cucina, osservando rapita i suoi gesti elastici, aggraziati, consapevole del pericolo annidato nella scena che le si stava svolgendo davanti." Il pericolo si annida nell'intimità che lei rifiuta, pericolo dell'entrare in relazione con l'altro, del conoscere: se conosco l'altro, non posso più vederlo come nemico. Non posso più andare avanti con questa guerra come se niente fosse, non posso ignorare la sofferenza dell'altro. Ma nello stesso tempo nell'altro, nell'arabo si può nascondere il terrorista, il kamikaze, il nemico che finge.
Pag.21-22, quando lei assaggia il caffè arabo preparato da Hassan: "Lei aveva sorseggiato un po' di quel liquido amaro, e solo una parte di sè, quella che non rideva con loro, aveva pensato: forse queste stesse mani che le porgevano il caffè avevano nascosto la bambola al tritolo trovata vicino al cancello della scuola religiosa in fondo alla strada?" Qui si annida la diffidenza, la paura, il sospetto generato dalla situazione di guerra, l'impossibilità di una relazione.
Pag.23: "s'insinuò in lei -ancora fosca, ancora simile a un disagio- la paura che nasce dalla vicinanza eccessiva con uomini che, fingendo di non rendersene conto, varcano il confine dell'altro, costringendo ad arretrare i limiti del suo territorio." La relazione con l'altro come trappola.

L'AVVICINAMENTO
Pag.14: "Durante i primi giorni le parevano un'unica persona, prima d'imparare che Hassan aveva occhi di colore chiaro, simili a strisce di sabbia bagnata vicina alla linea dell'acqua, che Ahmed aveva un naso largo..." Come quando noi parliamo per esempio dei cinesi, ci sembrano tutti uguali, non riusciamo a distinguerli l'uno dall'altro. Non sono persone ma una massa. La protagonista qui incomincia a addentrarsi nella persona, nell'intimità dell'altro. Non sono più gli operai arabi, non sono più arabi, ma persone, essere umani.
Pag. 28, scena struggente e magica, passaggio bellissimo quando il bambino urla perché è caduto e Hassan lo consola: "Hassan le si avvicinò e con delicatezza le tolse Udi dalle braccia. "Signora prepara acqua" disse dolcemente, "bisogna lui beve". In cucina, con le mani ancora tremanti, stette ferma un lungo istante cercando di rammentarsi dove era la zuccheriera; in quel mentre lo sentì che parlava al suo bambino in arabo, con parole dolci, come una persona che ama parlare col figlio, con voce carezzevole, mentre le parole si legavano una all'altra in un suono delizioso, fluendo, racchiudendo un'eccelsa bellezza, come le parole di una poesia in una lingua antica di cui non capisci il senso ma che ti colpiscono nel profondo." Qui l'umanità è tutta una, siamo tutti uguali.

Purtroppo le offese della donna verso gli operai arabi fanno sì che Hassan se ne andrà mosso dall'orgoglio, non vinto ma vincitore.

Bellissimo e terribile anche il racconto "La bambina delle fragole".

Un saluto a tutti e buone vacanze.
Marianne

Altri consigli di lettura

Nuovi consigli di lettura per questa estate... da Roberto

Tim Krabbé, Scomparsa.
Francia, estate, anni '80. Una coppia di fidanzati sta raggiungendo dall'Olanda la loro meta estiva in una località sul Mediterraneo. Si fermano in un autogrill, e lei scompare nel nulla. Con grande maestria, Tim Krabbé, giornalista e romanziere olandese, racconta l'incubo di una scomparsa improvvisa con uno stile semplice quanto profondo.


Lui cieco e benstante, lei, sua segretaria e tuttofare, con un terribile segreto. In una villa inglese si consuma un amore fatto di vergogne. Un piccolo gioiello da ri-scoprire di uno dei più bravi narratori di racconti.


