Il Gruppo di Lettura incontra "Vent'anni che non dormo" di Marco Archetti

L’autunno ha voluto presentarsi stasera nella nostra città con un giorno di anticipo rispetto al suo inizio ufficiale, infatti, è solo il 20 Settembre, ma il leggero vento che soffia da Nord ha trattenuto la colonnina di mercurio del termometro, che troneggia oltre l’ingresso del locale dove ci si riunisce per il nostro GDL, non oltre i 17 gradi, e l’autunno si è presentato!
I più previdenti si erano muniti di golfini, per altri invece qualche brivido di tanto in tanto faceva capolino. All’esterno insomma al temperatura tendeva al “freddo”.
Non così in Biblioteca, dove ci riuniamo, infatti, quando abbiamo cominciato a commentare il romanzo di Marco Archetti Vent’anni che non dormo, l’atmosfera si è riscaldata.
Hanno subito preso la parola coloro che non hanno gradito la storia che il nostro Autore ha raccontato adducendo una serie di motivazioni.
“Non mi piacciono le parole volgari che vengono usate“ dice una persona, seguita da un'altra che si chiede se questa è letteratura, poi c’è chi aggiunge “ci descrive un modo brutto che non credo neppure reale” e altri condividono quando detto e si limitano a ribadire che sono d’accordo…

Coloro che non condividono quanto hanno ascoltato non intervengono, stanno in silenzio. Forse dissentono, ma lo manifestano solo con leggeri movimenti del capo. Non contraddicono, non è costume nel nostro gruppo, anzi ascoltano con attenzione.
Poi uno dice ”è bello ascoltare, io invece, leggendo questo libro mi sono divertito, ritengo sia stato scritto da una persona che lo sa fare e molto bene, è diverso dalla massa, oserei dire che è nuovo”.

A questo punto il vostro ”cronista” non può che registrare gli interventi di chi ha ammirato lo stile della scrittura, la storia che Archetti ci ha raccontato, il mondo nel quale ci introduce. Interventi seguiti da una serie di motivazioni positive.
L’atmosfera .nella sala si riscalda, i golfini, prima tenuti stretti, sono ora appoggiati sullo schienale delle sedie, la temperatura si è certo elevata e non saprei discernere se perché ha contribuito la discussione che ne è seguita o, invece, è determinata dal numero delle persone presenti, siamo oltre trenta nella sala che non è poi così ampia.
Ma non voglio approfondire, aggiungo solo che questo Autore ha saputo tenere viva l’attenzione, coinvolgendo molti partecipanti, sia pur schierati su versanti opposti, rendendo viva, interessante e piacevole la conversazione. Se può interessare a qualcuno, colui che scrive è schierato dalla parte di coloro che apprezzano.

Anche durante il piccolo rinfresco si continuato a dibattere .
Arrivederci al prossimo incontro, dove accenderemo i riflettori sul romanzo di Cristina Comencini La bestia nel cuore.

Luigi, GdL

2 commenti:

  1. Matilde11:09

    VENT’ANNI CHE NON DORMO” di Marco Archetti

    Libro divertente e scanzonato, scritto col linguaggio dei giovani, mai troppo impegnati con grammatica e sintassi. I personaggi sono tutti ugualmente disimpegnati, più amorali perché trascinati dalla vita, di cui non sanno prendere le redini in mano. Cercano solo di sopravvivere, con espedienti a volte estremi; sono privi di ideali perché convinti di non poterli realizzare.
    Divertenti i neologismi inventati dall’autore, come la “Capodannofonia”., cipoè i rumori tipici delle feste: il botto delle bottiglie stappate, gli auguri e le risate, gli “entusiasmucci” per le lenticchie. Divertenti anche alcuni personaggi, tutti egualmente coinvolti nell’asprezza del vivere del protagonista.

    Unico saggio il nonno analfabeta, ma dotato di quella saggezza popolare che gli faceva sputare sentenze per cercare di educare quel nipotino curioso ed ansioso di capite la vita, che vedeva così difficile.

    Leggerei volentieri altri libri di quest’autore.

    Matilde

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  2. DINA11:13

    Ho trovato il libro di lettura molto facile e scorrevole.
    Curiose e interessanti le descrizioni dei vari personaggi: tutti un po’ strani che tuttavia riflettono personaggi abbastanza reali.
    A volte ironica, cinica e tragicomica, la trama mi ha sorpreso anche per l’acuta descrizione degli odori, talmente penetranti che, nel leggerla, sembra di esserne nauseati come il protagonista.
    In definitiva, mi sembra che Marco abbia toccato il fondo con la vita sregolata che conduce e cerchi alla fine di poter risalire a una vita decente.

    DINA

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