3 Maggio 2007. Il GdL incontra Amélie Nothomb, Stupori e Tremori

Accadono sempre cose nuove al GDL. Leggete un po' ciò che si verificato la sera del 3 Maggio scorso. Sotto i riflettori, si fa per dire, c'era il libro di Amélie Nothomb, Stupore e tremori.
Il primo a prendere la parola è un ragazzo, uno di quelli che intervengono poco e di preferenza si pone all'ascolto durante gli incontri. "Bene", dice, "Vi informo che non sono stato io a voler leggere il libro, ma è stato lui che mi ha costretto a farlo." Ci poniamo in ascolto, vogliamo capire il perché. Il silenzio è assoluto, le luci si attenuano, il delizioso profumo di gelsomino di cui è tappezzata la parete dell'edificio della biblioteca ci invade con la sua fragranza, poi nella sala si diffonde una musica dolcissima, l'andantino del concerto per flauto, arpa e orchestra in Do maggiore, K.299 di Mozart e l'atmosfera diventa magica. Il ragazzo ora sta in silenzio, attendiamo. Sul tavolino, al centro della sala, dove sono appoggiati i libri della serata, il piccolo volume della Amélie Nothomb si scuote, si fa largo tra gli altri e poi si solleva e vortica nell'aria sino a raggiungere il ragazzo che lo prende fra le mani. Tutti osservano allibiti, qualche mormorio si disperde nella sala, ma è confuso dalla note del brano musicale. Poi il ragazzo, che sino allora era rimasto anche lui in silenzio, riprende a parlare. E da quel momento iniziano i commenti sul libro.
Forse non è iniziata proprio così la serata, ma forse sì!
Molteplici le sensazioni che la lettura ha provocato i cui estremi sono "mi ha molto divertita l'ironia che l'autrice ha saputo disseminare lungo tutto il percorso del libro", sostiene una presente. "Il Mobbing è il tema di fondo anche crudele e raccontato senza mezzi termini e ci fornisce un'immagine del Giappone lontana dai suoi valori reali", ci suggerisce un'altra persona.
Molte pagine vengono citate e lette a sostegno di una o di un'altra tesi; "è un mondo terribile e l'autrice ha sofferto assai in quel contesto tanto lontano da lei", qualcuno afferma, altri invece sono più propensi a credere che Lei lo abbia fatto essenzialmente per studio. Tesi questa condivisa dalla maggioranza dei presenti. L'unanimità invece la si raggiunge invece là dove si parla della "condizione della donna in quel paese". Qualcuno conclude con questa frase: "meno male che siamo nate qui". E' da mettere in rilievo il fatto che tutti sono concordi nel ritenere piacevole il modo di raccontare della Nothomb. Vale anche la pena di sottolineare che è stata una serata assai viva e che i vari interventi delle persone, che anche in questa serata erano molto numerose, sono stati meravigliosi e che soprattutto è proficuo ascoltare le varie opinioni, soprattutto se contrastanti.
Ci vediamo il 24 maggio e allora ascolteremo le sensazioni che avrà suscitato il libro di Ernest Hemingway, Avere e non avere.
Luigi, GdL

2 commenti:

  1. Cosetta00:18

    STUPORI E TREMORI di Amélie Nothomb Questo romanzo mi è piaciuto perché l’autrice è riuscita a raccontare il suo anno lavorativo presso una multinazionale giapponese con allegria, ironia, spensieratezza. Questo nonostante per lei sia stato un anno carico di umiliazioni, offese, disavventure e: “mai contratto a tempo determinato fu così gradito”. Amélie in questa azienda sembra sia stata assunta come ragioniera. La mancanza di dialogo con i superiori ha fatto si che il suo lavoro cambiasse continuamente, facendole fare cose sempre più degradanti (girare i calendari, la carta igienica, non parlare il giapponese, ecc.) e, mentre aspettava la fine del suo contratto, sopportava tutto cercando in ognuno di loro il lato umano, il dialogo. Soprattutto voleva instaurare un rapporto amichevole con il suo capo Fubuki, la quale, purtroppo, avendo subito le ingessature mentali del sistema, era robotizzata e disumana con lei. Questo sistema lavorativo giapponese mi ha suscitato indignazione, rabbia, incredulità, perchè per loro esiste solamente il lavoro, la carriera, l’abnegazione totale verso i loro capi, perchè se non rispondi subito al sistema aziendale scatta il mobing, perché la persona non vale niente e il suicidio è un atto onorevole, perché le emozioni vengono represse, soffocate dal Dio lavoro e tanto altro. Vale la pena di leggerlo per confrontarsi con quella realtà così diversa. COSETTA

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  2. Enrico00:18

    Mi ha divertito e divertendomi ho anche appreso un aspetto del Giappone che non conoscevo. Pur se con molto humor la Nothomb mette sotto accusa il sitema aziendale giapponese, e non solo quello. Pubblicato nel 2001 non mi risulta che il libro abbia suscitato grandi reazioni da parte dei giapponesi: cosa succerebbe in Europa se uno scrittore giapponese facesse la stessa cosa su di noi?

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