Luigi Meneghello ci ha lasciati

E' con dispiacere che diamo la notizia della morte di Luigi Meneghello. Di lui il Gruppo di Lettura aveva letto Piccoli maestri, e fu uno degli autori più amati. Lo scrittore, che aveva 85 anni, è stato trovato morto stamane nella sua casa di Thiene (Vicenza), dove si era trasferito da qualche anno, dopo il ritorno da Londra. Nel 1963 aveva scritto Libera nos a Malo, una delle opere letterarie più rappresentative del Novecento. Meneghello era nato a Malo nel 1922, in provincia di Vicenza, ed è stato uno dei maggiori narratori italiani del Novecento. Come scritto molto bene sul sito di Rainews 24, "i suoi romanzi raccontano, dall'interno della vita di provincia e delle campagne, un secolo di storia italiana riletta attraverso le piccole cose e realtà quotidiane. Una scrittura, la sua, che mescola con grazia termini derivati dal dialetto vicentino, dall'italiano (letterario o popolare) e dall'inglese." Meneghello è stato anche autore di numerosi libri di saggistica, che spaziano da argomenti autobiografici (Jura) al panorama letterario contemporaneo (Rivarotta) e di studi sulla tradizione dialettale (Maredè Maredè). Dal suo romanzo Piccoli mestri è stato tratto nel 1997 un film a firma di Daniele Luchetti. Nel 1947 aveva fondato e diretto la cattedra di letteratura italiana all'università di Reading in Inghilterra. Dal 1980 aveva diviso il suo domicilio tra Reading e Thiene, dove a inizio 2000 si era trasferito definitivamente dopo la morte della moglie. Tornando al suo passato, lo scrittore dopo il trasferimento della famiglia dalla provincia alla città aveva frequentato i primi anni di liceo per poi ritirarsi giudicando gli studi "troppo lenti" e finendo da autodidatta gli ultimi due anni in uno (si diploma alla maturità a 16 anni). Dopo l'8 settembre, Meneghello aderì, assieme ai suoi compagni sbandati, al Partito d'Azione. Libera nos a Malo è considerato il suo capolavoro. Già con il titolo gioca con le parole finali del Padre Nostro latino e col nome del suo paese, Malo appunto. Da qui un'opera che tra ironia e linguaggio popolare, che racconta un ritratto di un paese della provincia vicentina, della sua gente e della sua cultura dagli anni Trenta agli anni Sessanta.

2 commenti:

  1. Tisone00:16

    Grazie per la notizia. Era certamente un grande, nella sua modestia e nella sua esemplare ironia...

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  2. Giam00:17

    Che dire? Personalmente gli dico: grazie. Segnalo il bel saluto a Meneghello scritto da Marco Paolini http://www.jolefilm.com/files/index.cfm?id_rst=7&id_elm=347

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