Leggere Gandhi a Teheran

Per la nostra rubrica sui "saggi", vogliamo proporre il libro di Ramin Jahanbegloo, Leggere Gandhi a Teheran (Marsilio).

Nelle pagine di questo breve libro, pagine inconsuete e allo stesso tempo attualissime, il filosofo iraniano Ramin Jahanbegloo fornisce una visione originale del Mahatma Gandhi non solo come grande pensatore e leader carismatico della nonviolenza, ma come quel gigante del ventesimo secolo che ha aperto la strada a una versione del pluralismo capace di unire gli elementi più preziosi del pensiero liberale con le tradizioni spirituali e religiose dell'oriente. Aprendo un nuovo campo negli studi gandhiani, questo libro aiuta il lettore a comprendere l'importanza delle idee del padre dell'India moderna per il mondo attuale, anche in occidente, dove mostra la possibilità di aprire una nuova stagione nelle relazioni tra le culture e le civiltà, una stagione carica di promesse per il futuro dell'Iran e delle relazioni tra occidente e mondo islamico. Le pagine di Jahanbegloo sono illuminanti nel mostrarci come le sfide del tempo di Gandhi sono simili alle nostre nella tensione tra religione e politica, tra fondamentalismo e libertà e nel contrasto quotidiano con coloro che sempre vorrebbero seguire la via della violenza e del conflitto, non tra le civiltà, ma tra le intolleranze.

Ramin Jahanbegloo, filosofo iraniano, imprigionato nel 2006 per 5 mesi nel famigerato carcere di Evin dal governo di Ahmadinejad, vive oggi in Canada e lavora alla Toronto University. La sua carriera universitaria passa per Parigi, Teheran, Harvard e Dehli. Tra i suoi libri The spirit of India (2008), The Clash of Intolerances (2007), Iran: Between Tradition and Modernity (2004), Gandhi: Aux Sources de La Nonviolence (1998), Conversations with Isaiah Berlin (1992).

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