Cristina Comencini: le bio-bibliografie

Il Gruppo sta leggendo La bestia nel cuore di Cristina Comencini, per parlarne assieme il prossimo 11 novembre 2007 alle 21 in Biblioteca.
Cristina Comencini è una regista e un’apprezzata scrittrice. Molte letture biografiche possono nascere da questo interessante connubio. E allora non ci siamo limitati a una solo biografia. Ne riportiamo ben tre: una generale, un’altra che è una specie di mini-autobiografia che l’artista fa trovare ai visitatori sul suo sito, e infine una biografia da cineasta. Buona lettura!


BIOGRAFIA GENERALE
Cristina Comencini, regista, sceneggiatrice e scrittrice, è nata a Roma nel 1956. Figlia del cineasta Luigi, ha iniziato la sua carriera cinematografica lavorando - diretta dal padre nel 1969 - in Infanzia, vocazione e prime esperienze di Giacomo Casanova, veneziano; ha collaborato a lungo con il padre come sceneggiatrice. Dopo la laurea in Economia e Commercio nel 1989 firma, con Federico Caffè, il suo primo film Zoo, con la debuttante Asia Argento, cui seguono I divertimenti della vita privata (1990) e La fine è nota (1992). Nel 1995 ha firmato la trasposizione cinematografica del best-seller di Susanna Tamaro Va' dove ti porta il cuore, ma è con la commedia amara Matrimoni (1998) che arriva il grande successo. Cristina Comencini è anche una apprezzata scrittrice di romanzi, e dopo Il più bel giorno della mia vita (2001) ha portato sullo schermo con successo il suo romanzo La bestia nel cuore nel 2005. Nel 2006 ha esordito nella regia teatrale con la messinscena di un suo testo, Due partite.
(Tratto dal sito:
www.festivaletteratura.it)

AUTOBIOGRAFIA
Questa che segue è – come si può chiamare? – una specie di mini autobiografia che Cristina Comencini ha scritto sul suo sito (
www.cristinacomencini.it), e che ci fa piacere riportare:
Sono nata l’8 maggio del 1956. Ho trascorso la mia infanzia a Roma in una famiglia di donne: mia madre e le mie tre sorelle. Mio padre, Luigi Comencini, ha raggiunto il successo nel suo mestiere di regista quando io avevo circa dieci anni. Tutta la nostra vita di famiglia è stata influenzata dai suoi film, dai discorsi sul cinema, dalle interminabili riunioni di sceneggiatura che si svolgevano nella nostra casa. La scrittura è entrata nella mia vita prima attraverso il cinema. Mio padre evitava di portarci sul set; non voleva in nessun modo che la nostra vita fosse diversa da qualsiasi altra. E ha sempre cercato di scoraggiarci, senza riuscirci, a intraprendere un mestiere vicino al suo. Credo lo facesse di proposito: ogni passione doveva essere scoraggiata per capire se era resistente alle difficoltà e dunque vera. Mio padre è lombardo, protestante valdese. Mia madre napoletana, cattolica.
Forse per via del proposito di mio padre, forse casualmente, mi sono avvicinata alla scrittura attraversando molti mestieri, per vie tortuose. Ho frequentato una scuola francese e ho preso la doppia maturità, italiana e francese. Mi sono iscritta alla facoltà di Economia e Commercio. Erano gli anni della politica, e l’economia, credevamo, potesse aprirci gli occhi sul mondo. Davo esami di statistica, matematica, econometria, sforzandomi di pensare che non avevo sbagliato facoltà. Scrivevo racconti. Ho fatto tre figli. L’università mi ha permesso di trovare lavoro quasi subito: recensioni economiche, un ufficio di ricerche in cui sono rimasta per un anno. Non mi interessava più l’economia, volevo scrivere. Così un giorno ho lasciato l’ufficio di ricerche per scrivere una sceneggiatura per mio padre con Suso Cecchi d’Amico. Con lei ho iniziato a capire la scrittura del cinema, e lei mi ha incoraggiato ad andare avanti. Volevo un mestiere più vicino possibile alla scrittura, che mi lasciasse il tempo per i miei racconti, forse per un romanzo che non avevo ancora scritto.
Poi, quando ho finito il secondo libro (il primo l'ho lasciato nel cassetto), un'altra grande donna mi ha aiutato: Natalia Ginzburg. Le avevo mandato il romanzo con uno pseudonimo, non volevo risalisse a nessuna storia personale. Mi telefonò due giorni dopo, l'aveva letto e amato, voleva incontrarmi. Non lo dimenticherò mai.
Sono passata al cinema inseguendo la letteratura, e mi sono trovata due mestieri meravigliosi.



