Rubrica dei saggi: "L'ospite inquietante" di Umberto Galimberti

Per la rubrica dei libri di saggistica che il Gruppo consiglia, questa volta, su indicazione di una lettrice del gruppo, Enrica, vi presentiamo L'ospite inquietante di Umberto Galimberti.

Il nichilismo, la negazione di ogni valore, è anche quello che Nietzsche chiama "il più inquietante fra tutti gli ospiti". Si è nel mondo della tecnica e la tecnica non tende a uno scopo, non produce senso, non svela verità. Fa solo una cosa: funziona. Finiscono sullo sfondo, corrosi dal nichilismo, i concetti di individuo, identità, libertà, senso, ma anche quelli di natura, etica, politica, religione, storia, di cui si è nutrita l'età pretecnologica. Chi più sconta la sostanziale assenza di futuro che modella l'età della tecnica sono i giovani, contagiati da una progressiva e sempre più profonda insicurezza, condannati a una deriva dell'esistere che coincide con il loro assistere allo scorrere della vita in terza persona. I giovani rischiano di vivere parcheggiati nella terra di nessuno dove la famiglia e la scuola non "lavorano" più, dove il tempo è vuoto e non esiste più un "noi" motivazionale. Le forme di consistenza finiscono con il sovrapporsi ai "riti della crudeltà" o della violenza (gli stadi, le corse in moto). C'è una via d'uscita? Si può mettere alla porta l'ospite inquietante?

4 commenti:

  1. Può stupire che il "laico" Umberto Galimberti scriva: "... c'è un gran lavoro da fare per l'educazione preventiva dell'anima (e non solo del corpo e dell'intelligenza) per essere all'altezza del nostro tempo," (pag49). E continuando la lettura si scopre che di questa educazione dell'anima non ne hanno bisogno solo i giovani, ma anche e sopratutto gli adulti.

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  2. Anonimo11:48

    Caro Enrico, ho letto il suo commento sul saggio di U.Galimberti.mi dice perché si meraviglia che un laico parli dell'educazione preventiva dell'anima?
    grazie
    Marco

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  3. Anonimo21:56

    Ho intepretato "educazione dell'anima" nel senzo di educazione alla religione, ma chiaramente Galimberti intende una educazione che con la religione ha poco da spartire.
    Enrico

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  4. Emanuele da Marsala17:34

    Dalla lettura della copertina , si nota bene che il Galimberti vuole far capire che esiste il rischio del ritorno delle origini e lo prevede( tipica mancanza di valori della nostra generazione ,cioè la vita senza eccessi,noi giovani avremmo questo futuro,questo trattamento? è un interrogativo "inquietante".

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