Il Gruppo di Lettura commenta La bestia nel cuore di Cristina Comencini

Stasera, 11 ottobre siamo numerosissimi al GDL.
Le sedie che avevamo predisposte in circolo si dimostrano insufficienti, ci si deve restringere e accostare le sedie per poterne aggiungere altre, i presenti non sono mai stati tanto numerosi.
E’ bello vedere che tante persone partecipino, anche se sorge qualche dubbio sulla funzionalità
dell’incontro, nel senso che se tutti i presenti vogliono esprimere il loro parere, i tempi non saranno sufficienti e non è mai cosa buona impedire a una persona di esprimersi, come non lo è quella di contingentare i tempi.

Sono le 20,50 quando iniziamo a conversare e subito si evidenzia che sarà una serata animata.
L’argomento trattato dalla scrittrice è di quelli che toccano da vicino e suscitano nei lettori molte emozioni.
All’inizio quasi con timidezza, almeno così pare a chi scrive, più di una persona afferma di avere visto il film che l’autrice ha tratto dal romanzo e disserta fornendo paragoni fra romanzo e film e la cosa si prolunga per alcuni minuti, sino a quando qualcuno si chiede che ne pensano i presenti dell’argomento trattato.
A questo punto vengono alla luce le vere emozioni vissute “è un pugno nello stomaco” sostengono. Altri aggiungono che, malgrado affronti argomenti tanto duri, il libro lo si legge volentieri.
“E’ giusto che se ne parli” sostiene un'altra persona e proseguono su questo percorso anche altri interventi .
Poi qualcuno forse vuole alleggerire il clima che si era instaurato e afferma che il libro è bello ma il finale è “buttato li”, seguito da un altro che dice “bello, ma c’è troppa roba“o che “questo libro è nato per diventare un film”, e da un ulteriore intervento dove si afferma che “sono cose risapute”.

Ma a questo punto c’è chi interviene e si chiede se su argomenti così gravi non ci sia assuefazione e che sarebbe una cosa assai grave accettare il comportamento della madre e del padre e viverli come se fosse una cosa normale.
Questo “scatena”una serie di interventi che il conduttore fatica a contenere, molti anzi troppi parlano contemporaneamente e non si riesce a capire bene, tuttavia posso affermare che vengono a galla cose che prima non si erano sentite, dove emerge il disprezzo e la rabbia verso quella madre che per una serie di ragioni accetta una situazione del genere e verso quel padre che raccoglie non pochi insulti. Alcuni non accettano la motivazione fornita da un partecipante che dice “si tratta di una famiglia malata“.

E’ stato un incontro sofferto ma che ha lasciato in alcuni presenti, che poi hanno riferito durante il rinfresco, un senso di amarezza , ma che di argomenti come questi bisogna parlarne e parlarne spesso.
Buona lettura e aspettiamo i vostri commenti.

Sarà Gioconda Belli la protagonista del prossimo incontro dell’8 novembre col suo romanzo “La donna abitata”.

Luigi, GdL

1 commento:

  1. Molto bello, intrigante, attuale come tematica. Tocca argomenti vivi, pulsanti: dall’incesto, alla corruzione, all’amore lesbico, al tradimento. Forse per questo mi ha dato l’impressione che sia stato costruito per il grosso pubblico.
    Attorno ai due personaggi principali Sabina e Daniele ce ne sono altrettanto validi, i quali vivono
    i loro amori, veri o presunti, con altrettanto spessore.
    Quella bestia che ha il corpo del padre, con complicità della madre, li tormenta. Questo ha tolto loro l’infanzia, l’adolescenza, forse l’intera vita. Ma l’intensità espressa dei sentimenti che vanno dall’amore puro, alla rabbia, all’angoscia, alla disperazione, al pianto, li ho sentiti a pelle soprattutto nella seconda parte del libro, quando Sabina, raggiunto il fratello in America, ha un lungo colloquio chiarificatore e finalmente Daniele mette a nudo la sua anima.
    Un’altra cosa che mi inquieta e che Sabina aveva nei suoi ricordi infantili è il quadretto familiare, mamma, papà, sorella, fratello che mangiavano felici, e poi… la notte, la bestia… Allora era tutto falso! Era una recita?
    Quanti dubbi.
    Cosetta

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