LA BIOGRAFIA DA CINEASTA
Una filosofia sulla riscoperta della sessualità e degli affetti, partendo dal passato per raccontare una storia di oggi. Si potrebbe azzardare questa definizione riguardo alla filmografia di Cristina Comencini, una regista, nonché notevole sceneggiatrice, che ha saputo frugare nel baule delle anime dei suoi personaggi, sfiorandone lo sviluppo affettivo e raccontandolo con un talento visionario, già dimostrato in pellicole degne di essere viste come: Va' dove ti porta il cuore, Il più bel giorno della mia vita e La bestia nel cuore. Il suo è un cinema fatto di sguardi perduti e storditi, di persone comuni, catturate dalla cinepresa, che si intersecano come aggrovigliati fili di un'unica matassa che li condurrà, sempre e comunque, a compiere un particolare disegno della loro vita. Alla Comencini non interessa fare film politici o sociologici, vuole raccontare innanzitutto il lato nascosto della laicità italiana, avventurandosi nei loro sogni proibiti o nei loro peccaminosi segreti, per rivelarli con un linguaggio diverso.Figlia del regista Luigi Comencini e di Giulia, figlia della principessa Grifeo di Partanna, sorella di Francesca (regista e sceneggiatrice) e Paola (costumista) Comencini, esordisce come attrice nel 1969 diretta dal padre in Infanzia, vocazione e prime esperienze di Giacomo Casanova, veneziano, accanto a Tina Aumont e Maria Grazia Buccella. Non propriamente attratta dal lavoro di interprete, dopo la laurea in Economia e Commercio, collabora a lungo con papà Comencini in veste di sceneggiatrice, infatti la sua firma appare (di solito affianco a quella di Suso Cecchi D'Amico) in opere come i televisivi Cuore e La Storia o il lungometraggio Buon Natale… Buon anno del 1989. Ed è proprio nel 1989 che firma (con Federico Caffè) il suo primo film Zoo, con la debuttante Asia Argento, una fiaba lieve e aggraziata sulla figlia di un guardiano notturno di un zoo che diventa amica di uno zingarello. Passando poi al più impegnato I divertimenti della vita privata (1992) con Giancarlo Giannini e Vittorio Gassman, cui seguirà il sibillino La fine è nota (1992) tratto dal romanzo omonimo di Geoffrey Holliday Hall, con un cast eccezionale: Fabrizio Bentivoglio, Carlo Cecchi, Valérie Kaprisky, Mariangela Melato e Valeria Moriconi. Poi arriva il suo primo successo al box office: Va' dove ti porta il cuore (1995), trasposizione cinematografica del best-seller di Susanna Tamaro. È con questa pellicola che la Comencini comincia ad accostarsi a quelle che sono le ragioni del cuore e della carne, seguendole poi anche nei successivi film - Matrimoni (1998) e Liberate i pesci! (2000) – ma in maniera più leggera e andando incontro alla commedia. Nel 2002, dopo essere stata apprezzata anche come scrittrice di romanzi ("Pagine strappate" 1991, "Passione di famiglia" 1994", "Il cappotto del turco", 1997 e "Matrioska", 2004), ritorna alla regia con Il più bel giorno della mia vita (2002) che scava sulla sessualità di una comune famiglia borghese, estraendone la complessità e la crudeltà del pensiero. Vince il prestigioso Nastro d'Argento per la migliore sceneggiatura, che è niente in confronto alla nomination all'Oscar come miglior film straniero per La bestia nel cuore (2005), da tutti considerata la sua opera migliore, che premierà – fra l'altro – con la Coppa Volpi l'interprete femminile protagonista: Giovanna Mezzogiorno. Anche qui la famiglia è al centro di un'analisi ben precisa, con la storia di una doppiatrice che scopre gli abusi sessuali subiti in età infantile da parte del padre. Contrassegnato da aspre critiche clerico-fasciste, il film è meritevole di lode. Notevole anche nelle regie teatrali, esordisce sul palcoscenico nel 2006, dirigendo il femminile "Due partite", tratto da un testo scritto di suo pugno e interpretato ottimamente da Margherita Buy, Isabella Ferrari, Marina Massironi e Valeria Milillo. Nella vita privata è madre di Carlo e Giulia Calende (sceneggiatrice) e Luigi Tozzi (quest'ultimo nato dall'unione con Riccardo Tozzi, produttore cinematografico e televisivo). A dimostrazione del fatto che nonostante la violenza delle storie raccontante, esiste una passione di fondo dietro e davanti alla cinepresa della Comencini, il suo cinema rimane sicuramente e perfettamente in equilibrio fra realtà e fantasia, riuscendo ad approfondire anche i temi più scottanti.
Tratto da: http://www.mymovies.it/biografia/?r=3658

BIBLIOGRAFIA
Le pagine strappate, Feltrinelli, 1991

Passione di famiglia, Feltrinelli, 1994
Il cappotto del turco, Feltrinelli, 1997
Matrioska, Feltrinelli, 2002
La bestia nel cuore, Feltrinelli, 2004
Due partite, Feltrinelli, 2006
L’illusione del bene, Feltrinelli, 2007

PER SAPERNE DI PIÙ...
Molto utile è la consultazione del sito personale della scrittrice-regista:
http://www.cristinacomencini.it/

Notizie sui romanzi possono essere trovate sul sito della Casa Editrice Feltrinelli:
http://www.feltrinelli.it/

Per una buona biografia di Cristina Comencini come cineasta, per la trama dei suoi film e per ulteriori notizie cinematografiche può essere molto utile la consultazione del sito:
http://www.mymovies.it/biografia/?r=3658

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