Resoconto dell'incontro dell'11.01.2007: La visitatrice di Maeve Brennan

Singolare l'esordio della serata dell'11 gennaio scorso: si doveva parlare del libro di Maeve Brennan, La visitatrice, invece una nostra amica, Monica Iacobbe, ci ha regalato un piccolo libro, un'antologia di poesie dal titolo: Navigando nelle parole, dove è stata pubblicata una sua poesia. Abbiamo così chiesto al nostro attore di leggerla; eccola:

Globale
Intrappolati noi tutti
in quattro mura e una giornata
scandita da vite prescritte e
ruoli che non ci tollerano
con-globati e con-troproducenti
al nostro saper fare che è di arte
che si nutre e non tele
intrecciate negli affari affannosi
di cui affatto farei in effetti a meno
come di timbrare il cartellino
ogni giorno, come la pecora di un gregge
un cyber che in nome del mondo intero
contribuisce al mercato delle pecore
e alla loro distruzione, ora che nulla
vale più del denaro, neppure la morte.
Poi è entrata in scena la Brennan col suo libro La visitatrice, ma qualcuno del gruppo ha parlato ancora di poesia e ha letto una frase del poeta irlandese William Butler Yeats che l'autrice teneva scritta sulla parete dell'ufficio; ecco questa frase: Soltanto ciò che non insegna, ciò che non chiede a gran voce, ciò che non convince, ciò che non accondiscende, ciò che non spiega è irresistibile.
Dopo questa parentesi di poesia il gruppo ha commentato il libro. Numerosi gli interventi, anzi è stata una di quelle serate dove i presenti nella quasi totalità hanno parlatoo, e sono stati concordi nell'affermare che si è trattato di un magnifico libro. Qualcuno lo ha definito "strepitoso" e "scritto magistralmente". Insomma è stato un susseguirsi di aggettivi esaltanti.
Poi qualcun altro ha accennato ai personaggi che sono statio messi in scena dalla Brennan, e allora l'unanimità sin qui riscontrata ha subìto qualche incrinatura perché sono emersi i vissuti di ciascuno dei presenti.
Non mi dilungo a riferire quanto è stato detto; do solo qualche accenno per far comprendere come il clima fosse mutato. Ecco che qualcuno ha detto: "io non vorrò mai essere una suocera cosi", un altro: "si, ma neppure un marito di quel genere"; e ancora: "e la mamma della protagonista a mi rifiuto di accettarla!".
Il clima si era un poco arroventato, sempre però nei limiti della correttezza che contraddistingue il gruppo - cosa che forse avrò gia ribadito in altre occasioni ma che mi piace tuttavia sottolineare -. Da noi, infatti, talora c'è la passione che prende il sopravvento, ma sempre contenuta nel rispetto della idee altrui. Poi qualcuno del gruppo ha encomiato la traduttrice affermando che aveva letto il libro in lingua originale e che ha riscontrato una fedeltà non sempre attuata da altri traduttori.
Ma la serata non è finita così, anzi è proseguito per molto altro tempo perché qualcuno ha voluto sapere dagli altri partecipanti le impressioni sulla conclusione del romanzo. E allora qui abbiamo assistito a una diversità di finali che riassumo così. La protagonista:- ritorna a Parigi;- si suicida;- si ribella alla nonna e rimane a Dublino;- viene portata via dalla polizia;- viene ricoverata in una casa di cura per malati mentali;- si stabilisce nella casa dove è nata e sarà lei che dominerà la nonna e la governante;-....Insomma: "Così è se vi pare!"
Ci siamo infine salutati al momento, bello e sereno - del rinfresco, dandoci appuntamento al 1 febbraio 2007 per parlare insieme del libro di Maurizio Maggiani.
Luigi, GdL

Nessun commento:

Posta un commento