La donna d'angolo di Francesca Sassano

Il gruppo di Lettura di Segrate ha ricevuto il romanzo di Francesca Sassano, La donna d'angolo (I libri di Pan). Riportiamo, in sintesi, quanto è emerso dallo scambio di pareri intorno a questa lettura.

Il romanzo di Francesca Sassano è un buon libro, ben scritto, con una struttura semplice e con un uso sapiente della paratassi. La tematica portante del libro è quanto di più attuale e importante nel dibattito sulla condizione femminile: la schiavitù infinita a cui è sottoposta la protagonista, Nihhila, una jogini, cioé una di quelle donne costrette alla prostituzione da una usanza religiosa indiana. La scrittrice inserisce la grande tradizione religiosa e culturale di un'India fantastica e ricca di monumentale passato con ampie descrizioni paesaggistiche, ma nel corso del romanzo tiene sempre il timone dritto sulla traiettoria della storia di Nihhila. In modo inaspettato, la tragedia si trasforma in favola: ecco che sarà un uomo, un bramino, a restituire la libertà alla donna in cambio d'amore. Dallo scambio dei pareri del gruppo è emerso, inoltre che è un "lui" la parte forte di questo contratto, e la Sassano conclude, quindi, questo suo romanzo in modo non banale e nemmeno scontato.

L'Italia dei doveri

Per la nostra rubrica sui saggi, proponiamo questa volta il libro di Maurizio Viroli, L'Italia dei doveri (Rizzoli).
Maurizio Viroli, professore di Teoria politica all'Università di Princeton, direttore dell'Istituto Studi Mediterranei dell'Università della Svizzera Italiana e Senior Fellow del Reale Collegio Carlo Alberto di Moncalieri, con questo libro raccoglie un'idea di Norberto Bobbio con cui ha scritto Dialogo intorno alla Repubblica nel 2001.
Un libro affascinante, questo di Viroli, agile e scritto con un linguaggio semplice ma mai banale. La tesi sostenuta dall'autore è questa: senza doveri non c'è libertà. "Questa, in estrema sintesi - scrive Viroli in Premessa - l'idea che intendo sostenere, anche se sono convinto che solo in pochi la condivideranno." Ha ragione, Viroli. Può essere quasi fastidioso sentir parlare di doveri, perché l'idea diffusa è che la vita sia godimento quasi esclusivamente di diritti. Tuttavia, lungo un percorso interessante, Viroli ci invita a riflettere che i diritti, per esere tali, hanno bisogno del senso del dovere, ovvero del rispetto delle regole e dei principi morali non per interesse o per timore della legge, ma semplicemnte per l'obbligo che si ha nei confronti della propria coscienza. E così, senza magistrati e senza forze dell'ordine con il senso del dovere, la sicurezza della persona e delle proprietà può solo degenerare nell'arbitrio dei violenti e della criminalità. Senza medici e personale sanitario con il senso del dovere, il diritto alla salute diventa una crudele finzione. Senza insegnanti con il senso del dovere, il diritto all'educazione e alla cultura rimane privilegio di pochi. Senza doveri, insomma, niente libertà. In un Paese in cui per molto tempo le battaglie sui diritti hanno offuscato la questione dei doveri e in cui sempre più spesso chi sceglie di opporsi alla discriminazione e all'individualismo politico e sociale viene bollato come "moralista", la vera sfida per tutti i cittadini, ma soprattutto per le élites politiche, imprenditoriali e intellettuali, è quella di battersi con forza per una rinascita civile a partire dalla fondamentale lezione sull'equilibrio tra diritti e doveri che ci viene dal Risorgimento, dalla Resistenza e dalla nostra Costituzione. In questo saggio ricco di esempi tratti dalla storia, dalla letteratura e dalla cronaca, Maurizio Viroli riflette non solo sulla bellezza e la dignità del senso del dovere, ma ci indica anche una strada, tanto difficile quanto necessaria, per riappropriarci di un valore dimenticato.