Serata GdL del 9 ottobre 2008 con Il mondo deve sapere di Michela Murgia

Il maremoto della serata Simone De Beauvoir non poteva esaurirsi senza lasciare traccia, era prevedibile. Infatti un’onda lunga si stava lentamente spegnendo sulle nostre spiagge, ed era inevitabile quindi che se ne parlasse ancora.
Le sensazioni, le emozioni e, perché no?, le irritazioni, sono riemerse e al GDL qualcuno ha ripreso a commentare il romanzo della grande autrice francese.
Un silenzio carico di aspettative dominava la sala e i personaggi del romanzo si sono presentati con tutta la loro vitalità.
L’amore, la comprensione e, perché no?, il disprezzo che i personaggi hanno suscitato in alcune persone, sono riecheggiati nella sala e devo, per dovere, riferire che è prevalso il senso di fastidio per questi personaggi. Intendiamoci non per come sono rappresentati, ma per il loro modo di affrontare la vita "Non ci si deve, non ci si può comportare così" è stato il giudizio vincente nella serata.

Poi la scena si è aperta su Il mondo deve sapere di Michela Murgia, il romanzo che dovevamo commentare. Il primo intervento è stato icastico: “Abbiamo fatto un salto mortale nel passare da Simone a Michela, e questo non è stato facile”. Altri hanno commentato che questo è il bello di un GDL, il fatto di incontrare scrittrici e argomenti tanto lontani tra loro. Poi si è passati ai commenti.

Ha preso la parola per prima una ragazza che svolge un lavoro in un Call Center, come quello descritto nel romanzo, e allora sono venuti alla ribalta giudizi piuttosto amari.
L’autrice forse non conosce bene il mondo che descrive o forse ne parla come quei giornalisti che effettuano un’ inchiesta ad esempio sull’accattonaggio ma in cuor loro sanno di non essere parte in causa” e concludeva che si sente piuttosto seccata dal come queste ragazze vengono presentate.
Dopo queste affermazioni un leggero stupore si è disegnato sul viso degli altri.
Subito prende la parola un'altra giovane ragazza che afferma di avere per anni svolto in più ambienti un lavoro del genere e definisce il libro del Michela Murgia “canzonatorio“ e “istruttivo“ corredando queste affermazioni con dovizie di particolari, frutto della propria esperienza e conclude ringraziando l’autrice di averlo scritto.
Le due versioni contrastanti creano un certo scompiglio, due versioni diametralmente opposte. Poi la meno giovane del gruppo interviene e con un sorriso afferma “ho imparato qualcosa e sono grata, ora so come mi devo comportare quando ricevo telefonate del genere”.
Un risata collettiva ha salutato queste parole. E allora abbiamo assistito a una serie di affermazioni, chi ci informava di aver lavorato in quei luoghi e ne descriveva le umiliazioni subite, chi invece si definiva perseguitato da queste telefonate, chi ci informava di come tentava di “salvarsi“ da queste e infine chi ringraziava la scrittrice per averci raccontato cose che sapevamo esistessero ma che non si conoscevano.
Poi a completare la serata una della presenti ha raccontato con dovizia di particolari la sua avventura con la … scatenando un serie di risate.
Si è concluso che quella del 9 ottobre è stata una delle più utili e divertenti e serate.
Ci rivediamo il 13 novembre, e allora sarà di scena
Il bacio della donna ragno“
di Manuel Puig .

Arrivederci da Luigi, GdL

1 commento:

  1. Anonimo16:18

    ciao a tutti devo dire che il libro mi è piciuto ,scrittura scorrevole .Mi ha colpito molto ,anzi mi ha fatto incazzare perchè mi sono riconosciuta nella. casalinga. Ho vissuto ogni momento ,dal contatto telefonico con la ditta ,alla dimostrazione in casa mia con lo squalo e addirittura la telefonata al grande capo...allucinante, senza contare il rapporto umano all'interno del posto di lavoro che si riduce a competizione .beh è tutto .ciao Gabriella

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