Divertentissimo, con tutta la gayezza più intelligente che non si vedeva da molti anni in qua in un romanzo italiano. Da leggere per scoprire un mucchio di cose sull'essere un ragazzo gay nato nella Provincia, e giunto nella Roma delle Università, e dei circoli omosessuali, e nei gay pride. Ah, l'autore, che ha trenta e X anni, si prende in giro già dal nome, non suo...


Prendo tale e quale un commento da Ibs, che ricalca perfettamente il mio consiglio di lettura: "La Oates ripercorre gli ultimi istanti di vita di Kelly Kelleher, la 26enne che perse la vita uscendo fuori strada mentre era a bordo di una Toyota guidata dal senatore Ted Kennedy e precipitando in una palude. L'episodio scosse l'opinione pubblica e bruciò la carriera politica del senatore, che riuscì a scampare alla morte. Il libro è gradevolissimo e la scrittura della Oates fluisce con delicatezza avvincendo il lettore (peraltro sono appena 150 pagine). Numerosi i flashback della protagonista sul suo (breve) passato che la Oates, confermandosi grande scrittrice, dipana accuratamente come i fotogrammi di una pellicola che scorre inarrestabile verso il suo destino. Interessante il capitolo sulla spiegazione tecnica dell'esecuzione capitale negli Usa."


Una bella sorpresa per tutti gli appassionati della "Stefi", uno dei fumetti più interessanti e intelligenti pubblicati negli anni ottanta dal mitico "Corrierino dei Piccoli". Grazia Nidasio, l'autrice, ripropone in un bel volume le storie divertentissime della Stefi, una ragazzina che fa continue domande sul mondo e sul mondo degli adulti, mettendone spesse volte in risalto le assurdità e le contraddizioni.


Serata di fine luglio del Gruppo di lettura di Segrate con Savyon Liebrecht

Serata di fine luglio con il GdL parlando del romanzo Mele dal deserto.


Sia le vacanze estive che la temperatura assai elevata, che in questa serata di fine luglio incombe sulla nostra città, non hanno frenato la voglia di partecipazione al nostro incontro letterario.
Infatti i partecipanti sono stati numerosissimi, tra i quali due esponenti del gruppo di lettura di Inzago, che abbiamo accolto con molto entusiasmo.
Si doveva commentare il romanzo di Savyon Liebrecht , Mele dal deserto.

La notizia più interessante, che il vostro relatore ha il piacere di riferire, è il favore che il romanzo ha incontrato.
Soli commenti positivi in generale, che poi durante la serata si sono indirizzati su questo o su quel racconto.
Alcuni hanno privilegiato il primo racconto Una stanza sul tetto, sottolineando quel tanto di sospetto e di non accettazione degli operai palestinesi da parte del marito della protagonista, che l’autrice ha saputo trasmettere con sottigliezza.
Ampi consensi sono stati raccolti anche dall’ultimo dei racconti del volume: La bambina delle fragole, e qui non sono mancati commenti sul comportamento delle mogli dei due ufficiali tedeschi. Qualcuno giustificava, altri, meno concilianti, condannavano.
Al gruppo inoltre è piaciuta in modo particolare la frase di una giovane partecipante che ha affermato di non avere mai letto nulla di tanto originale sui campi di sterminio.
Qualcuno ha sostenuto che questo libro di racconti pone numerosi interrogativi e ci dimostra che non esistono certezze, il che ha dato la stura a commenti interessanti che hanno coinvolto il Gruppo che ha voluto conversare anche su un altro racconto: La festa di fidanzamento di Hayuta, dove spicca la figura di un vecchio.
Serata coinvolgente e interessante.

Al termine è stata distribuita la Biografia Bibliografia di Milan Kundera perché il romanzo del quale parleremo il prossimo 3 Settembre sarà: ”Lo scherzo".
Come da consuetudine, la serata si è conclusa con un piccolo rinfresco, protagonisti alcuni gelati e con i saluti e gli arrivederci al prossimo incontro.

Luigi, GdL